Libia, appello di Italia, Francia, Gb e Usa al dialogo

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Libia, appello di Italia, Francia, Gb e Usa al  dialogo
Un appello al rispetto del cessate il fuoco in Libia è stato lanciato da Italia, Francia, Gran Bretagna e Stati Uniti a «tutte le parti in causa» in una nota congiunta dei rispettivi governi in cui, oltre a sottolineare il risultato raggiunto, si auspica la riconciliazione e la ripresa di un processo politico di pace a guida libica. «I governi di Francia, Italia, Regno Unito e Stati Uniti salutano il risultato della mediazione raggiunto oggi dalla missione di supporto dell'Onu mirata a una de-escalation delle violenze a Tripoli e nei dintorni, e ad assicurare la protezione dei civili».

«Ribadiamo il nostro forte sostegno al rappresentante speciale del Segretario generale in Libia, Ghassan Salamè - aggiunge la nota congiunta - nel suo sforzo per realizzare una immediata e duratura cessazione delle ostilità nella capitale libica, passo decisivo per portare avanti il processo politico in accordo con il Piano di azione delle Nazioni Unite».

«Come ha sottolineato il Segretario generale il 2 settembre scorso - prosegue la nota - tutte le parti devono immediatamente cessare le ostilità e rispettare l'accordo di cessate il fuoco promosso dalle Nazioni Unite. Facciamo appello a tutte le fazioni libiche affinchè sia evitata ogni azione che possa pregiudicare l'odierno annuncio di cessate il fuoco, mettere a repentaglio la sicurezza dei civili o far arretrare gli sforzi libici di portare avanti il processo politico e procedere in uno spirito di compromesso». «Ribadiamo anche il supporto al presidente del Consiglio di presidenza, Fayez al-Sarraj, e al governo libico di accordo nazionale - conclude la nota - nel loro sforzo, in collaborazione con le Nazioni Unite, per promuovere la riconciliazione e sostenere un processo politico a guida libica».
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Mercoledì 5 Settembre 2018, 07:44






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5 di 10 commenti presenti
2018-09-06 16:05:58
Sull'Eliseo si abbatte un altro siluro con le dimissioni del portavoce del presidente francese Emmanuel Macron, il giornalista Bruno Roger-Petit, dopo appena un anno dall'inizio del suo nuovo incarico. Sono mesi difficili per il Capo di Stato francese e il suo governo, già con le polemiche sul suo responsabile della sicurezza, accusato di violenze mentre indossava una divisa della polizia durante una manifestazione in piazza. Sono poi arrivate a sorpresa le dimissioni del ministro per la transizione ecologica, Nicolas Hulot, seguite da quelle della ministra dello sport, Laura Fressel. Secondo le indiscrezioni della stampa francese, Roger-Petit valutava di dimettersi già durante l'estate, ben prima quindi dell'addio dei due ministri. Le dimissioni del giornalista sarebbero legate a un ampio piano di ristrutturazione della comunicazione presidenziale. Eppure è difficile immaginare che la decisione non sia legata al crollo di Macron nei sondaggi, dopo che il presidente francese è riuscito a perdere fino a dieci punti con la sua popolarità arrivata ad appena il 31%, ben più bassa dell'odiatissimo Francois Hollande. Una mossa disperata da parte di Macron, secondo diversi analisti, per cercare di frenare il calo di consensi in vista delle prossime elezioni Europee. Un voto che per il presidente francese si potrebbe trasformare in un referendum sulla sua presidenza, sempre più vicina a finire in modo prematuro.
2018-09-05 14:55:07
appello della Francia?!? ma se sono loro che ci sparano missili contro la nostra ambasciata!...
2018-09-05 16:05:44
Boccuccia santa! Il problema è che si sta organizzando un "trasloco" massiccio grazie ai rinnegatori dei bidet. Giusto per colpire la nuova linea italiana...
2018-09-06 08:06:23
Ma ovvio! D'altronde cosa ti aspetti da un presidente che ha sposato l'oggetto della propria sindrome di Stoccolma?
2018-09-06 14:13:15
Mh. Mi sa che stoccolma c'entra poco sai?