Omicron, in Africa contagi aumentano: nella provincia focolaio: +375%. In Europa tra sei mesi sarà la variante prevalente

Nel continente africano più dell'80% della popolazione deve ancora ricevere una prima dose

Giovedì 2 Dicembre 2021 di Stefania Piras
Omicron, in Africa contagi aumentano: nella provincia focolaio: +311%. In Europa tra sei mesi sarà la variante prevalente
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Aumentano i casi di coronavirus in Africa: c'è un'impennata del 54% nell'ultima settimana, soprattutto nell'area meridionale.

Lo ha detto l'Oms in un aggiornamento con la stampa sull'andamento della pandemia nel continente precisando che sono in corso delle ricerche per capire se l'aumento delle infezioni sia dovuto alla variante Omicron. Preoccupa la situazione dei vaccini visto che solo il 7,5% della popolazione in Africa (102 milioni di persone) ha ricevuto due dosi del farmaco anti-Covid.

Parallelamente il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie infettive prevede che tra sei mesi la variante Omicron riguarderà la metà dei prossimi casi di coronavirus. È quanto si legge in un nuovo report. I dati preliminari dal Sudafrica sulla variante Omicron «suggeriscono che potrebbe avere un sostanziale vantaggio di crescita rispetto alla Delta e, in tal caso, i modelli matematici indicano che Omicron dovrebbe causare oltre la metà di tutte le infezioni da SARS-CoV-2 nell'UE/SEE entro i prossimi mesi». I casi di Omicron in Europa, ricorda Ecdc, finora sono 70 in 13 Paesi.

 

 

La più colpita è l'Africa meridionale con il Botswana e il Sudafrica. Nei sette giorni precedenti al 30 novembre, il Sudafrica ha registrato un aumento del 311% di nuovi casi di infezione, rispetto ai sette giorni precedenti. I casi nel Gauteng, la provincia più piccola ma più popolosa del paese (ne fanno parte Pretoria e Johannesburg), sono aumentati del 375% settimana dopo settimana. I ricoveri ospedalieri sono aumentati del 4,2% negli ultimi sette giorni rispetto ai sette giorni precedenti. E i decessi legati al Covid-19 nella provincia sono balzati del 28,6% rispetto ai sette giorni precedenti. 

«Molti casi sono in gruppi di età più giovani che hanno maggiori probabilità di sviluppare una malattia lieve. Dobbiamo aspettare e vedere come la variante si comporta in altri gruppi di età. Ci vuole anche tempo perché la malattia grave si manifesti, quindi ne sapremo di più nelle prossime settimane», dichiara Michelle Groome, la numero uno dei Centro di Sorveglianza epidemiologica del Gauteng.

Sono tutti casi di variante Omicron? No, le autorità sanitarie non ne sono certe: motivo per il quale il sequenziamento è considerata un'attività fondamentale. Finora, il Botswana e il Sudafrica hanno riportato rispettivamente 19 e 172 casi della variante Omicron. A livello globale, invece, sono 23 i paesi che hanno rilevato la variante fino ad oggi. I due paesi dell'Africa meridionale rappresentano il 62% dei casi segnalati a livello globale. «Omicron ha un alto numero di mutazioni (32) nella sua proteina spike, e le prove preliminari suggeriscono un aumento del rischio di reinfezione, se confrontato con altre varianti», sottolina in un comunicato l'Oms africana. Al momento la variante Omicron è stata rilevata in quattro paesi, con Ghana e Nigeria che sono diventati i primi paesi dell'Africa occidentale e gli ultimi del continente ad aggiungersi alla lista.  

L'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) sta sollecitando i paesi a sequenziare tra 75 e 150 campioni a settimana. «Il rilevamento e la segnalazione tempestiva della nuova variante da parte del Botswana e del Sudafrica ha fatto guadagnare tempo al mondo. Dobbiamo agire rapidamente e aumentare le misure di rilevamento e prevenzione. I paesi devono adeguare la loro risposta al Covid-19 e impedire che un'ondata di casi si diffonda in tutta l'Africa e travolga le strutture sanitarie», ha detto il dottor Matshidiso Moeti, direttore regionale dell'OMS per l'Africa.

 

In Sudafrica, l'OMS sta dispiegando un team nella provincia di Gauteng per sostenere la sorveglianza, la ricerca di contatti, la prevenzione delle infezioni e le misure di trattamento. Il Botswana sta aumentando la produzione e la distribuzione di ossigeno, che sono essenziali per il trattamento dei pazienti gravemente malati. Altri epidemiologi ed esperti di laboratorio sono stati mobilitati per promuovere il sequenziamento genomico in Botswana, Mozambico e Namibia.

In Africa, i tassi di vaccinazione rimangono bassi. Solo 102 milioni di persone, o il 7,5% della popolazione, è completamente vaccinata. Più dell'80% della popolazione deve ancora ricevere una prima dose. Solo cinque nazioni africane hanno raggiunto l'obiettivo globale dell'OMS di vaccinare completamente il 40% della loro popolazione entro la fine del 2021. Il Botswana potrebbe diventare il sesto se i suoi attuali tassi di vaccinazione vengono mantenuti.

Solo altri tre paesi africani hanno abbastanza scorte di vaccino per raggiungere gli obiettivi ma, al ritmo attuale di assorbimento, non saranno in grado di farlo. «La combinazione di bassi tassi di vaccinazione, la continua diffusione del virus e le mutazioni sono un mix tossico. La variante Omicron è un campanello d'allarme che la minaccia Covid-19 è reale. Con una migliore fornitura di vaccini, i paesi africani dovrebbero ampliare la copertura vaccinale per fornire una maggiore protezione alla popolazione», ha detto il dottor Moeti.

L'OMS e i suoi partner stanno sostenendo i paesi per aumentare la consegna e l'assorbimento del vaccino - si legge nel comunicato -  compresa l'assistenza intensificata per distribuire più di 5 milioni di dosi che rischiano di scadere entro la fine dell'anno perché sono state donate con una breve durata di conservazione.

Ultimo aggiornamento: 3 Dicembre, 09:58 © RIPRODUZIONE RISERVATA