Rifiuta di stringere la mano durante il colloquio di lavoro: il giudice condanna l'azienda a risarcire la giovane musulmana

Giovedì 16 Agosto 2018
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Non era scortesia, ma stretta osservanza dei dettami della propria religione. Una giovane svedese di religione musulmana si è vista riconoscere da un giudice il diritto ad un risarcimento da parte di un'azienda dopo che il suo colloquio per un impiego era stato interrotto quando aveva rifiutato di stringere la mano a un uomo. Secondo quanto riferisce la Bbc, Farah Alhajeh, 24 anni, era alla ricerca di un impiego in un ufficio di traduzioni nella città di Uppsala.

Ma la sua richiesta è stata respinta non appena ha rifiutato di stringere la mano ad uno degli intervistatori, portando invece la mano al cuore. Un comportamento tenuto da molte donne musulmane praticanti per evitare ogni contatto fisico con uomini che non fanno parte della loro famiglia. Un giudice del lavoro ha giudicato la decisione dell'azienda come discriminatoria e l'ha condannata a pagare alla donna un risarcimento di 40.000 corone (circa 3.400 euro).
Ultimo aggiornamento: 20 Agosto, 16:24 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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