Nuvola di metano in arrivo sull'Italia dopo fuga di gas da Nord Stream 1 e 2. L'esperto: «Nessun pericolo»

Si tratta di circa 40.000 tonnellate di metano rilasciate dal sospetto sabotaggio

Venerdì 30 Settembre 2022
Nord Stream, una «grande nuvola» di metano sopra la Svezia e la Norvegia
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Dovrebbe arrivare in giornata sull'Italia la coda della nube di metano che si è formata a seguito della fuga di gas del 27 settembre dai gasdotti Nord Stream 1 e 2, stimata nell'ultimo aggiornamento in 80mila tonnellate. Non c'è nessun pericolo né di inquinamento né per la salute dei cittadini, dato che la nube si è molto diluita in atmosfera ed essendo il metano un gas climalterante (che incide sul riscaldamento globale), non inquinante. Lo spiega Bernardo Gozzini, direttore del Consorzio Lamma-Cnr, sui dati del rapporto dell'Istituto Norvegese per la ricerca sull'aria (Nilu), in base ai quali la nube si è divisa in 2 parti.

 

Nord Stream, allerta nel Nord Europa

Allerta nei cieli del Nord Europa. Dopo la fuga di gas dai gasdotti Nord Stream 1 e 2, il livello di metano su Svezia e Norvegia è a livelli record, riferiscono i media svedesi e norvegesi, che parlano di «grande nuvola». Il 96% del gas nel Nord Stream 1 e 2 era metano. Secondo i calcoli di Stephen Matthew Platt, scienziato del clima presso l'istituto norvegese di ricerca sull'aria Nilu, si tratta di circa 40.000 tonnellate di metano rilasciate dal sospetto sabotaggio: «Le emissioni corrispondono al doppio delle emissioni annuali di metano dell'industria petrolifera e del gas in Norvegia. Sono livelli record, mai visto niente di simile prima in Norvegia e Svezia».

Da ricordare che in realtà il gas metano è invisibile e inodore (quello forte che sentiamo è infatti un odorante aggiunto prima della distribuzione per aiutarci a individuare eventuali fughe): per rilevare il metano servono sensori, ad esempio, quelli a infrarossi.

L'ultima indicazione degli esperti è che il gas si sta muovendo verso nord e potrebbe arrivare sopra le isole Svalbard in un paio di giorni.

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Platt sottolinea tuttavia che l'elevata concentrazione di metano non rappresenta un grave pericolo per le persone: «Non è pericoloso per l'uomo. Non è un gas infiammabile in queste quantità. E' l'effetto climatico di cui invece stiamo parlando», chiarisce.

L'ESPLOSIONE - In una lettera congiunta al Consiglio di sicurezza dell'Onu, Danimarca e Svezia affermano che le esplosioni che hanno causato le perdite di gas da Nord Stream 1 e 2 potrebbe essere dovuta alla detonazione «diverse centinaia di chili di esplosivo». Nella lettera, i due Paesi esprimono preoccupazione per le possibili conseguenze delle perdite di gas per l'ambiente marino e il clima. Lo scrivono i media danesi e svedesi.

 

LA PERDITA - È diminuita la quantità di gas che sta fuoriuscendo dalle falle scoperte sui gasdotti Nord Stream che transitano dalla zona economica esclusiva della Svezia. Lo ha comunicato la Guardia costiera svedese, precisando - dopo aver osservato la situazione dall'alto - che è diminuito il gas in uscita dalla più piccola delle due falle. La Guardia costiera ha inoltre sottolineato che le navi in zona ora dovranno mantenere una distanza di sicurezza di 7 miglia marine, (poco meno di 13 chilometri), anziché 5 miglia marine, come in precedenza. Le quattro perdite si trovano vicino all'isola danese di Bornholm nel Mar Baltico e sono tutte in acque internazionali, due nelle zona economica esclusiva svedese e due in quella danese. Tre delle quattro perdite si trovano a pochi chilometri l'una dall'altra.

I DANNI - L'operatore di Nord Stream, intanto ha fatto sapere che prevede di iniziare a valutare i danni al gasdotto Nord Stream attraverso il Mar Baltico non appena riceverà i permessi ufficiali necessari. L'accesso all'area degli incidenti può essere consentito solo dopo che la pressione nel gasdotto si è stabilizzata e la perdita di gas si è interrotta, ha affermato la società. «Fino al completamento della valutazione dei danni, non è possibile prevedere i tempi per il ripristino dell'infrastruttura di trasporto del gas», ha affermato. Le perdite di gas sulle due stringhe del primo gasdotto Nord Stream e su una delle due stringhe del gasdotto Nord Stream 2 si sono verificate all'inizio di questa settimana vicino all'isola danese di Bornholm. Il Cremlino, attraverso il portavoce Dmitry Peskov, ha affermato che è necessaria un'indagine internazionale approfondita sulle rotture dei gasdotti ed ha rifiutato di commentare una dichiarazione dell'intelligence russa secondo cui Mosca avrebbe prove che indicavano che l'Occidente ha avuto un ruolo nel sabotaggio del gasdotto del Mar Baltico.

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LA LICENZA - South Stream Transport B.V., l'operatore russo del gasdotto offshore TurkStream, ha annunciato che i Paesi Bassi hanno revocato lo scorso 18 settembre la licenza per le esportazioni a seguito delle sanzioni Ue a Mosca. In una nota citata dalla Tass, la società ha precisato di aver già richiesto una nuova licenza e che nel frattempo l'infrastruttura continua a operare regolarmente, come confermato anche dal Cremlino. Il TurkStream, attraverso il Mar Nero, trasporta il gas russo in Turchia e successivamente in Europa.

I CONFINI - Il governo norvegese nel frattempo, ha reso noto che sta rafforzando i controlli al confine con la Russia. «Se necessario, chiuderemo rapidamente il confine e i cambiamenti possono arrivare con breve preavviso», ha affermato la ministra della Giustizia e dell'Emergenza Emilie Enger Mehl. «La mobilitazione in Russia e un possibile divieto di viaggio per i cittadini russi aumentano il rischio di attraversamento illegale della frontiera sul confine norvegese-russo al di fuori del valico di frontiera di Storskog», afferma il governo di Oslo in una nota. Da oggi un elicottero della polizia con sensori opererà nel distretto di Finnmark.

UE UNITA - «Dopo quello che è successo al Nord Stream si è rinforzata l'idea di un'Europa unita che deve dare una risposta chiara. Dopodiché ci sono circostanze nazionali che sono diverse e su queste va fatto il lavoro dei prossimi giorni», fino al confronto a livello dei capi di Stato e di Governo che si terrà a Praga il 6 e il 7 ottobre. Lo ha detto il ministro per la Transizione Roberto Cingolani al termine del Consiglio Energia a Bruxelles.

Ultimo aggiornamento: 1 Ottobre, 08:46 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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