Alec Baldwin, cosa sono le pistole a salve e perché possono uccidere: le ipotesi sulla dinamica

Potrebbe esserci il malfunzionamento di una pistola di scena dietro la morte della direttrice della fotografia Halyna Hutchins sul set di "Rust"

Venerdì 22 Ottobre 2021
Alec Baldwin, cosa sono le pistole a salve e perchè possono uccidere

Potrebbe esserci il malfunzionamento di una pistola di scena, caricata a salve dietro l'incidente che ha causato la morte della direttrice della fotografia Halyna Hutchins e il ferimento del regista Joel Souza sul set del film western "Rust" al Bonanza Creek Ranch di Santa Fe, in New Mexico, per un colpo sparato dall'attore e produttore del film Alec Baldwin. Ma come funzionano le pistole di scena? Perchè possono uccidere?

Pistola caricata a salve, perché è pericolosa

La morte di Hutchins mette in evidenza il problema della sicurezza delle armi sul set. I set cinematografici di solito hanno regole rigide sull'uso delle pistole di scena: specialisti forniscono armi da utilizzare e consigliano il loro utilizzo. Quando non si opta per l'uso di riproduzioni nelle riprese sono spesso utilizzate armi da fuoco vere caricate con cartucce a salve che creano un lampo e un botto senza che parta alcun proiettile.

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Le pistole caricate a salve funzionanano con un meccanismo simile a quelle vere e proprie, ovvero un innesco alla base accende la polvere da sparo contenuta nel bossolo e la reazione chimica produce un’esplosione di gas incandescente. Nelle cartucce normali questa reazione spinge il proiettile lungo la canna e verso il bersaglio. Nelle cartucce a salve, invece, il proiettile è sostituito con altri materiali. Ma nonostante sembrino innocue a volte qualcosa può andare storto. Incidenti come quello accaduto sul set di 'Rust' sono estremamente rari, ma non inediti. Quando nel 1993 Brandon Lee morì durante le riprese de Il Corvo, la pistola era caricata a salve ma era rimasto in canna un proiettile vero che venne sparato fuori dalla carica a salve.

 

 

Nel caso 'Rust', Hutchins e Souza «sono stati colpiti quando Baldwin ha scaricato una pistola usata nelle riprese del film», ha detto lo sceriffo di Santa Fe spiegando che la direttrice della fotografia è in seguito deceduta per la gravità delle ferite riportate. «I dettagli non sono chiari in questo momento, ma stiamo lavorando per saperne di più e supportiamo un'indagine completa su questo tragico evento», hanno affermato il presidente della International Cinematographer's Guild John Lindley e il direttore esecutivo Rebecca Rhine.

Ricky Tognazzi: «Armi pericolose sul set, io stesso sono rimasto sordo»

«Purtroppo episodi come quello tragico accaduto ad Alec Baldwin sono possibili, e accadono più spesso di quanto si creda quando sul set si utilizzano armi. Tutti ricordiamo quando accaduto a Bruce Lee, ma in Italia l'amico Sergio Corbucci ad esempio, era rimasto mezzo orbo per un colpo caricato male, e io stesso una volta sono rimasto sordo per quasi un mese dopo che sul set partì per errore un colpo dal tetto da un'arma caricata male». Ricky Tognazzi commenta così con l'Adnkronos la tragedia accaduta sul set di 'Rust'. «Sono cose che succedono continuamente perché sul set c'è questa eccitazione, questa adrenalina, e ogni tanto purtroppo si mette da parte la sicurezza -spiega Tognazzi, regista di film come 'Boris Giuliano- Un poliziotto a Palermo' e 'La Scorta'- Io sono sempre molto agitato quando vedo armi sul set. Quando vedo scherzare, quando vedo rilassatezza e ci sono armi in giro sono teso».

Adesso «fortunatamente si usano molto spesso i visual effects -prosegue l'attore e regista- Ma quando le armi sono reali bisogna stare attenti perché noi attori simuliamo la rabbia, e l'eccitazione del momento può essere pericolosa». Per Tognazzi «l'effetto adrenalina è molto forte. E comprensibile, perché è un impeto artistico che sottende la volontà che la scena sia il più realistica possibile, ma si gioca letteralmente col fuoco». Il cinema «da un lato ha la protezione garantita dalla finzione, ma dall'altra parte c'è la volontà dell'attore o del regista di essere il più veritiero possibile».

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I precedenti: nel 1993 Brandon Lee morì in circostanze simili 

Lo stesso incidente di "Rust" accadde nel 1993 a Brandon Lee, il figlio di 28 anni della defunta star delle arti marziali Bruce Lee, morto sul set dopo essere stato accidentalmente colpito da un copo di pistola di scena durante le riprese di una scena mortale nel film 'Il corvo'. Successivamente è stato appurato che purtroppo la pistola utilizzata aveva un bossolo che era rimasto nella canna e che nell'esplosione di una nuova carica a salve, la vecchia cartuccia era stata sparata fuori ed aveva ucciso l'attore. Secondo i produttori l'incidente avvenne per una serie di sfortunati eventi scaturiti dalla negligenza dei membri del personale che, avendo bisogno di proiettili inerti per una scena di un primo piano del caricatore, li costruirono togliendo innesco e polvere da sparo da veri proiettili invece di comprarli già pronti. Per errore uno dei proiettili non venne però privato dell'innesco e il revolver venne lasciato carico anche dopo la scena. Quando il grilletto della pistola fu successivamente premuto, l'innesco rimasto ebbe abbastanza forza da spingere comunque l'ogiva fino a metà canna, inceppando l'arma.

Al momento della scena fatale, la pistola venne caricata con proiettili a salve (munizioni fornite di polvere da sparo ma prive di ogiva, in modo da emettere il suono dello sparo senza però che avvenga effettivamente lo sparo) ma quando venne esploso il colpo, l'ogiva precedentemente incastrata nella canna venne sparata allo stomaco di Brandon. Lee morì più tardi al New Hanover Regional Medical Center di Wilmington (Carolina del Nord), dopo una lunga e vana operazione per rianimarlo, in cui venne rinvenuta l'ogiva. Le sue eredi, la madre Linda, la sorella Shannon e la fidanzata Elizah, fermarono le indagini ritirando la denuncia e accettando la spiegazione dell'incidente fornita dalla produzione in cambio di un risarcimento in milioni di dollari, firmando un accordo extragiudiziale che suscitò il rimprovero da parte del coroner che svolgeva l'inchiesta, giacché almeno sette persone stavano per andare a processo per omicidio colposo e invece in questo modo non ci fu luogo a procedere. Dopo aver appresso dell'incidente sul set di 'Rust', la sorella di Brandon Lee, Shannon, ha twittato: «I nostri cuori sono con la famiglia di Halyna Hutchins e Joel Souza e con tutte le persone coinvolte nell'incidente di Rust. Nessuno dovrebbe mai essere ucciso da una pistola in un film».

Ultimo aggiornamento: 23 Ottobre, 08:30 © RIPRODUZIONE RISERVATA