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Sophie Freud, morta a 97 anni la nipote di Sigmund. Criticava le teorie del nonno: «Lui e Hitler falsi profeti del XX secolo»

La professoressa molto dura sul nonno: le sue teorie sono discutibili

Sabato 4 Giugno 2022
Sigmund Freud, morta a 97 anni la nipote Sophie. Criticava le teorie del nonno: «Lui e Hitler falsi profeti del XX secolo»

È morta a 97 anni Sophie Freud, ultima nipote sopravvissuta di Sigmund Freud (1856-1939), padre della psicanalisi. Sophie era  fuggita dall'assalto nazista in Europa rifugiandosi  negli Stati Uniti dove ha iniziato a lavorare come professoressa e assistente sociale psichiatrica, mettendo in discussione il fondamento terapeutico delle teorie psicoanalitiche di suo nonno Sigmund definendole «indulgenze narcisistiche».

Sophie Freud scettica sulle teorie del nonno

Sophie Freud  è morta venerdì 3 giugno nella sua casa di Lincoln, nel Massachusetts.  La figlia Andrea Freud Loewenstein ha dichiarato al «New York Times» che la madre soffriva di tumore al pancreas. È stata  professoressa di psicologia alla Simmons University di Boston ed ha dedicato la sua carriera di psicosociologa alla protezione dei bambini e all'introduzione del femminismo nel campo del lavoro sociale. Negli ultimi 30 anni Sophie era molto critica verso la psicoanalisi teorizzata dal suo celebre nonno, definendola una «indulgenza narcisistica». Miriam Sophie Freud era nata a Vienna il 6 agosto 1924. Suo padre, Jean Martin Freud (noto come Martin), era il figlio maggiore di Sigmund Freud.

«Le teorie di Sigmund Freud? Superate»

Sophie è stata una delle poche sopravvissute della sua famiglia ad aver conosciuto personalmente Sigmund Freud, era cresciuta in quello che sua madre Ernestine Drucker definiva un «ghetto ebraico di classe media superiore» a Vienna, in una famiglia turbolenta in cui i suoi genitori conducevano vite separate. «Sono molto scettica su gran parte della psicoanalisi», aveva dichiarato al «Boston Globe» nel 2002. «Penso che sia un'indulgenza così narcisistica che non riesco a crederci».  La professoressa Sophie Freud considerava superate molte delle teorie fondamentali del nonno, dall'«invidia del pene» al transfert, «tanto brillanti quanto discutibili», come lei stessa ha affermato.Ha anche inasprito le sue critiche in un'intervista per un film della televisione canadese, «Neighbours: Freud e Hitler a Vienna» (2003), affermando: «Ai miei occhi, sia Adolf Hitler che mio nonno erano falsi profeti del XX secolo». Condividevano, secondo le sue parole, «l'ambizione di convincere gli altri uomini dell'unica e sola verità che avevano scoperto».

La fuga a New York con la madre

Sophie e sua madre arrivarono a New York nel novembre 1942, senza casa e praticamente senza un soldo. Suo zio, Edward Bernays, il pioniere delle pubbliche relazioni, nipote di Sigmund Freud, le procurò l'ammissione al Radcliffe College, a Cambridge, nel Massachusetts, e le pagò la retta. Nel 1945, l'estate prima del suo ultimo semestre a Radcliffe, dove si laureò in psicologia, sposò Paul Loewenstein, un ingegnere ed emigrato ebreo fuggito da un campo di prigionia francese. Si erano conosciuti in Francia. Hanno divorziato nel 1985. Oltre alla figlia Andrea, scrittrice, alla professoressa Freud sopravvivono un figlio, George Loewenstein, che insegna economia e psicologia alla Carnegie Mellon University di Pittsburgh, un'altra figlia, Dania Jekel, direttrice dell'Asperger-Autism Network di Watertown, Massachusetts, cinque nipoti e due pronipoti. 

Ultimo aggiornamento: 13:16 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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