Francia, Macron perde le elezioni per il Senato, ma rilancia le riforme con 57 miliardi

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Il presidente francese Emmanuel Macron

di Francesco Malfetano

La prima sconfitta elettorale di Emmanuel Macron è una sconfitta a metà. Non solo perché il voto per il rinnovamento del Senato di ieri si è occupato solo di metà degli inquilini di Palais du Luxembourg, sede della camera alta parigina, soprattutto perché si tratta di una sconfitta ampiamente annunciata. Alle senatoriali hanno votato 76.000 grandi elettori (sindaci e funzionari dei comuni) scelti dalle elezioni amministrative del 2014 quando la République en Marche, formazione centrista di Macron, non esisteva.

A pesare sul risultato anche i tagli imposti dal governo agli enti locali da cui provengono i grandi elettori che infatti hanno "ringraziato" Macron con soli 28 senatori sul totale di 348. La maggioranza di destra ne è uscita rafforzata nonostante i sei seggi persi dai Repubblicani e dall’Unione centristre. Il Front National è invece riuscito ad entrare nell'emiciclo parigino anche se solo con due uomini. Risultati poco esaltanti anche per le formazioni storiche di sinistra, per i comunisti e per i socialisti. Nota positiva alcuni piccoli gruppi come la France Insoumise di Jean-Luc Mélenchon. 

Se il ridimensionamento della cancelliera Angela Merkel è un ulteriore colpo al dinamismo di Macron, il neo-presidente cerca di non bloccare il processo di riforme programmato in Europa come in Francia. 
Domani, con un discorso alla Sorbona davanti a studenti e giornalisti, presenterà le sue proposte per una «rifondazione»
della Ue mentre oggi il governo ha annunciato un piano d'investimenti di 57 miliardi di euro. Presentato dal primo ministro Eduard Philippe, il piano punta su transizione ecologica, formazione dei giovani poco qualificati e modernizzazione di trasporti, agricoltura, sanità. Secondo il governo, si tratta di portare avanti la trasformazione del «modello economico e sociale» unendo riforme e investimenti.

«Il governo si è dato la missione di portare a termine un progetto di profonda trasformazione del paese», ha detto il primo ministro Eduard Philippe presentando il piano, che va oltre i 50 miliardi di investimenti promessi da Macron in campagna elettorale. Particolare priorità viene data alla formazione dei giovani senza lavoro per la quale vengono stanziati 13,8 miliardi di euro. Affrontare questa questione, ha detto Philippe, «è la seconda parte delle riforme sociali» della presidenza Macron dopo la legge sul lavoro appena approvata. Altri nove miliardi verranno investiti per migliorare l'efficienza energetica di edifici pubblici e popolari, mentre quattro miliardi serviranno a migliorare la sostenibilità ambientale dei trasporti. Infine vengono stanziati 8,1 miliardi per la ricerca scientifica sia nel pubblico che nel privato.


 
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Lunedì 25 Settembre 2017, 20:18






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