Usa e Trump, il Congresso lancia l'impeachment lampo: si temono ancora attacchi

Domenica 10 Gennaio 2021 di Anna Guaita
Trump, il Congresso lancia l'impeachment lampo: si temono ancora attacchi

Negli Stati Uniti la parola chatter è stata finora strettamente collegata alle minacce del terrorismo islamico. Sin dall'Undici Settembre si sente parlare delle minacce percepite nel chatter, le chiacchiere dei militanti on line. Ma di colpo, a dimostrare quanto sia cambiata la situazione con l'attacco al Campidoglio, la parola salta fuori per rivelare una possibile nuova offensiva delle milizie pro-Trump a Washington, come risulta proprio dal chatter degli attivisti che già programmano manifestazioni il 17 gennaio e anche il 20, data dell'insediamento di Joe Biden, promettendo di «arrivare bene armati» e raccomandandosi l'un l'altro «di allenarsi al tiro».

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IL BLITZ


Nel frattempo vengono a galla particolari sempre più spaventosi dell'attacco del 6 gennaio, ad esempio che i rivoltosi avrebbero voluto impiccare il vicepresidente Mike Pence colpevole di aver tradito Donald Trump. La fretta con cui i deputati democratici stanno preparando il nuovo processo di impeachment contro il presidente sarebbe in parte legato anche al pressante desiderio di dare una lezione immediata: «Dobbiamo chiarire che nessun presidente, oggi o nel futuro, può condurre un'insurrezione contro il governo degli Stati Uniti», ha spiegato il senatore Bernie Sanders. Domani dunque la Commissione che stabilisce le regole si riunirà per decidere come condurre alla Camera il secondo impeachment del presidente. Per la fretta, pare che ci sarà un unico capo di accusa, incitamento all'insurrezione.

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IL PROCESSO


La Camera dibatterà solo per due giorni, e poi metterà ai voti quello che di fatto è un atto di incriminazione di Donald Trump. Il processo poi passerà al Senato, che dovrà emettere la sentenza. Il capo della maggioranza repubblicana uscente, Mitch McConnell non intende accelerare il rientro dei senatori, previsto per il 19 gennaio, e quindi il processo slitterà al Senato della nuova legislatura, che ha una risicatissima maggioranza democratica. È ovvio che il processo si terrà dopo che Trump sarà già fuori dalla Casa Bianca, con il probabile risultato di disturbare le prime settimane della presidenza di Joe Biden, che vorrebbe invece la massima collaborazione e partecipazione del Congresso per lanciare i suoi programmi di ripresa economica e vaccini anti-covid a tappeto. Ma ai democratici preme che il processo si tenga comunque perché se Trump venisse condannato non potrebbe più rientrare in politica.

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È vero che appare improbabile che ci siano i due terzi dei voti per un simile risultato, ma voci di corridoio fanno ipotizzare che un certo numero di deputati repubblicani contrari all'impeachment ma non più disposti a schierarsi al fianco di Trump, si potrebbe assentare dall'aula, permettendo che i due terzi vengano raggiunti più facilmente. Finora solo tre senatori del Gop sembrano disposti a dare il voto per l'impeachment, Ben Sasse del Nebraska, Mitt Romney dello Utah e Lisa Murkovski dell'Alaska. Il silenzio mantenuto in genere dagli altri repubblicani sul tema è comunque impressionante, se si ricorda che nel passato impeachment le voci contrarie del Gop erano tante e molto rumorose. L'unico a fare un passo pubblico a favore di Trump è stato il senatore Lindsey Graham. Il presidente intanto non si fa vedere, ma secondo i suoi collaboratori starebbe programmando un viaggio al confine, sotto il muro che ha voluto costruire, per ricordare una delle sue battaglie.

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Ultimo aggiornamento: 11 Gennaio, 01:57 © RIPRODUZIONE RISERVATA