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Russia, petroliere "fantasma" per aggirare le sanzioni: il trucco per continuare a rifornire l'Europa

Transponder spenti, navi che cambiano nome o spariscono dai radar e società "schermo": un report svela i trucchi

Giovedì 23 Giugno 2022
Russia, il trucco delle petroliere "fantasma" per aggirare le sanzioni: ecco come funziona
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Transponder spenti, navi che spariscono dai radar o che cambiano nome e bandiera per non farsi identificare. Sembrano leggende o storie di pirati, ma in realtà sono tutti trucchetti che utilizzano le navi delle compagnie petrolifere russe per continuare a vendere petrolio in Europa e in Occidente aggirando le sanzioni. A svelarlo è un rapporto pubblicato da dell'Organized Crime and Corruption Reporting Project che dimostra come le navi della compagnia russa Sovcomflot continuino a solcare gli oceani e a consegnare il petrolio russo nei porti occidentali. Di fatto, alcune navi sono state tracciate in porti italiani, danesi e olandesi nei mesi scorsi. Come hanno fatto?

Transponder spenti e navi che spariscono dai radar

L'azienda russa Sovcomflot è la più grande compagnia di navigazione russa e ha 18 navi cisterna che trasportano 240 milioni di dollari di carburante ciascuna. Sovcomflot, è stata sanzionata dagli Stati Uniti e dall'UE a febbraio, ma un'analisi dei registri aziendali e del monitoraggio delle navi da parte dell'Organized Crime and Corruption Reporting Project mostra che le consegne di petrolio greggio continuano. Secondo il report le petroliere Sovcomflot hanno aggirato le sanzioni utilizzando diversi stratagemmi: alcune navi, una volta partite, hanno spento i loro transponder, scomparendo dai siti Web di monitoraggio del traffico marittimo in tempo reale. Le stesse navi "ricompaiono" poi nei porti di altri stati (come il Sud Africa) da cui ripartono dopo aver cambiato nome cambiano nome. 

Scatole cinesi per nascondere la proprietà russa

Tra le tecniche usate per continuare a vendere il petrolio in occidente c'è ovviamente anche una struttura di proprietà opaca e complessa che consente di "schermare" e nascondere i veri proprietari delle navi. Le imbarcazioni Socvomflot, pur essendo possedute dalla compagnia di stato russa, sono registrate a società sussidiarie con sede a Cipro e negli Emirati Arabi Uniti e navigano sotto bandiera liberiana, un paese considerato un "paradiso fiscale marittimo".

"È quasi impossibile risalire alla proprietà in Russia, soprattutto perché Sovcomflot sta cambiando i nomi delle navi e apparentemente disattivando il rilevamento GPS in alcuni paesi", ha affermato Il professor Ricardo Soares, specialista in politica internazionale e finanza dell'Università di Oxford.  

In questo modo Mosca continua a consegnare e vendere il proprio petrolio sui mercati internazionali e a rifornirsi di un flusso di preziosa valuta occidentale che rimpingua le casse dello stato in un momento particolarmente difficile.  

 

 

Ultimo aggiornamento: 17:53 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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