Coronavirus, la rivincita della natura: leoni marini, puma, cervi e pinguini alla conquista delle città deserte

Mercoledì 22 Aprile 2020
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La natura riconquista spazio. Le città svuotate dall'isolamento provocato dalla pandemia del coronavirus  non sono più a dimensione di uomo, ma sempre più a dimensione degli animali. Affamati o solo incuriositi, si fanno spazio nel silenzio e nella tranquillità delle strade senza traffico.

Nelle località turistiche o nei centri cittadini, le specie più svariate conquistano metri giorno dopo giorno, arrivando a prendere il posto degli essere umani costretti a vivere prigionieri dentro quattro mura. Loro no, sono finalmente padroni della scena, e le immagini immortalate un po' in giro per il mondo sono la prova di una realtà diversa, forse più selvatica ma che in certi casi fa tenerezza.

Come in Giappone, dove sono stati osservati i cervi del Nara Park, attrazione locale, mentre scendevano in città in cerca di cibo. I cervi Sika sono golosi dei cracker appositamente venduti nel parco ai turisti, tuttavia, poiché il numero di visitatori è precipitato nelle ultime settimane, i cervi sembrano non avere altra scelta che vagare fuori dal loro territorio per trovare qualcosa da sgranocchiare.

Come in Galles, dove, con i negozi chiusi, la popolazione in quarantena e i turisti non pervenuti, la fauna selvatica si sta diffondendo in un territorio urbano precedentemente vietato: qui le capre sembrano godersi i loro nuovi domini. Balzando in Thailandia, invece, le scimmie di Lopburi, chiaramente affamate per la mancanza di turisti, si agitano e si accapigliano per qualsiasi briciola riescano a rimediare, magari infilandosi tra i rifiuti. La gente del posto racconta di vere e proprie risse, come anche qualche video testimonia.


E ancora, passando da una foto all'altra, straordinaria l'immagine dei pinguini allo Shedd Aquarium di Chicago che vagano per i silenziosi corridoi, osservando incuriositi come visitatori i pesci che nuotano dentro le immense vasche. O i cinghiali che passeggiano in cerca di cibo lungo la Diagonal, arrivando fino alle Ramblas nel cuore di Barcellona vuote come non mai. E si potrebbe andare avanti a lungo, con i coyote a San Francisco fotografati con lo sfondo del Golden Bridge; i leoni marini che si riscaldano sull'asfalto delle strade nel porto di Mar del Plata in Argentina; le anatre a passeggio a Parigi davanti alla Comédie Française; i pavoni che si fanno belli per le strade deserte di Nuova Dehli; gli sciacalli che si fanno largo in un parco di Tel Aviv; i falchi che trasformano il Central Park di New York in una prateria dove agire indisturbati in cerca di prede; uno zibetto che attraversa sulle strisce pedonali in una cittadina dell'India; un puma sceso dalle montagne che si aggira con passo felpato tra le auto parcheggiate a Santiago del Cile; un koala che s'intromette furtivamente in un ufficio a Sidney. E anche in Italia la natura non scherza e si riprende i suoi spazi. I cigni nei canali senza gondole e vaporetti di Venezia e Burano, i delfini nelle acque del porto di Cagliari, le nutrie sulla darsena dei Navigli di Milano.

(Francesco Padoa)
Ultimo aggiornamento: 15:06 © RIPRODUZIONE RISERVATA