Russia, oltre mille arresti ai cortei contro riforma pensioni. Elezioni, Sobyanin confermato sindaco di Mosca

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Russia, 1.000 arresti ai cortei per le pensioni. Sobyanin confermato sindaco di Mosca
Sono più di mille le persone fermate ieri dalla polizia in Russia per aver partecipato alle manifestazioni contro l'aumento dell'età pensionabile organizzate dall'oppositore Alexiei Navalny. Lo riferisce l'ong per la difesa dei diritti umani Ovd-Info, che al momento riporta di almeno 1.018 dimostranti trascinati nelle camionette della polizia. Secondo l'organizzazione, 452 persone sono state fermate a San Pietroburgo, 183 a Ekaterinburg, 60 a Krasnodar, 43 a Omsk, 43 a Mosca, 23 a Perm, 22 a Kazan. Ieri in Russia si votava per le amministrative: Serghiei Sobyanin è stato confermato sindaco di Mosca ottenendo quasi il 70% dei voti.

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Tra i fermati durante le proteste ci sono anche molti collaboratori di Navalny (quelli ancora in libertà) come Ruslan Shaveddinov, ex portavoce della campagna elettorale di Navalny, e Dmitry Nizovceva, reporter del canale YouTube 'NavalnyLive', arrestato mentre stava facendo una diretta. «Non posso più continuare ad avere paura di protestare», ha raccontato Olga Sokolova, operaia 52enne che contava di andare in pensione fra tre anni e che ora rischia di dover aspettare fino a 60. Ed è forse questa la grande differenza della piazza di oggi: oltre ai giovanissimi sostenitori di Navalny in strada sono scesi anche i loro nonni. O perlomeno alcuni.

Il populista Vladimir Zhirinovsky, leader dei liberaldemocratici (solo di nome) e veterano della politica, si è presentato a piazza Pushkin per chiedere alla folla di «non violare la legge» e tornare a casa ma è stato pesantemente insultato (gli hanno lanciato persino una scarpa). Insomma, non una grande accoglienza per chi ha sempre fatto il pieno dei voti proprio fra gli elettori più anziani.

L'affluenza alle urne, modesta, racconta bene l'apatia elettorale dei russi, che ormai s'infiammano solo (ma non troppo) per la sola tornata che conta, quella per il Cremlino. L'unica carica davvero importante in lizza - tra governatori (tutti indicati da Putin) e deputati locali - era quella da primo cittadino di Mosca. Secondo la Tass, Sobyanin è definitivamente in testa con il 69,72% delle preferenze quando è stato scrutinato il 91,9% delle schede. Molto bassa però l'affluenza, al 30,28%. Addirittura inferiore al 32,07% di cinque anni fa. Il Cremlino riferisce che il presidente russo Vladimir Putin si è già congratulato telefonicamente col suo alleato per il successo elettorale. A molti oppositori era stata negata la candidatura. Gli altri contendenti alla poltrona di primo cittadino della capitale russa seguono a notevole distanza: Vadim Kumin, del partito comunista, ha ottenuto l'11,54% dei voti, Ilya Sviridov di Russia Giusta il 7,16%, Mikhail Degtyarev, del nazionalista partito liberaldemocratico (Ldpr), il 6,81%. 


 
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Lunedì 10 Settembre 2018, 08:33






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1 di 1 commenti presenti
2018-09-10 11:08:34
invece in Italia il popolo supinamente ha accettato di arsi schiavizzare andando in pensione sempre più tardi, grazie a PD e FI.