Nizza, ecco chi è l'attentatore: «Depresso e instabile, stava divorziando»

Venerdì 15 Luglio 2016
Foto da AlJazeera.net
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Nizza, l'attentatore ucciso dalla polizia si chiamava Mohamed Lahouaiej Bouhlel, era sposato ed era padre di tre figli. Lo riporta Bfmtv. France Info riferisce che l'uomo stava divorziando e aveva problemi di soldiL'uomo, un tunisino 31enne residente a Nizza, lavorava come autista addetto alle consegne. Secondo il giornale, la polizia sta interrogando persone a lui vicine. Il suo appartamento, a Nizza nord, è stato perquisito. La casa è stata minuziosamente perquisita per ore, e non sono state trovate né armi né esplosivi. La moglie è stata fermata.

Le Figaro riferisce che Bouhlel sarebbe stato condannato lo scorzo marzo per un reato di violenza. Fonti di polizia confermano come l'uomo fosse invece sconosciuto ai servizi di intelligence. Da quando era iniziata la procedura per il divorzio dalla moglie, a quanto riferisce BfmTv, l'uomo appariva «depresso e instabile». I vicini lo descrivono come un uomo «solitario» e «silenzioso», che non sembrava essere molto religioso. Secondo un'altra testimonianza dei vicini, riportata stavolta da Bfm Tv, l'uomo «non aveva fatto per intero il Ramadan quest'anno» e non sembrava seguire strettamente i precetti della religione. 

Il killer, secondo Rabeb Bouhlel, la sorella dell'uomo, citata da Le Figaro, aveva «problemi psicologici» e aveva consultato diversi specialisti in Tunisia. «Abbiamo dato tutti i documenti» che provano i suoi problemi «alla polizia», ha aggiunto la donna.

Mohamed Lahouaiej Bouhlel era originario di Msaken, cittadina situata a una dozzina di chilometri da Sousse, nel Nord-Est della Tunisia. Non era noto alle autorità di Tunisi per essere vicino all'islamismo radicale.

L'attentatore di Nizza «non si era distinto negli ultimi anni per un'adesione all'ideologia islamista radicale», ma «sembra che si sia radicalizzato molto rapidamente», ha dichiarato il ministro dell'Interno francese, Bernard Cazeneuve, ricordando che Bouhlel «non era conosciuto dai servizi di intelligence» e osservato come «individui sensibili al messaggio di Daesh» compiano azioni estremamente violente senza necessariamente aver preso parte a combattimenti o essere stati addestrati.

Gli artificieri della polizia di Nizza hanno fatto brillare un pacco sospetto nei pressi dell'abitazione di Mohamed Lahouaiej Bouhlel. Secondo Le Figaro, l'uomo viveva da solo da circa due anni, non aveva amici e non aveva contatti con i vicini che neanche salutava. Secondo una vicina era molto chiuso, quasi depresso. Secondo un'altra, tale Jasmine, era «un uomo malvagio».

Secondo quanto riferito da alcuni media tunisini, Bouhlel non sarebbe franco-tunisino ma un emigrato tunisino di 31 anni, residente in Francia dal 2011, con un permesso di soggiorno ottenuto grazie al matrimonio con una franco-tunisina residente a Nizza e dalla quale ha avuto tre figli. Secondo alcune fonti di polizia locali citate dai media, il padre sarebbe noto come estremista islamico ed iscritto al partito islamico Ennhadha. Il sindaco della città di Msaken si sarebbe recato questa mattina presso la casa di famiglia di Mohamed senza trovarvi nessuno.



Mohamed Salman Ben Mondher Ben Mohamed Lahouij nasce il 3 gennaio 1985, a Msaken, governatorato di Sousse. Nome della madre Cherifa Lahouel. La sua famiglia abita ancora a Msaken. Secondo alcune fonti della sicurezza citate dai media locali, Mohamed non tornava che raramente in Tunisia, solo d'estate ed avrebbe anche la nazionalità francese. Sempre secondo le stesse fonti il suo entourage familiare sarebbe composto da persone vicine al mondo dell'estremismo islamico e alcuni dei suoi parenti sarebbero stati condannati durante il periodo del presidente deposto Ben Ali per poi uscire beneficiando dell'amnistia generale del 2011. Gli stessi sono stati invitati oggi a presentarsi alla stazione di polizia di El-Alia, a Bizerte, per essere interrogati. Uno dei suoi parenti sarebbe impiegato all'aeroporto di Nizza.


Il fratello di Mohamed Lahouaiej Bouhlel, considerato l’autore dell’attacco mortale di Nizza, ha detto a Sputnik, che la sua famiglia non crede ai resoconti dei media e ha escluso i motivi religiosi.
«Siamo depressi, nessuno dalla famiglia crede ai resoconti dei media. Mohamed non avrebbe potuto commetterlo. Non ha mai pregato, non è mai stato religioso e non ha mai praticato rituali religiosi. Non credo che lui abbia avuto motivi religiosi o estremisti», ha detto il fratello.

Ultimo aggiornamento: 16 Luglio, 19:43 © RIPRODUZIONE RISERVATA