Veronica De Nitto, sgozzata dall'ex in California: sul killer una taglia da 10 milioni. Il padre: continuate a indagare

Mercoledì 1 Settembre 2021 di Rita Cammarone
Veronica De Nitto, sgozzata dall'ex in California: sul killer una taglia da 10 milioni. Il padre: continuate a indagare

Veronica De Nitto, cittadina di Latina barbaramente uccisa il 15 gennaio scorso in California, domani - 2 settembre - avrebbe compiuto 35 anni. La ricorrenza acuisce il dolore del padre Luigi che, da quel maledetto giorno, attende verità e giustizia per un femminicidio sul quale è calato un inspiegabile silenzio internazionale. «Che le istituzioni italiane e statunitensi non lascino impunito questo delitto, mia figlia non è una vittima di serie B, non dimenticatela». È l'appello lanciato ieri dal padre della giovane donna, Luigi De Nitto.
Veronica è stata sgozzata nella sua abitazione di Daly City, poco più a Sud di San Francisco, poi il suo appartamento dato alle fiamme per cancellare le prove del delitto. Sul presunto assassino di Veronica, l'ex fidanzato Renato Yedra-Briseno, macellaio 36enne di origini messicane, conosciuto al supermercato dove entrambi lavoravano, è stata messa una taglia di 10 milioni di euro. «L'uomo spiega l'avvocato della famiglia, Valerio Masci era stato visto acquistare taniche di benzina; è stata ritrovata la sua auto ma di lui nessuna traccia». Oltre alla notizia della taglia, le autorità americane avrebbero aggiunto ben poco, se non atti con il nome sbagliato, Vittoria al posto di Veronica, trasmessi alle autorità italiane. Un errore poi corretto dalla Procura di Roma, che aveva già aperto un fascicolo contro ignoti per l'omicidio della cittadina italiana all'estero.

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IL PRESUNTO ASSASSINO
Ma che fine ha fatto il presunto assassino? Sarebbe fuggito in Messico. «Non c'è neppure un cenno agli eventuali contatti del nostro Ministero degli Esteri con la nostra ambasciata in Messico e con le autorità messicane, dove le autorità statunitensi ritengono sia fuggito il presunto assassino. Nulla, dunque, che consenta di comprendere cosa stia facendo lo Stato italiano per favorire la cattura», ha commentato duramente alcuni mesi fa il deputato pontino Raffaele Trano in merito alla risposta della Farnesina alla sua interrogazione sul femminicidio De Nitto, rivolta al ministro Luigi Di Maio. E da allora il caso è sprofondato nel silenzio più assoluto. La famiglia recentemente ha ricevuto la solidarietà del prefetto di Latina Maurizio Falco e del questore Michele Maria Spina. «Si sono interessati alla vicenda spiega l'avvocato Masci - con l'impegno di relazionarsi con chi di dovere».
Domani, il 2 settembre, sarà una data triste, doppiamente triste per la famiglia De Nitto: «Veronica era nata lo stesso giorno di mia moglie, sua madre, scomparsa a ottobre 2019», ha commentato ieri il padre Luigi con un nodo in gola. Quando Mariella Proia è venuta a mancare per una malattia, Veronica non era potuta rientrare per le esequie. A Latina era tornata soltanto sua sorella Hillary, anche lei da tempo negli Stati Uniti. «Dopo la cremazione racconta Luigi l'urna contenente le ceneri fu trasportata in California: oggi a casa di mia figlia Hillary ci sono le ceneri di sua madre e di sua sorella. Voglio credere che questo 2 settembre torneranno ad abbracciarsi in cielo per festeggiare il compleanno insieme». La storia di Veronica sembra rincorrere date coincidenti. Il 15 gennaio, quando è stata uccisa, sua sorella Hillary a San Francisco ha dato alla luce la sua secondogenita. Veronica non ha fatto in tempo a raggiungerle, ferita mortalmente e bruciata. Il 15 gennaio sarà per sempre una data al bivio dei sentimenti della famiglia De Nitto.


In questa storia ingarbugliata e piena di dolore per la morte di una giovane donna che aveva scelto di trasferirsi negli Usa alla ricerca di una vita migliore, ci sono anche paradossali questioni burocratiche. Nessuno ha comunicato ufficialmente alla famiglia De Nitto il decesso di Veronica. La brutta notizia è arrivata attraverso i contatti familiari. Ma oggi forse siamo a una svolta. «Il nuovo console spiega il padre un mese fa ha finalmente trasmesso gli atti di morte all'Ambasciata a Washington che avrebbe provveduto all'inoltro alle autorità italiane, attraverso i canali istituzionali. Domani mattina (oggi per chi legge, ndr) andrò all'anagrafe di Latina per verificare se Veronica è morta anche per lo Stato Italiano».

Ultimo aggiornamento: 11:06 © RIPRODUZIONE RISERVATA