Vaccino ai bambini 5-11 anni, in Israele già migliaia di dosi: «Nessuna reazione grave, ci consente di uscire dall'incubo»

Parla Omer Niv, vice direttore dello Schneider children's medical center, l'ospedale pediatrico più grande di Israele e del Medio Oriente

Mercoledì 1 Dicembre 2021
Vaccino ai bambini 5-11 anni, in Israele già migliaia di dosi: «Nessuna reazione grave, ci consente di uscire dall'incubo»

In Israele la campagna di vaccinazione dei bambini tra i 5 e gli 11 anni è già partita e i numeri sono in rapida crescita. «Nell'ultima settimana in Israele abbiamo vaccinato decine di migliaia di bambini tra i 5 e gli 11 anni. La fiducia dei genitori sta crescendo giorno per giorno, ce lo dicono i numeri. Non abbiamo registrato nessuna reazione particolare, né grave. Ai genitori italiani dico che non c'è da aver paura, di portare subito a immunizzare i loro figli di questa fascia di età perchè il vaccino è efficace, sicuro, rende i piccoli più liberi e gli consente di uscire dall'incubo». Ne parla con l'Ansa Omer Niv, vice direttore dello Schneider children's medical center, l'ospedale pediatrico più grande di Israele e del Medio Oriente.

 

 

Bambini a rischio se contraggono il Covid

 

«È molto importante vaccinare anche i bambini perchè il Covid può avere esiti molto pesanti pure sulla loro salute - sottolinea Niv - qui allo Schneider abbiamo un reparto specifico dove seguiamo i bimbi che hanno avuto la malattia e soffrono di long Covid. Sono in molti, a scuola non riescono a concentrarsi, sono sempre stanchi, hanno difficoltà respiratorie, hanno praticamente gli stessi sintomi che colpiscono gli adulti con il long Covid. E non c'è una terapia. Non li ricoveriamo, vengono al mattino e se ne vanno la sera, facciamo tutte le analisi e li monitoriamo, ma una cura per gli strascichi della malattia al momento non esiste».

 

 

 

 

Gli effetti psicologici del Covid

Niv, che ha studiato Medicina a Bologna e Firenze, ci tiene a chiarire che sui bambini non pesa solo il rischio della malattia, ma anche gli effetti psicologici della pandemia. «Le scuole sono state chiuse per mesi, all'improvviso i piccoli sono stati costretti a casa, in lockdown. Tanti disagi, in particolare la mancanza di contatti con i coetanei, l'impossibilità di stare insieme, giocare, fare quello che fanno normalmente le persone a quell'età. Vedremo solo con il passare degli anni gli effetti psicologici che l'isolamento ha avuto su queste giovani vite». Ma vaccinare i bambini ha pure una valenza sociale, ricorda il pediatra, «perchè vanno dappertutto, incontrano persone più grandi, i nonni, una parte della popolazione che ha un sistema immunitario più lento e quindi è più esposta. E questo va tenuto in considerazione».

 

 

Pediatri in tv 

In Israele i bambini vengono immunizzati in strutture sanitarie che sono l'equivalente delle Asl italiane. Prima di partire con le vaccinazioni, la comunità pediatrica è stata chiamata a parlare in televisione per spiegare ai genitori perchè è fondamentale l'immunizzazione per quell'età, a dare indicazioni sulla sicurezza e l'efficacia e quali sono i rischi per chi non si protegge dal virus.

 

 

 

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Assenza di eventi avversi gravi

Intanto i dati che arrivano da Israele, relativi all'assenza di eventi avversi gravi, se non le reazioni lievi già conosciute come dolore al braccio o un pò di febbre che si risolvono velocemente, si sommano a quelli degli Stati Uniti. Dove la campagna vaccinale è partita dai primi di novembre, dopo l'autorizzazione della Food and drugs administration (Fda). Attualmente in America i bambini tra i 5 e gli 11 anni vaccinati sono 3 milioni, e non sono stati registrati eventi avversi medi o gravi. «I miei figli che hanno più di 12 anni sono già immunizzati, e per quello che ha 6 anni ho già prenotato la somministrazione - conclude Niv - i genitori non devono avere timori, il vaccino li salva».

 

 

Ultimo aggiornamento: 3 Dicembre, 08:37 © RIPRODUZIONE RISERVATA