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Nato, la risposta a Putin: 300mila unità al confine orientale, ecco perché l'allerta ora è massima

La forza di risposta rapida dell'Alleanza atlantica sarà composta da unità terrestri, marittime e aree, impiegabili in tutto il mondo e in una vasta gamma di operazioni, che finora poteva contare su circa 40mila militari

Martedì 28 Giugno 2022 di Cristana Mangani
Nato, la risposta a Putin: 300mila unità al confine orientale, ecco perché l'allerta ora è massima
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Un aumento consistente delle capacità militari della Nato è il primo risultato atteso dal summit dell'Alleanza atlantica, che comincerà oggi a Madrid. Si tratta del più importante rafforzamento delle proprie capacità dalla fine della Guerra Fredda, che porterà la Nato response force oltre la soglia delle 300 mila unità, come annunciato dal Segretario generale Jens Stoltenberg. «Potenzieremo il fianco orientale, dove i nostri battlegroups saranno elevati a livello di brigate di combattimento. Trasformeremo la Nato e aumenteremo il numero delle forze di pronto intervento fino a oltre 300mila effettivi», sono le parole del Segretario generale durante la presentazione del vertice. La forza di risposta rapida dell'Alleanza atlantica sarà composta da unità terrestri, marittime e aree, impiegabili in tutto il mondo e in una vasta gamma di operazioni, che finora poteva contare su circa 40mila militari.

Nato, ecco le truppe al confine orientale

La decisione arriva nel contesto di un confronto aperto con la Russia, a cui si è riferito lo stesso Stoltenberg. «Mi aspetto che gli alleati a Madrid indicheranno la Russia come la principale e la più immediata minaccia per la nostra alleanza», ha ribadito. Un'escalation del conflitto non converrebbe a nessuno, ma resta un' ipotesi da non scartare. «Sono fiducioso che Vladimir Putin capisca le conseguenze di attaccare un Paese Nato, cosa che provocherebbe la risposta di tutta l'Alleanza: siamo preoccupati per l'aumento delle capacità militari russe a Kaliningrad», ha sottolineato ancora il Segretario generale. Il riferimento viene fatto soprattutto dopo l'innalzamento delle tensioni di Mosca con la Lituania, che ha bloccato il passaggio delle merci russe verso Kaliningrad, exclave del Cremlino in Europa.

 

I cambiamenti geopolitici

L'invasione russa dell'Ucraina a febbraio ha innescato un importante cambiamento geopolitico in Occidente, spingendo i paesi un tempo neutrali, Finlandia e Svezia, a fare domanda per aderire alla Nato e all'Ucraina per assicurarsi lo status di candidato all'adesione all'Unione europea. «La Russia ha scelto il confronto invece del dialogo. Ce ne rammarichiamo, ma ovviamente, allora dobbiamo rispondere a quella realtà», è sempre il discorso di Stoltenberg.

Il vertice Nato a Madrin

Il vertice che si svolgerà da oggi al 30 giugno arriva in un momento cruciale per l'alleanza dopo i fallimenti in Afghanistan e la discordia interna durante l'era dell'ex presidente degli Stati Uniti Donald Trump, che minacciò di ritirare Washington dall'Alleanza. L'obiettivo del summit è di prendere decisioni strategiche per la nuova realtà di sicurezza che si va delineando da qui al 2030, nella quale la Russia è indicata come minaccia principale, ma anche la Cina, come continua “sfidante” della Nato.

Il nuovo modello di forza intende sostituire la Nrf e «fornire un pool più ampio di forze ad alta prontezza in domini, terra, mare, aria e cyber, che saranno preassegnate a piani specifici per la difesa degli alleati», è stato spiegato.Stoltenberg ha affermato che le unità di combattimento della Nato sul fianco orientale dell'alleanza più vicino alla Russia, in particolare gli stati baltici, saranno potenziate come rinforzi rapidi a livello di brigata, con migliaia di truppe preassegnate in attesa nei paesi più a ovest come la Germania.

«Insieme, questo costituisce la più grande revisione della nostra deterrenza e difesa collettiva dalla Guerra Fredda», ha ribadito. Mentre un alto funzionario della Nato ha specificato che questa strategia consentirebbe alla Nato di rispondere con più forze e più rapidamente, in caso di necessità.

La posizione sulla Russia

Al vertice, la Nato cambierà anche la sua posizione sulla Russia presa nel vertice di Lisbona nel 2010, quando venne “consacrata” come partner strategico. «Mi aspetto che gli alleati dichiarino chiaramente che la Russia rappresenta una minaccia diretta alla nostra sicurezza, ai nostri valori, all'ordine internazionale basato sulle regole», ha continuato, sottolineando anche che non ci sarò una svolta, almeno per ora, riguardo all'opposizione della Turchia alle richieste di adesione di Svezia e Finlandia. «Non farò promesse né speculerò su scadenze specifiche. Il vertice non è mai stato una scadenza», ha concluso aggiungendo, comunque, che oggi incontrerà i leader di tutti e tre i paesi a Madrid.

Sulla questione si è espresso Jake Sullivan, consigliere per la Sicurezza nazionale della Casa Bianca, il quale non ha voluto sbilanciarsi sulla possibilità di un bilaterale tra il leader turco e Joe Biden a margine del summit, ma ha lasciato trasparire ottimismo sul tema. «L'obiettivo - ha detto - è creare quanto più slancio positivo possibile per le candidature di Finlandia e Svezia: non tutte le questioni saranno risolte a Madrid, ma stiamo cercando di risolverne il più possibile». Decisa anche Magdalena Andersson, primo ministro della Svezia. «La Turchia ha sollevato alcune questioni e la nostra ambizione è di arrivare a un accordo in breve tempo, possibilmente prima del summit di Madrid - ha specificato -. Ho avuto sabato uno scambio di vedute con il presidente turco, e le posso definire costruttive».

Escalation di guerra

Nel frattempo, su più fronti si continua a discutere sui rischi di una possibile escalation della guerra in Ucraina. Il capo dell'Esercito britannico, il generale Sir Patrick Sanders, ha dichiarato nel suo primo discorso pubblico come Capo di Stato maggiore generale che la Gran Bretagna sta affrontando il suo «momento del 1937» e deve essere pronta a «combattere e vincere» per scongiurare la minaccia dalla Russia. Il Regno Unito - ha avvertito il generale - deve essere preparato ad «agire rapidamente» per contenere l'espansionismo russo.

Sir Patrick ha paragonato l'invasione russa all'ascesa della Germania nazista, sibito dopo che Mosca aveva sferrato un attacco missilistico contro un affollato centro commerciale nella città di Kremenchuk, uccidendo almeno 16 civili e ferendone centinaia. Il suo discorso sembra abbia anche l'obiettivo di “premere” su Boris Johnson affinché mantenga le dimensioni delle forze armate britanniche dopo che erano stati annunciati piani per ridurre i numeri. «Non siamo in guerra - è la riflessione del Capo di Stato maggiore -, ma dobbiamo agire rapidamente in modo da non essere coinvolti in una guerra dal mancato contenimento dell'espansione territoriale». 

Ultimo aggiornamento: 29 Giugno, 14:20 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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