Afghanistan, allarme Usa: «Kabul cadrà nelle mani dei talebani entro 90 giorni»

Mercoledì 11 Agosto 2021
Afghanistan, allarme Usa: «Kabul cadrà nelle mani dei talebani entro 90 giorni»
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L'avanzata dei talebani in Afghanistan è inarrestabile al punto che l'amministrazione Usa guidata da Joe Biden si prepara alla caduta di Kabul entro 90 giorni, cioè entro un periodo ben più breve rispetto ai 6-12 mesi previsti in precedenza alla luce del ritiro delle truppe statunitensi dal Paese: lo scrive il Washington Post, che cita funzionari americani al corrente della situazione. Secondo un funzionario che ha voluto mantenere l'anonimato i militari stimano adesso che la capitale afgana cadrà entro 90 giorni, mente altri ritengono che la disfatta avverrà entro un mese.

 

 

L'avanzata dei talebani prosegue

Prosegue l'avanzata dei Talebani, che nella notte hanno preso il controllo di un altro capoluogo di provincia in Afghanistan, quello di Faizabad nel nord-est. Si tratta del nono capoluogo di provincia caduto sotto il loro controllo in sei giorni di combattimenti e dopo il ritiro delle truppe americane. La conferma arriva da deputati locali e dal portavoce dei Talebani, Zabihullah Mujahid, che su Twitter ha spiegato che gli insorti hanno preso il controllo «completo» delle province di Badakhshan e di Baghlan. «Nessuno è rimasto ferito in queste operazioni dal momento che il nemico è scappato», ha affermato. «Dopo diversi giorni di resistenza, le forze di sicurezza del Badakhshan si sono ritirate perché non sono state soddisfatte le richieste di avere rinforzi aerei e di terra», ha dichiarato un funzionario locale all'agenzia di stampa Pajhwok. A Pul-e-Jumri, capoluogo della provincia di Baghlan, i Talebani hanno preso il controllo dell'ufficio del governatore, della caserma della polizia, del centro di intelligence e di «tutte le istituzioni di governo», ha detto il funzionario citato dalla Dpa a condizione di anonimato.

 

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Cresce il dramma dei rifugiati. L'Unhcr, l'Agenzia Onu per i Rifugiati, esprime profonda preoccupazione per il rapido inasprirsi del conflitto in Afghanistan nel corso di questa settimana. A causa dell'intensificarsi degli scontri nella provincia di Nimruz, nel sudovest del Paese, quasi 200 rifugiati afghani sono stati costretti a fuggire nella Repubblica Islamica dell'Iran nel finesettimana. Molti altri civili afghani potrebbero ritrovarsi intrappolati nei combattimenti se non riuscissero a fuggire da questa situazione estremamente instabile. Si stima che dall'inizio dell'anno quasi 400.000 afghani siano sfollati all'interno del Paese, circa 244.000 solo a partire da maggio, come spiega l'Unhcr in una nota. Considerato l'intensificarsi della crisi umanitaria in corso, l'Unhcr esorta le autorità iraniane a tenere aperto il valico di frontiera di Milak. Diversamente, migliaia di vite potrebbero essere messe a repentaglio. In cooperazione con l'Ufficio iraniano per gli affari inerenti a cittadini stranieri e immigrati (Bureau for Aliens and Foreign Immigrants' Affairs/Bafia), l'Unhcr ha già assicurato ai nuovi arrivati assistenza immediata, compresi cibo e acqua. Unhcr e partner si sono uniti a una missione interagenzie guidata dal governo a ridosso delle aree di frontiera e dei siti presso cui potrebbero insediarsi i rifugiati per valutare ulteriormente sul campo le esigenze umanitarie e intensificare la risposta.

 

Ultimo aggiornamento: 12 Agosto, 10:53 © RIPRODUZIONE RISERVATA