Studente suicida il giorno della laurea: «Mentiva ai genitori, non aveva finito gli esami»

PER APPROFONDIRE: morto, ragazzo, suicidio
Studente suicida il giorno della laurea: «Mentiva ai genitori, non aveva finito gli esami»

di Alessia Strinati

Si è tolto la vita il giorno in cui avrebbe dovuto discutere la sua tesi. Nicholas Turner, 23 anni, è tornato a casa dei suoi genitori a Tunbridge Wells, nel Kent, la scorsa estate, dicendo ai genitori di aver terminato gli studi e annunciando che si sarebbe laureato tra qualche mese. Peccato fosse tutta una bugia. Il ragazzo aveva fallito il suo esame di ingegneria e per questo era saltata la sua sessione di laurea. Per mesi ha tenuto nascosto tutto ai genitori che la mattina dello scorso 23 luglio sono usciti di casa pronti per andare a vedere loro figlio laurearsi, ma invece lo spettacolo di fronte ai loro occhi è stato ben altro. Il 23enne è stato trovato morto davanti alla porta di casa dalla mamma e dal papà dopo essersi impiccato la sera precedente.

Roma, «Mia moglie è morta, voglio farla finita»: ma la telefonata con il poliziotto gli salva la vita
 


Dopo il decesso le indagini hanno mostrato che il ragazzo aveva mentito ai genitori sulla laurea e il senso del fallimento deve averlo schiacciato fino a spingerlo al folle ed estremo gesto. Nicholas era un ragazzo preciso e metodico, come riporta la famiglia a Metro, e non capiscono come possa aver fatto una cosa simile. In questi giorni il caso è stato definitivamente archiviato come suicidio. 
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Venerdì 4 Ottobre 2019, 12:43






Condividi su Google+ Commenta
<< CHIUDI
CONDIVIDI LA NOTIZIA
Studente suicida il giorno della laurea: «Mentiva ai genitori, non aveva finito gli esami»
CONDIVIDI LA NOTIZIA
DIVENTA FAN
SEGUICI SU TWITTER
COMMENTA LA NOTIZIA
3 di 3 commenti presenti
2019-10-05 12:24:37
Ci sono due tipi di falliti. Quelli che ammettono il loro fallimento a chi li ha supportati per tanti anni e quelli che falliscono anche nella sincerità. E si levano di mezzo. Nulla di nuovo.
2019-10-05 10:12:58
Leggendo questa notizia mi vengono alla mente molte cose una spicca su tutti:la solitudine di questo ragazzo. È stato lasciato solo dove era la famiglia gli amici la scuola la comunità in genere. Credo che in questo mondo esigente e competitivo si deve essere sempre perfetti e non si deve mai fallire.le troppe alte aspettative del prossimo e la solitudine in questo caso ha ucciso,come in altri episodi di cronaca simili.il nostro mondo non ammette insuccessi e ci si uccide,terribile ma vero.educare a gestire i fallimenti capire i propri limiti niente menzogne questo è il compito dell intera comunità per dei giovani migliori.
2019-10-04 21:01:14
Sempre più rammolliti incapaci di gestire gli insuccessi e di accettare il confronto con la realtà