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Ucraina, i missili americani Himars per rovesciare le sorti della guerra

Lunedì scorso il ministero della Difesa ucraino ha condiviso un video che mostra un particolare lanciamissili in azione dal centro di autostrada nella regione di Zaporizhzhia

Mercoledì 6 Luglio 2022 di Gianluca Cordella
Ucraina, i missili americani Himars per rovesciare le sorti della guerra

Un video per mettere pressione ai russi e, al tempo stesso, per far capire all’Occidente l’importanza di avere altri aiuti e di averli subito. Lunedì scorso il ministero della Difesa ucraino ha condiviso un video che mostra un lanciamissili in azione dal centro di autostrada nella regione di Zaporizhzhia. Il filmato non dava indicazioni di alcun tipo relativamente agli obiettivi di quell’attacco ma nella stessa giornata è stato segnalato un massiccio attacco missilistico alla base aerea di Melitopol, città ormai occupata dai russi. Ma ciò che più conta è che l’occhio degli esperti di armi non ha avuto dubbi: quei missili sparati erano gli Himars statunitensi.

Dato non da poco perché dà un senso ben preciso ai numerosi attacchi di precisione intrapresi dalle forze di Kiev negli ultimi giorni. Non potendo contare sulla parità delle forze in campo, l’esercito ucraino ha iniziato a muoversi in modo strategico, secondo un solo concetto base: tagliare i rifornimenti di munizioni e di armi ai russi. Non a caso bersaglio di tutti questi attacchi sono stati proprio depositi o officine preposte alla preparazione dei mezzi di Mosca. Questo tipo di strategia è stata possibile da quando gli Stati Uniti hanno garantito a Zelensky otto sistemi missilistici di artiglieria ad alta mobilità M142. Proprio quelli che sparano gli Himars. Quattro sono arrivati in Ucraina il 23 giugno, gli altri arriveranno. Ma da quando sono arrivati le truppe di difesa li hanno usati in modo massiccio. Chiaro che per frenare l’avanzata russa ed eventualmente ricacciarla indietro serve di più. C’è un dato interessante fornito dal Rusi, il Royal United services institute. La Russia spara ogni giorno circa 20.000 colpi di artiglieria contro i 6000 dell’Ucraina. Se Kiev ancora resiste è proprio perché i sistemi arrivati dagli alleati occidentali in molti casi sono più precisi di qualsiasi cosa posseggano gli eserciti impegnati sul campo.

Oltre all’attacco documentato, lunedì ne sono stati registrati altri tre da parte dell’Ucraina contro depositi di munizioni, e anche ieri spesse colonne di fumo si sono alzate da Donetsk.

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«Quelli americani sono equipaggiamenti eccellenti che ci permettono di essere efficaci anche con attacchi a lunga gittata - ha detto al Telegraph Andriy Zagorodnyuk, un ex ministro della Difesa ucraino - Ma non sono assolutamente sufficienti. Ne servono decine». «Se ne avessimo di più, saremmo in grado di fermare l'offensiva e potremmo iniziare a farli arretrare - ha aggiunto - Purtroppo al momento, non è del tutto chiaro quando arriverà la maggior parte di quella roba e non è chiaro nemmeno cosa otterremo».

L'Ucraina, dall’inizio dell’offensiva russa, ha ricevuto armi occidentali ed ex sovietiche dai suoi alleati, ma spesso con numeri minori di quelli sperati e non sempre con tempi brevi. Gli ultimi rinforzi includono obici M777 e missili Himars dagli Stati Uniti, obici Caesar da 155 mm dalla Francia, sistemi di lancio di razzi multipli M270 dal Regno Unito e veicoli corazzati Bushmaster dall'Australia.

Ultimo aggiornamento: 8 Luglio, 09:49 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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