Navalny, fermati la portavoce e altri collaboratori dell'oppositore numero uno di Putin

Venerdì 22 Gennaio 2021
Navalny, fermati la portavoce e altri collaboratori dell'oppositore numero uno di Putin
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Dopo l'arresto di Alexiei Navalny la polizia russa ieri sera ha fermato alcuni collaboratori del leader dell'opposizione. Secondo la testata online Meduza, a Mosca gli agenti hanno fermato la portavoce del dissidente, Kira Yarmish, e Gheorghi Alburov, che lavora per il dipartimento investigativo della Fondazione anticorruzione di Navalny. Ci sono stati fermi anche in altre zone della Russia: tra i fermati risultano infatti Anastasia Panchenko, coordinatrice degli attivisti di Navalny nella regione di Krasnodar, e un volontario dell'oppositore a Kaliningrad. 

Gheorghi Alburov - scrive sempre Meduza - è stato fermato nella stazione ferroviaria Leningradsky di Mosca e portato in commissariato. Quando la polizia si è presentata a casa di Kira Yarmish, la portavoce di Navalny non ha aperto la porta agli agenti, che l'hanno però fermata dopo l'arrivo del suo avvocato. I poliziotti avrebbero poi perquisito l'appartamento. Secondo l'agenzia Tass, Alburov e Yarmish sono stati fermati per incitamento a manifestazioni non autorizzate. Domani si prevedono proteste contro l'arresto di Navalny, fermato non appena ha rimesso piede in Russia dopo un avvelenamento per il quale si sospettano i servizi segreti russi.

L'arresto di Liubov Sobol

Ieri la polizia aveva già fermato una delle più strette collaboratrici di Navalny: la legale del Fondo anticorruzione, Liubov Sobol, nota per essere stata una delle figure di spicco delle proteste antigovernative del 2019. Un altro collaboratore del Fondo anticorruzione, Vladlen Los, cittadino bielorusso, ha annunciato che le autorità di Mosca gli hanno ordinato di lasciare la Russia entro il 25 gennaio e gli hanno proibito di tornare nel Paese per quasi tre anni, fino al 27 novembre 2023.

La polizia di Mosca ha annunciato che intende bloccare i tentativi di organizzare delle proteste di massa contro l'arresto di Navalny. «I tentativi di organizzare un evento pubblico non autorizzato nonché eventuali azioni provocatorie da parte di chi vi partecipa verranno considerati come una minaccia all'ordine pubblico e saranno immediatamente repressi», ha dichiarato la polizia della capitale russe, secondo l'agenzia Interfax.

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Intanto l'avvocata di Navalny, Olga Mikhailova, ha raccontato alla testata online Meduza, che All'oppositore russo non vengono consegnate lettere nel carcere Matrosskaya Tishina, dove è rinchiuso dal 18 gennaio. «Non ha ricevuto nessuna lettera, nessuna, sono vietati gli incontri coi familiari e le consegne di oggetti, questo a causa della pandemia», ha spiegato la legale, secondo cui Navalny «si trova in un vuoto informativo».

Il 20 gennaio è stato annunciato che «per motivi tecnici» nel carcere dove si trova Navalny avevano smesso di accettare corrispondenza per i detenuti. Lo stesso giorno, la moglie di Navalny, Yulia Navalnaya, aveva fatto sapere su Instagram che il 19 gennaio le era stato comunicato che una sua lettera era stata data al marito ma che successivamente il servizio penitenziario le aveva fatto sapere che in realtà la missiva non era stata consegnata ed era «in fase di elaborazione». 

Charles Michel chiama Putin

«Oggi, nella mia telefonata col presidente Vladimir Putin ho ribadito che l'Ue è unita nella sua condanna per la detenzione di Alexey Navalny e ne chiede l'immediata scarcerazione». Così il presidente del Consiglio europeo, Charles Michel, su Twitter. «La Russia deve fare immediatamente un'indagine completa e trasparente sul tentativo di uccidere» l'oppositore, aggiunge.

 

 

 

Il "palazzo segreto" di Putin

Il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov, intanto, rispondendo a una domanda sull'inchiesta di Navalny sul presunto 'palazzo segreto' di Putin ha bollato la questione come una fake news: «Non c'è bisogno di spiegazioni. Pochi giorni fa, quando questo materiale è stato pubblicato, abbiamo detto che non era vero, che qualsiasi insinuazione che il presidente abbia qualcosa a che fare con qualsiasi bene a Gelendzhik non è vera, è semplicemente una bugia». «È un lavoro di taglia e incolla, un falso di alta qualità che raccoglie un sacco di visualizzazioni», ha detto Peskov ai giornalisti quando gli è stato chiesto se il Cremlino vorrebbe offrire la sua spiegazione riguardo al film di Navalny in modo che la gente non abbia più domande su questo argomento. Peskov ha anche dato una risposta negativa quando gli è stato chiesto se Putin usi questo palazzo o l'abbia visitato. «No», ha detto Peskov. Lo riporta Interfax.

 

 

 

Ultimo aggiornamento: 26 Gennaio, 10:37 © RIPRODUZIONE RISERVATA