Arabia Saudita, la Cnn: «Attacco ai pozzi con missili e droni lanciati dall'Iran»

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Petrolio, Cnn: attacco all'Arabia Saudita partito dall'Iran, usati missili Cruise
Venti droni e una pioggia di missili cruise, almeno una decina, partiti dal territorio dell'Iran. Ormai è più che un sospetto: secondo fonti dell'intelligence americana e saudita è questa l'ipotesi che nelle ultime ore si fa sempre più avanti nelle indagini sull'attacco agli impianti petroliferi sauditi. Una tempesta di fuoco che ha compromesso 5,7 milioni di barili di petrolio al giorno, il 6% della produzione mondiale di greggio, facendone schizzare alle stelle il prezzo. «C'è un'alta probabilità, quasi la certezza, che sia andata proprio così», si afferma a Washington e a Riad a proposito del coinvolgimento diretto iraniano. Ma non c'è ancora la prova definitiva.

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Ci si muove con i piedi di piombo perché puntare ufficialmente il dito contro il regime di Teheran vorrebbe dire accusarlo di un atto di guerra, con tutte le conseguenze del caso. E per di più alla vigilia del più grande raduno di leader mondiali rappresentato dall'Assemblea generale delle Nazioni Unite, la prossima settimana a New York. Dunque prosegue senza sosta la caccia ad ogni minimo dettaglio da parte di analisti di intelligence e investigatori militari. Si continua a lavorare su vari fronti per studiare la traiettoria dei missili e arrivare a individuare con precisione la base o le basi di lancio. Questo attraverso l'analisi del sistema di guida per missili rinvenuto in uno dei siti dell'attacco, quella delle immagini via satellite, quella delle intercettazioni delle comunicazioni. Allo studio anche i pezzi di razzi e droni recuperati, tra cui un intero missile cruise.

Dai risultati finora ottenuti gli esperti tendono ad escludere che i missili e gli apparecchi senza pilota che hanno devastato il campo petrolifero di Khurais e la raffineria di Abqaiq, la più grande al mondo, siano decollati dai territori dello Yemen o dell'Iraq. Le uniche ipotesi rimaste sono dunque il lancio da una base iraniana oppure, scenario ritenuto improbabile, da una o più navi nel Golfo Persico. Per conoscere la verità ufficiale sembra comunque questione di giorni, se non di ore. Donald Trump attende di sapere, e nel frattempo invia segnali contrastanti. Ha detto chiaramente che gli Usa sono pronti ad agire ma di voler evitare una guerra.

E finché rimane anche il minimo dubbio sul coinvolgimento di Teheran, la parola d'ordine è cautela. Il presidente americano non ha fretta, come lui stesso ha affermato. Intanto il capo del Pentagono Mark Esper e il numero uno delle forze armate Usa Joseph Dunford gli hanno messo sulla scrivania dello Studio Ovale tutte le opzioni militari possibili. Se rappresaglia ci sarà, dovrà essere innanzitutto proporzionata, per evitare un'escalation che sfugga di mano e porti ad un nuovo conflitto nella regione mediorientale, dalle conseguenze inimmaginabili. L'ipotesi è dunque quella di bombardamenti mirati su obiettivi specifici, come i siti in cui si trovano le basi di lancio dei missili iraniani o le aree di stoccaggio dei vettori. Allo studio anche una cyber offensiva che colpisca al cuore le infrastrutture petrolifere di Teheran, mettendo ancor di più in difficoltà un Paese già messo in ginocchio dalle sanzioni. Alla Casa Bianca c'è poi chi pressa il presidente perché, nel caso di una risposta, si prenda tutto il tempo possibile per creare un consenso internazionale, già a partire dai prossimi incontri all'Onu. Tra le proposte avanzate quella di coinvolgere in un'eventuale azione militare contro l'Iran anche Parigi e Londra: gli Usa non intervengano da soli, è il consiglio di molti al presidente.

Ma per il momento gli alleati sembrano sfilarsi: «Finora noi non abbiamo alcuna prova che droni e missili siano partiti dall'Iran», ha detto il ministro degli Esteri francese Jean-Yves Le Drian. E mentre il segretario di Stato Mike Pompeo domani volerà a Riad «per discutere la risposta più idonea» con gli alleati sauditi, da Teheran a questo punto si esclude categoricamente qualunque suggestione di un incontro all'Assemblea generale dell'Onu a New York tra il presidente Hassan Rohani e l'inquilino della Casa Bianca.

 
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Martedì 17 Settembre 2019, 14:32






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5 di 8 commenti presenti
2019-09-19 12:58:26
Nel 2016 l'Arabia ha acquistato qualcosa come 100 miliardi di $ in armamenti dagli americani,roba di scarsa qualita se non riescono ad individuare 2 missili e 4 droni.In quanto ad essere stati lanciati dall' Iran vuol dire che sono passati sopra la testa delle navi americane stazionate in zona ed a poca distanza dai loro radar. E come la mettiamo che l' America non è in grado di difendere i suoi alleati come promettono,siamo a rischio znche noi allora.
2019-09-18 11:58:50
Sicuramente, Agnes e sono andAti a prendere i cruise nel supermercati di Trump. Ma dai, i mericani vogliono la guerra per impossessarsi del petrolio e della politica mediorientale favorendo Israele e la dinastia saudita. Mi ricorda tanto 11 settembre, tutti a parlare delle torri ma l'aereo schiantato sul pentagono? e l'altro nei campi. Quelli sono dimenticati o morti di serie b, poiché non hanno potuto accusare nessun altro stato. Insisto il drome era autoprodotto i telegiornali hanno mostrato un po' di fumo niente più, meno fumo dell'incendio dalla fabbrica plastiche per batterie dell'atto ieri.
2019-09-18 11:49:46
Se non sbaglio,era un pezzo che Netanyahu ci stava dietro agli americani di attaccare le basi nucleari iraniane e ora con il suo amico Trump ci sta riuscendo.Perchè mi sa che quello sarebbe l'obbiettivo.
2019-09-18 06:09:54
in teoria potrebbe essere una contromossa,una ripicca:non ci fate commerciare il nostro petrolio causa embargo allora neppure gli altri.
2019-09-17 18:39:03
Se non erro la CNN era anche la stessa rete che parlava di pistola fumante in iraq, di armi chimiche. Ma dai dei cruise, missili americani, sparati dall'iran e nessuno se ne è accorto ne della traiettoria ne del fatto che erano missili cruise. Il cielo dell'Iran e dintori come tutti i celi che i mericano consoderano nemici, praticamente tutti quelli che non la pensano come loro, sono coperti a maglia fitta da satelliti termici, da satelliti che rilevano i releais che armano i missili priam del loro lancio e al lancio sanno già la traiettoria e da dove provengono esattamente. Redicola questa notizia se non fosse che serve ad aizzare ancora di più l'idea che deve essere colpito l'Iran. Purtroppo se così fosse sarebbe un bel problema, nonstante i mericani abbiano armato sadam ussein, quello poi che hanno attaccato, con armi e mezzi per tenere accesa la guerra tra iran e iraq, mi chiedo chi ha venduto dei cruise all'Iran?? Già pecunia non olet, vuoi vedere che per soldi i mericani vendono armi che poi servono ad uccidere i loro soldati?