Putin saldo al comando? Il capo dei servizi segreti polacchi: «L'Occidente non si illuda, la guerra durerà a lungo»

Stanislaw Zaryn: secondo i nostri dati non ci sono crepe al Cremlino

Sabato 26 Novembre 2022 di Gianluca Perino
Putin saldo al comando? Il capo dei servizi segreti polacco: «L'Occidente non si illuda, la guerra durerà a lungo»
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Stanislaw Zaryn è Segretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, vice ministro e capo dei servizi segreti della Polonia. Conosce bene la Russia e, soprattutto, quello che accade dietro le mura del Cremlino. La sua idea è che Putin, contrariamente alle speranze di alcuni osservatori occidentali, è ancora ben saldo al potere. E sulla guerra dice: «Potrebbe durare anni».

Vice ministro, la Polonia è sempre molto informata su quello che accade in Russia. Cosa sta succedendo in queste settimane dietro le mura del Cremlino? Putin è ancora saldo o c’è un fronte interno contro di lui?
«Per quanto riguarda le minacce provenienti da Est, la Polonia mantiene una stretta vigilanza sull’evolversi della situazione. Questo è dovuto non solo a una valutazione dello scenario attuale, ma anche a circostanze geografiche e storiche. La nostra esperienza e le nostre analisi mostrano chiaramente che la Russia, da molti anni, è la principale minaccia alla pace e alla stabilità durature nella nostra parte del mondo. Abbiamo assistito, almeno per parecchi anni, a una nuova ascesa dell’imperialismo russo. È su questo che si basa la politica della Russia, è questo che unisce l’élite di potere al Cremlino. Al momento, non ci sono chiare crepe al Cremlino e le notizie emergenti di tensioni sono difficilmente credibili. I nostri dati dimostrano che il Cremlino è unito attorno alle aspirazioni imperiali, e qualsiasi critica non riguarda la strategia in sé, ma i mezzi per raggiungere gli obiettivi prefissati».

Chi sono gli uomini che vorrebbero prendere il posto dello Zar?
«Naturalmente non si può escludere un colpo di stato ai vertici del governo - questi cambiamenti a volte avvengono. Nel caso delle tirannie, esse sono sanguinose e brutali. Ma ad oggi non c’è alcuna prospettiva reale di cambiamento al Cremlino. Anche se dovesse mai accadere, dobbiamo ricordare una cosa: la Russia è un regime basato su servizi segreti e meccanismi di potere post-sovietici. Spostare le pedine sulla scacchiera politica secondo i dettami dei servizi non cambierà il corso imperiale della politica russa».

Secondo lei le voci sulla presunta malattia di Putin sono reali o è soltanto una speranza dell’Occidente?
«Dei problemi di salute di Putin si vocifera da anni. Alcune di queste notizie potrebbero essere vere, anche solo per la sua età. Tuttavia, questo non è un argomento per guardare al futuro con ingenuo ottimismo nella speranza di un cambiamento in Russia. Basta ricordare la figura di Dmitrij Medvedev: quando era presidente, era considerato in Occidente il volto liberale della Russia e una ventata di speranza, per la “democratizzazione della Russia”. Ora è uno dei più radicali sostenitori della politica aggressiva e imperiale della Russia. Al Cremlino le personalità sono meno importanti dei presupposti sistemici e strategici. E questi rimangono e rimarranno gli stessi: ostili all’Occidente».

Quali saranno le prossime mosse della Russia nella guerra in Ucraina? Cosa può accadere adesso?
«I massicci attacchi missilistici o la distruzione di infrastrutture critiche rendono chiaro che la Russia vuole continuare la guerra e non mostra alcuna volontà di ritirarsi. L’obiettivo primario e a lungo termine della Russia rimane o la conquista dell’Ucraina o la sua totale distruzione. Se la Russia deciderà di congelare il conflitto, si tratterà solo di una pausa strategica. Questa guerra è già iniziata nel 2014 ed è stata congelata dalla Russia per 8 anni. La Russia ha ripreso le operazioni nel febbraio 2022, quando ha ritenuto che fossero emerse condizioni favorevoli per ulteriori ostilità. Se le viene permesso di farlo, potrebbe voler ripetere questa tattica».

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L’Occidente, arrivati a questo punto, ha ancora abbastanza armi da inviare all’Ucraina?
«L’Occidente deve trovare il modo per continuare a sostenere l’Ucraina, poiché questa è l’unica speranza per fermare la Russia. Se ciò non dovesse avvenire, ci sarebbero sicuramente altri paesi che potrebbero cadere preda dell’aggressione russa. Siamo consapevoli - e probabilmente lo è anche la Russia - che tagliare i rifornimenti all’Ucraina significherebbe una svolta per questa guerra e porterebbe a una rapida sconfitta dell’Ucraina. E poi la situazione per tutta l’Europa diventerà molto seria».

Quanto durerà questa guerra? La pace è ancora possibile?
«La condizione per una pace duratura è la sconfitta della Russia e la riconquista dei territori occupati. Tuttavia, ora vediamo che la Russia non vuole ritirarsi dalla guerra e quindi una pace rapida sembra improbabile nelle condizioni attuali. Dovremmo guardare alla guerra in Ucraina in una prospettiva ampia e essere preparati che il conflitto – con possibili pause strategiche – possa durare anni».

La Polonia è un possibile obiettivo della Russia?
«Non abbiamo segnali che indichino che la Russia stia preparando un attacco militare contro la Polonia. A nostro avviso, è molto improbabile che la Russia decida di attaccare il territorio della Nato. È consapevole delle conseguenze. Tuttavia, a causa della nostra posizione sul fianco orientale dell’Alleanza e del ruolo svolto dalla Polonia nel sostenere l’Ucraina, siamo un obiettivo costante delle attività ibride russe, come gli attacchi nel cyberspazio e le operazioni di disinformazione. Il loro obiettivo è quello di destabilizzare la situazione e, a lungo termine, di far tagliare gli aiuti dell’Occidente all’Ucraina, cosa che la Russia sta cercando di ottenere a tutti i costi».

 

Ultimo aggiornamento: 28 Novembre, 11:40 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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