Luca Attanasio, chi era l'ambasciatore morto in Congo: tra i diplomatici italiani più giovani nel mondo, a ottobre il premio "Nassiriya". Disse: «È un lavoro pericoloso»

Lunedì 22 Febbraio 2021
Luca Attanasio, chi era l'ambasciatore morto in Congo: tra i diplomatici italiani più giovani nel mondo, a ottobre il premio "Nassiriya". Disse: «È un lavoro pericoloso»
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Nel 2020 Luca Attanasio aveva ricevuto il Premio Internazionale Nassiriya per la Pace «per il suo impegno volto alla salvaguardia della pace tra i popoli» e «per aver contribuito alla realizzazione di importanti progetti umanitari distinguendosi per l'altruismo, la dedizione e lo spirito di servizio a sostegno delle persone in difficoltà». L'ambasciatore d'Italia nella Repubblica democratica del Congo, morto oggi in un attacco a un convoglio Onu in Congo, diplomatico, 43 anni, era uno degli ambasciatori italiani più giovani nel mondo. Dal 5 settembre 2017, dopo diverse esperienze nelle ambasciate in Svizzera, in Marocco e in Nigeria, era  capo missione a Kinshasa, nel Congo, dove stava portando a termine numerosi progetti umanitari al fianco dei circa mille cittadini italiani attualmente residenti nel Paese del Centro Africa.

L'ambasciatore italiano Luca Attanasio e un carabiniere morti in Congo in attacco a convoglio Onu

Attanasio era ben consapevole della pericolosità del proprio lavoro: «Quella dell'ambasciatore è una missione, a volte anche pericolosa, ma abbiamo il dovere di dare l'esempio», aveva detto a Camerota (Salerno) il 12 ottobre scorso, in occasione del ricevimento del premio internazionale «Nassiriya per la pace». «In Congo - proseguiva Attanasio - parole come pace, salute, istruzione, sono un privilegio per pochissimi, e oggi la Repubblica Democratica del Congo è assetata di pace, dopo tre guerre durate un ventennio».

«Il nostro ruolo, il ruolo dell'ambasciata, è stare vicino agli italiani, un migliaio in tutto, per la maggior parte missionari e qualche laico, che vivono tutti insieme condividendo il destino degli abitanti congolesi», sottolineava. «Io e mia moglie viviamo in Congo con tutta la famiglia, tre bambini piccoli. - concludeva l'ambasciatore Attanasio - Qualcuno si stupisce di questa scelta, soprattutto per i rischi che comporta, ma è nostro dovere dare l'esempio».

«Tutto ciò che noi in Italia diamo per scontato – raccontava inoltre l’ambasciatore – non lo è in Congo dove purtroppo ci sono ancora tanti problemi da risolvere. Il ruolo dell’ambasciata è innanzitutto quello di stare vicino agli italiani ma anche contribuire per il raggiungimento della pace». Attanasio era sposato con Zakia Seddiki, fondatrice e presidente dell’associazione umanitaria “Mama Sofia” che opera nelle aree più difficili del Congo salvando la vita ogni anno a centinaia di bambini e giovani madri.

 

La carriera

Nato nella provincia di Milano, 43 anni, laureato con lode all’Università Commerciale Luigi Bocconi (2001), dopo un breve percorso professionale nella consulenza aziendale ed un Master in Politica Internazionale, Luca Attanasio intraprende la carriera diplomatica (2003). Alla Farnesina viene assegnato alla direzione per gli Affari Economici, Ufficio sostegno alle imprese, poi alla segreteria della direzione generale per l’Africa. Successivamente è vice capo segreteria del sottosegretario di Stato con delega per l’Africa e la Cooperazione Internazionale (2004).

All’estero è capo dell’Ufficio Economico e Commerciale presso l’Ambasciata d’Italia a Berna (2006-2010) e console generale reggente a Casablanca, Marocco (2010-2013). Nel 2013 rientra alla Farnesina dove riceve l’incarico di Capo Segreteria della direzione generale per la mondializzazione e gli affari globali. Ritorna poi in Africa quale primo consigliere presso l’ambasciata d’Italia in Abuja, Nigeria (2015). Dal 5 settembre 2017 è capo missione a Kinshasa, Repubblica Democratica del Congo. Dal 31 ottobre 2019 è stato confermato in sede in qualità di Ambasciatore Straordinario Plenipotenziario accreditato in RDC.

 

Ultimo aggiornamento: 23 Febbraio, 08:43 © RIPRODUZIONE RISERVATA