Variante Mu è «altamente resistente agli anticorpi del vaccino e dei guariti», lo studio (in preprint) dal Giappone

Mercoledì 8 Settembre 2021 di Simone Pierini
Variante Mu è «altamente resistente agli anticorpi del vaccino e dei guariti», lo studio (in preprint) dal Giappone
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La variante Mu sarebbe «altamente resistente agli anticorpi del vaccino e dei guariti dal Covid». A lanciare l'allarme è uno studio dal Giappone, ancora in preprint e quindi in attesa di validazione dalla comunità scientifica. Il 30 agosto 2021, l'Organizzazione mondiale della Sanità ha classificato la variante Mu (indicata come B.1.621) come nuova variante di interesse. Dopo aver colpito la Colombia si è progressivamente diffusa in tutto il Sud America, è arrivata negli Stati Uniti e ora è sbarcata anche in Europa. L'Ufficio federale della sanità pubblica della Svizzera venerdì scorso ha segnalato la presenza di 34 casi di variante Mu nel Paese. Anche in Francia ci sono state delle segnalazioni, seppur in numeri esigui. Questa variante, ha sottolineato l'Oms, «ha una costellazione di mutazioni che indicano potenziali proprietà di fuga immunitaria».

 

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Variante Mu, lo studio dal Giappone

Nello studio in preprint pubblicato su BioRxiv si sotiene come la variante Mu sia «altamente resistente agli anticorpi di individui convalescenti COVID-19 e vaccinati con BNT162b2 (il vaccino Pfizer-BionTech)». «Il confronto diretto di diverse proteine ​​spike di SARS-CoV-2 ha rivelato - si legge nell'abstract dello studio proveniente dal Giappone - che il picco di Mu è più resistente alla neutralizzazione mediata dagli anticorpi rispetto a tutte le altre varianti di interesse (VOI) e preoccupazione (VOC) attualmente riconosciute. Ciò include la variante Beta (B.1.351) che è stata ritenuta fino ad oggi come la variante più resistente agli anticorpi dei convalescenti e dei vaccinati». 

 

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Cos'è uno studio in preprint 

Prima della pubblicazione formale in una rivista accademica, gli articoli scientifici e medici vengono tradizionalmente "revisionati da pari". In questo processo, i redattori della rivista si avvalgono del consiglio di vari esperti, chiamati "referenti", che hanno valutato il documento e possono identificare punti deboli nei suoi presupposti, metodi e conclusioni. In genere un giornale pubblicherà un articolo solo una volta che gli editori siano convinti che gli autori abbiano affrontato le osservazioni dei revisori.

Poiché questo processo può essere lungo, gli autori utilizzano il servizio bioRxiv per rendere disponibili i loro manoscritti come "preprint" prima di completare la revisione tra pari e la conseguente certificazione da parte di una rivista. Ciò consente ad altri scienziati di vedere, discutere e commentare immediatamente i risultati. I lettori devono quindi essere consapevoli che gli articoli su bioRxiv non sono stati finalizzati dagli autori, potrebbero contenere errori e riportare informazioni che non sono ancora state accettate o approvate in alcun modo dalla comunità scientifica o medica.

 

Simone Pierini

 

 

Variante Mu negli Stati Uniti

Negli Usa rallenta il ritmo della variante Delta, con i contagi in calo in alcuni stati duramente colpiti, come il Missouri, ma si teme ora per la variante Mu. Da quando è stata scoperta in Colombia a gennaio si è diffusa in circa 40 paesi, mentre negli Usa - secondo Newsweek - è presente in 49 stati americani su 50 (e nel distretto di Columbia, dove si trova la capitale Washington). La California ha riportato il numero più alto di casi (384) dell'ultima variante (che gli esperti temono sia ancora più contagiosa di Delta), e 167 sono nella contea di Los Angeles. Il virologo Anthony Fauci ha affermato che i funzionari sanitari stanno controllando «attentamente» la variante Mu, nonostante non sia «nemmeno vicina» a diventare il ceppo di covid dominante in gli Stati Uniti.

Ultimo aggiornamento: 27 Settembre, 17:34 © RIPRODUZIONE RISERVATA