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Kabul, esplosione in una moschea. «Almeno 20 morti e 40 feriti, tra le vittime anche l'imam»

L’esplosione è avvenuta durante le preghiere della sera, quindi con diverse persone all’interno dell’edificio

Mercoledì 17 Agosto 2022
Kabul, esplosione in una moschea: almeno 20 morti e 40 feriti. Tra le vittime anche l'imam

Ancora moschee nel mirino a Kabul: in serata un'esplosione ha fatto strage tra i fedeli in preghiera, il bilancio provvisorio è di almeno dieci morti tra i quali un celebre imam del Paese, il mullah Amir Mohammad Kabuli. Ancora incerta la dinamica, mentre si contano le vittime: al Jazeera parla di almeno 20 morti e 40 feriti. Emergency, che nella capitale afghana ha continuato a gestire l'ospedale, conta invece 3 morti e 27 feriti, tra i quali 5 minori. Secondo le prime ricostruzioni, a causare l'esplosione nella moschea di Abu Bakr al Siddiqi, nel quartiere di Khari Khana, nel nord di Kabul, sarebbe stato almeno un attentatore suicida, mentre non hanno trovato conferma le voci su una presunta sparatoria nell'area. Il boato devastante, raccontano i testimoni, ha mandato in frantumi i vetri dei palazzi circostanti.

Tra le vittime potrebbero esserci degli studenti dell'imam, molto noto in Afghanistan, tanto da essere diventato un obiettivo dell'Isis. Al momento tuttavia, l'azione non è stata rivendicata da alcun gruppo. Il portavoce dell'Emirato islamico in Afghanistan, Zabihullah Mujahid, ha condannato l'attacco: «Preghiamo per le vittime, i responsabili verranno puniti», ha scritto.

È la seconda volta in pochi giorni che viene ucciso un religioso in Afghanistan: l'11 agosto un kamikaze si è fatto esplodere per assassinare nella sua madrassa a Kabul Rahimullah Haqqani, che di recente aveva parlato pubblicamente a favore del permesso alle ragazze di frequentare la scuola, ed era sopravvissuto ad almeno due precedenti tentativi di omicidio, uno in Pakistan nell'ottobre 2020. In quest'occasione, lo Stato islamico ha rivendicato l'attacco affermando che l'attentatore aveva fatto esplodere il suo giubbotto all'interno dell'ufficio del religioso. Poi è emerso, da fonti talebane, che l'attentatore aveva nascosto l'esplosivo nella protesi della gamba artificiale. Si trattava di un religioso di punta nella propaganda talebana e nel sostegno al nuovo governo. I suoi strali proprio contro i jihadisti dell'Isis lo avevano reso molto noto.

La crisi economica e gli attentati che insanguinano il Paese stanno mettendo a dura prova l'immagine dei talebani. Forse è proprio in questo quadro che va letto l'annuncio, arrivato oggi, dell'uccisione di Mawlawi Mahdi Mujahid, il "ribelle" talebano, come lo definivano gli stessi seguaci dell'Emirato islamico. «È stato colpito mentre cercava di fuggire in Iran», recita un comunicato del ministero della Difesa. Unico comandante di etnia Hazara del gruppo, a cui aveva aderito 13 anni fa, Mujahid era entrato in rotta col potere centrale da diversi mesi. Secondo alcune fonti avrebbe voluto maggiore spazio per la sua minoranza - regolarmente colpita dall'Isis - all'interno dei palazzi del potere. Secondo altre invece, al centro della disputa ci sarebbero i proventi della produzione di carbone.

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Ultimo aggiornamento: 18 Agosto, 01:39 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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