Strasburgo, strada in salita
per la Von der Leyen
Forti mugugni nel Parlamento

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Strasburgo, strada in salita  per la Von der Leyen  Forti mugugni nel Parlamento
STRASBURGO  Una promozione per nulla scontata quella di Ursula von der Leyen ai piani alti di palazzo Berlaymont. Almeno per il Parlamento europeo, che entro due settimane sarà chiamato ad esprimersi sulla proposta fatta dai capi di Stato e di governo. La strada appare in salita dopo che i leader della maggior parte dei gruppi politici all'Eurocamera hanno espresso forti riserve sulle decisioni del Consiglio europeo, rammaricati in particolare per la bocciatura del processo degli Spitzenkandidaten, i candidati di punta indicati dai partiti prima delle elezioni europee. Nel dibattito a Strasburgo insieme al presidente del Consiglio europeo Donald Tusk e dedicato alle conclusioni della maratona negoziale dello scorso fine settimana a Bruxelles, gli eurodeputati hanno evidenziato la mancanza di rappresentanza dei paesi dell'Europa orientale, ma anche il ruolo eccessivo svolto nell'intero processo da leader di alcuni Stati membri (Ungheria e Polonia) sotto procedura per il non rispetto dello stato di diritto. Malumori e mal di pancia si concentrano però soprattutto tra le forze sovraniste, che affilano le armi. Il leader del gruppo Identità e democrazia, il leghista Marco Zanni, ha invitato gli eurodeputati a bocciare la candidata tedesca «se il Parlamento vuole farsi rispettare, difendere il metodo degli Spitzenkandidaten ed essere coerente». Ma perplessità serpeggiano anche fra i socialisti tedeschi, per problemi legati alla coalizione interna, e olandesi, scontenti per l'accantonamento di Frans Timmermans, difeso oggi in aula dalla leader del gruppo S&D, Iratxe Garcia Perez, convinta che Timmermans sia stato bocciato perché «difendeva i valori dell'Unione e della stato di diritto». E se gli ex liberali di Renew Europe hanno chiesto di rendere il processo elettorale trasparente per i posti di alto livello dell'Ue e di rafforzare la legittimità e la democrazia europea, anche fra i popolari non mancano i dissapori. In un'intervista alla Bild, Manfred Weber ha attaccato il presidente francese Emmanuel Macron, reo di aver lavorato insieme all'ungherese Viktor Orban e danneggiato l'Europa democratica. Secondo il bavarese, che ha detto di comprendere le ragioni di Merkel che ad un certo punto della trattativa ha smesso di sostenerlo, ci sarebbero buone possibilità per von der Leyen. Senza però nascondere che «la strada è accidentata». Sulla ex ministra degli Esteri tedesca potrebbero convergere i Conservatori, secondo fonti a Strasburgo, come anche i partiti dei Paesi Visegrad. I Verdi invece, malgrado gli appelli di Tusk, dovrebbero opporsi, consci di non essere necessari per la maggioranza. Resta l'incognita M5S. Stando al rieletto vicepresidente del Parlamento europeo Fabio Massimo Castaldo, i pentastellati intendono valutare il programma, ascoltare la candidata e giudicare, «augurandoci che non sia una mera lotta di poltrone». Von der Leyen sarà mercoledì prossimo a Bruxelles per partecipare alla conferenza dei presidenti del Parlamento europeo, sei giorni prima di passare dalle forche caudine del voto in aula a Strasburgo. «È una vera europea», ha scritto su Twitter il presidente Juncker dopo averla ricevuta a Bruxelles. «Siamo sulla stessa lunghezza d'onda quando si tratta di difendere gli interessi europei».
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Giovedì 4 Luglio 2019, 18:36






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2 di 2 commenti presenti
2019-07-05 08:10:13
bene fatela dimettere, senza fiudcia non si va avanti!!!
2019-07-04 22:05:15
Che magna magna!! Da Paura quello che c'è dietro alle lobby Europee.