Primarie Usa, Biden in fuga: suoi Michigan, Missouri e Mississippi

Mercoledì 11 Marzo 2020

Joe Biden ha vinto le primarie democratiche nel Missouri, Mississippi ma soprattutto nel popoloso Michigan (125 delegati in palio), lo stato dove nel 2016 il rivale (ancora per poco) Bernie Sanders battè Hillary Clinton, poi candidata perdente alla Casa Bianca. Per l'ex vicepresidente e braccio destro di Obama, Biden, un altro martedì trionfale e probabilmente decisivo per vincere la corsa che a luglio porterà alla nomination democratica. Bernie Sanders, salvo clamorose sorprese, appare ormai a fine corsa. La vittoria nello stato del Michigan, fino all'ultimo in bilico, è netta, e unita a quella del Missouri dà la misura di come Biden sia destinato ad avere vita facile anche negli altri stati del Midwest in cui si deve ancora votare, dall'Ohio, all'Illionois passando per il Wisconsin. Qui i sondaggi sono già tutti a favore di Biden, come quelli della Florida e della Pennsylvania, gli altri due grandi stati chiave in cui devono ancora svolgersi le primarie. 

Ora Biden e Sanders sono attesi domenica prossima per la prima sfida tv a due, quella che precede un nuovo martedì elettorale. Ma ormai per il senatore progressista potrebbe essere troppo tardi. E Biden, nel festeggiare l'ennesima vittoria, gli ha teso la mano. «Io e Bernie condividiamo lo stesso obiettivo, e insieme batteremo Donald Trump», ha detto l'ex vicepresidente lanciando una sorta di appello all'unità, per concentrarsi d'ora in poi solo su quello che per i democratici veramente conta: sconfiggere il tycoon alle urne il 3 novembre. «Abbiamo bisogno di una vera leadership in questo Paese, una leadership che sia di nuovo affidabile e credibile», ha detto Biden, ribadendo come «in queste elezioni c'è in gioco la democrazia e l'anima, i valori del nostro Paese». Intanto l'emergenza coronavirus travolge la campagna elettorale, con entrambe i candidati democratici che hanno cancellato i primi comizi elettorali da quando è scoppiata l'epidemia. La serata elettorale infatti per entrambe doveva concludersi in Ohio, a Cleveland, ma le rispettive campagne hanno preferito annullare gli appuntamenti dopo l'appello del governatore a evitare ogni tipo di assembramento. Biden ha cancellato anche un comizio a Tampa, in Florida, mentre Donald Trump, in controtendenza, ha annunciato un nuovo evento per il 19 marzo a Milwaukee, in Wisconsin, dove lancerà la campagna «Catholics for Trump». Ma sarà proprio il rilancio sull'Obamacare, il progetto di allargamento della sanità pubblica osteggiato da Trump (che ieri dopo aver minimizzato sul Covid-19, ha annunciato di volersi sottoporre al test) e decisivo nel contrasto al nuovo virus che Biden porterà a pesare nella sua campagna da sfavorito verso l'election day di novembre.
 
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La conta dei delegati fino a ieri notte vedeva Biden in testa con i 670 conquistati contro i 574 di Sanders. In ballo ci sono poi i delegati assegnati a Pete Buttigieg (26), Amy Klobuchar (7) e Michael Bloomberg (61), tutti ritiratisi dalla corsa e che hanno dato il loro endorsement a Biden. Endorsement che invece non è arrivato a Sanders da Elizabeth Warren, che ha lasciato in eredità 69 delegati. Un brutto colpo per il senatore socialista il mancato appoggio della collega dell'ala progressista del partito. Con i moderati che alla fine sono stati gli unici in grado di coalizzarsi attorno ad un candidato. Per assicurarsi la nomination democratica servono almeno 1.991 delegati.

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