Mauritius, marea nera fuoriesce dalla petroliera incagliata nel paradiso dei turisti

Sabato 8 Agosto 2020
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Una gigantesca petroliera di una società giapponese, la MV Wakashio, incagliata da un mese sulla spiaggia delle Mauritius, ha iniziato a perdere una grossa quantità di greggio e rischia di arrecare un danno irreparabile alle mangifiche coste della repubblica insulare africana. Il primo ministro delle isole Mauritius ha dichiarato lo stato di emergenza ambientale e ha lanciato un appello alla Francia per assistenza urgente. Il tutto sta accadendo proprio di fronte a lagune da cartolina come quelle di Blue Bay, Pointe d'Esny e Mahebourg. Dopo giorni di sottovalutazioni, l'ammissione è di una non meglio precisata «perdita di petrolio» ed è stata fatta dal ministero dell'ambiente chiedendo a turisti e pescatori di tenersi alla larga dalla zona. La petroliera di una società giapponese ma battente la classica «bandiera panamense» si era incagliata il 25 luglio senza conseguenze per l'equipaggio, fatto evacuare. Tutto sommato vuota, la nave-cisterna da 101 tonnellate di stazza varata nel 2007 portava pur sempre 200 tonnellate di diesel e 3.800 di proprio carburante, secondo media locali: abbastanza per un disastro anche se la precisazione del ministero lascia temere che le informazioni mediatiche fossero incomplete. 

L'arenamento è avvenuto a Pointe d'Esny, inserita fra le zone umide di importanza internazionale tutelate dalla Convenzione di Ramsar, e nei pressi del parco marino di Blue Bay. Ambientalisti temono che la nave possa spezzarsi, accrescendo le fuoriuscite e innescando un disastro per la costa dell'isola, magnete turistico fra l'altro grazie alle sua barriere coralline pullulanti di coloratissimi pesci e resort di alto livello con prati all'inglese e servizio a tante stelle: Mauritius infatti è considerata comunemente più cara dei già costosi arcipelaghi delle Maldive e delle Seychelles. Sistemi anti-inquinamento sono stati inviati sul posto, ha annunciato il ministero rivelando che il governo ha chiesto aiuto all'isola della Riunione, un dipartimento d'oltremare francese. «Siamo in una situazione di crisi ambientale», ha ammesso il ministro dell'Ambiente Kavy Ramano.

«È la prima volta che affrontiamo una catastrofe di questo tipo e siamo equipaggiati in maniera insufficiente per gestire il problema», ha avvertito il collega alla Pesca, Sudheer Maudhoo. I ministri hanno detto che gli sforzi per stabilizzare la petroliera sono falliti a causa del mare grosso, come quelli per aspirare petrolio lasciando ora il mondo con la preoccupazione di perdere, in parte, uno dei suoi gioielli.
 

 

Ultimo aggiornamento: 19:04 © RIPRODUZIONE RISERVATA