Samsung, bufera sull'erede condannato per droga. «Era una cura per lo stress»

Il vicepresidente dell'azienda dovrà pagare una pesante multa

Mercoledì 27 Ottobre 2021 di Erminia Voccia
Samsung, bufera sull'erede condannato per droga. «Era una cura per lo stress»

«La smetta con il Propofol e cerchi di diventare un padre esemplare per i suoi figli». Con queste parole la Corte distrettuale centrale di Seul ha condannato Lee Jae-yong, l'erede di Samsung, il più grande conglomerato industriale sudcoreano, per uso illegale di stupefacenti, in particolare del Propofol, un forte anestetico largamente usato in campo medico.
LA MULTA
Per Lee, vicepresidente ma numero uno di fatto dell'azienda, il tribunale ha deciso il pagamento di una multa da 70 milioni di won (quasi 60mila dollari), proprio come aveva chiesto l'accusa. La corte ha disposto un'ulteriore confisca di 17 milioni di won a danno di Lee per aver violato la legge sudcoreana che regola l'uso dei narcotici e delle sostanze psicotrope.

Samsung, l'erede e l'uso del Propofol

 

A giugno, Lee era stato incriminato dai pubblici ministeri per aver assunto il Propofol per scopi diversi dai trattamenti medici in una clinica di chirurgia plastica di Seul per un totale di 41 volte tra gennaio 2015 e maggio 2020. Secondo la corte, l'uso della sostanza, che genera dipendenza non diversamente da altre droghe illegali, dovrebbe essere strettamente proibito. «Il livello di dosaggio era abbastanza alto - ha affermato la corte - e il crimine piuttosto grave. Lee, vista la rilevanza sociale del suo ruolo, avrebbe dovuto rispettare la legge e comportarsi da esempio per tutti».

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Per il suo avvocato, l'uso del Propofol non era illegale ma previsto allora come cura per disturbi da stress causati dal ricovero del padre di Lee, l'ex numero uno di Samsung Lee Kun-hee. Anche il personale della clinica che ha prescritto e somministrato la sostanza è sotto processo e nega di aver commesso illeciti.
L'ANNIVERSARIO
Il 25 ottobre, anniversario della morte di Lee Kun-hee, il gruppo ha avviato il processo di pagamento della tassa di successione da 12mila miliardi di won (8,7 miliardi di euro), riferisce Nikkei Asia. Lee Jae-yong, era stato rilasciato ad agosto dopo 30 mesi di prigione a seguito della condanna per corruzione nell'ambito del processo all'ex presidente Park Geun-hye.

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Sempre ieri, 26 ottobre, la Corea del Sud ha perso Roh Tae-Woo, presidente della Repubblica dal 1988 al 1993. Roh, da tempo malato, è morto a 88 anni. Nel 1979 acquistò visibilità prendendo parte al colpo di stato che portò alla presidenza il generale Chun Doo-hwan, sulla scia del vuoto politico creato dalla morte del presidente autoritario Park Chung-hee. L'anno dopo si rese responsabile di uno dei più gravi massacri di civili nella storia del Paese, avvenuto a Gwangju. Divenne presidente attraverso le prime elezioni democratiche in oltre 20 anni di storia. Avviò le riforme per rafforzare la democrazia, permise il miglioramento delle relazioni diplomatiche con la Corea del Nord e stabilì i rapporti tra la Corea del Sud e i Paesi comunisti, l'Unione Sovietica e la Cina tra tutti.
LA CONDANNA
Roh fu indagato per il coinvolgimento nei fatti avvenuti durante la presidenza di Chun Doo-hwan, nel 1996 venne condannato a 22 anni e mezzo di prigione per tradimento, ammutinamento e corruzione. Venne graziato nel 1997. Il mandato di Roh è legato a un evento molto importante per il Paese, l'Olimpiade del 1988, la prima dopo tante edizioni a cui parteciparono quasi tutti i Paesi del mondo.
 

 

 

Ultimo aggiornamento: 09:04 © RIPRODUZIONE RISERVATA