Iss, allarme nella notte: modulo russo Nauka fuori controllo. Manovre di emergenza e 7 astronauti pronti a lasciare la stazione Video Foto

Venerdì 30 Luglio 2021 di Paolo Ricci Bitti
Iss, allarme nella notte: modulo russo fuori controllo. Paura per 7 astronauti
2

Emergenza sulla stazione spaziale che è stata fatta "deragliare" dal modulo russo Nauka, il maledetto laboratorio dalla travagliatissima vita, e con i 7 astronauti dell'Iss costretti a compiere manovre di riassetto in una situazione con pochi o punto precedenti che hanno tenuto con il fiato sospeso le sale di controllo di Houston e di Mosca. L'Iss è uscita di assetto inclinandosi di 45 gradi e ruotando su se stessa per quasi un'ora dalle 18.42, un'eternità per gli astronauti e per i tecnici a terra che hanno anche dato l'ordine di preparare la navicella CrewDragon Endeavour di SpaceX per un'eventuale evacuazione dell'Iss. Data la gravità della situazione sono state interrotte le riprese in diretta streaming delle attività della stazione spaziale che orbita a 400 chilometri d'altezza e a una velocità di 28.800 chilometri orari compiendo un'orbita completa della Terra ogni 90 minuti. Orbite che si ripetono secondo "binari" prestabiliti che coprono quasi tutto il pianeta, ma non i Poli. In alcune fasi ieri sera ci sono stati anche black out della comunicazioni. Uno scenario di fortissima tensione anche perché quasi tutte le manovre avvengono in remoto da parte delle sale di controllo che devono quindi lavorare, in queste situazioni di emergenza, con la massima coordinazione.

 

 

 

Da quel che si appreso, dopo il docking (attracco) il modulo Nauka, contrariamente  a quanto programmato, non ha mai disattivato i motori e ha continuato a spingere sempre più la stazione costringendola a salire di quota ma con la velocità utile per restare in un'orbita più bassa: senza le manovre di emergenza effettuate dagli astronauti sarebbe stato molto più difficile ritornare nell'orbita originaria e riprendere le attività in sicurezza. 

La linea immaginaria che percorre la lunghezza dell'Iss (asse longitudinale) è, in situazioni normali, tangente all'ellisse dell'orbita, ma la manovra incontrollata di Nauka ha disassato quella linea di 45 gradi (rispetto alla tangente dell'orbita) cambiando radicalmente e in maniera preoccupante l'assetto della stazione che si è inclinata ruotando inoltre su se stessa al punto che Houston ha anche ordinato all'equipaggio di cambiare l'assetto dei vastissimi pannelli solari per favorire le manovre di recupero. L'astronauta americano Drew Morgan dalla sala di controllo ha persino chiesto ai colleghi in orbita di dare un'occhiata dalla cupola e dagli altri oblò, che erano stati chiusi per precauzione, per vedere se si notavano detriti attorno all'Iss o danni alla stessa astronave. 

 

 

 

 

La cronaca

L'incidente è accaduto ieri sera tre ore dopo il tribolato attracco del Nauka avvenuto alle 15.29. Sembrava la fine della maledizione, di un'odissea durata quasi il doppio dell'Odissea visto che l'agenzia spaziale russa "combatte" con quel modulo-laboratorio ormai da venti anni al punto che c'era chi temeva ripercussioni sul vertice stesso dell'agenzia spaziale russa per colpa di questo progetto portato avanti fra mille stop&go.

Stazione spaziale, manovra di emergenza

L'attracco, pur come mille difficoltà, era comunque avvenuto e alla Tsup, la sala di controllo moscovita, si erano alzati i calici perché davvero l'ultima settimana, con il modulo in viaggio da Bajkonur all'Iss, non aveva fatto che riservare problemi con potenziali esiti catastrofici tipo la caduta incontrollata del modulo lungo 13 metri e pesante 22 tonnellate. Problemi ai motori che non sembravano accendersi e funzionare come previsto. A ogni modo Nauka si era agganciato "nominalmente" al boccaporto dell'Iss e tutti avevano potuto finalmente respirare. Tre ore dopo l'allarme che ha costretto la Nasa e Roscomos a interrompere anche le riprese in diretta della vita dell'Iss finita fuori assetto e in piena emergenza e avvolta in una nuvola di detriti perché i motori del "nuovo" modulo si erano accesi da soli facendo ruotare e alzare di parecchio la stazione spaziale (vasta, con i pannelli solari, come un campo da rugby).

 

L'Iss "galleggia" in orbita grazie a un complicato equilibrio di forze, una sorta di caduta controllata, bilanciata fra quota, velocità dell'astronave e forza di gravità. Di tanto in tanto vanno compiute manovre con motori a razzo, compresi quelli delle navicelle-taxi per gli astronauti, per ricalibrare altitudine e assetto, ma quella avvenuta ieri è stata una manovra del tutto fuori programma, come ricorda l'indispensabile sito Astronautinews.it che con Marco Zambianchi scrive di "un imprevisto piuttosto serio" dopo aver vissuto in diretta la concitazione delle sale di controllo mentre venivano impartite disposizioni al comandante dell'Expedition 65 dell'Iss che in questo periodo è il giapponese Akihiko Hoshide, un ruolo già attribuito a Luca Parmitano e che nella prossima primavera sarà assegnato a Samantha Cristoforetti, prima europea con questa responsabilità.

A bordo anche il francese dell'Agenzia spaziale europea Thomas Pesquet.

Per adesso non si è capito perché i razzi del modulo Nauka sono restati accesi o si sono riaccesi almeno dalle 18.34 (ora italiana) e per quasi mezz'ora. Forse, si ipotizza adesso, un problema di software. Prima che la riprese televisive in diretta venissero sospese si è visto così che l'Iss è stata avvolta da una nuvola di piccoli detriti, ovvero i prodotti della combustione del carburante dei motori del Nauka e anche di quello di un altro modulo russo Zvezda, accesi per bilanciare la spinta del nuovo laboratorio.

Nelle immagini si vede così l'Iss, in particolare i grandi e risplendenti pannelli solari, cambiare assetto.  E' stato così deciso che i cosmonauti Oleg Novickkij e Petr Dubrov avrebbero usato anche i motori della capsula Sojuz Progress MS-17 per riportare l'Iss in assetto. Sono fasi in cui la telemetria riporta per l'astronave gli stessi termini usati per gli aerei: imbardata, beccheggio, rollio.  

 

Gli astronauti e i cosmonauti, che secondo la Nasa non sono mai stati in pericolo, hanno dato prova di grande affidabilità affrontando una situazione che, in questa versione, non è tra le emergenze più frequenti tra quelle previste emergenze. Tra le conseguenze dell'imprevisto il rinvio del lancio della capsula di rifornimento CST-100 Starliner della Boeing che avverrà il 3 agosto.

 

Paolo Ricci Bitti

 

«È stato certamente un incidente inaspettato ma non possiamo definirlo grave, piuttosto 'indesiderabile'», ha detto all'Ansa Bernardo Patti, a lungo responsabile dall'Iss per l'Agenzia Spaziale Europea (Esa) e ora a responsabile del Programma di Esplorazione di Esa. «In nessun momento - ha precisato Patti - c'è stato un reale pericolo di vita per l'equipaggio a bordo della Stazione Spaziale». «Il modulo aveva registrato diverse anomalie sin dall'inizio - ha proseguito Patti - e ora l'agenzia spaziale russa farà una sua indagine per appurare i dettagli delle cause». Poco dopo il lancio del modulo, il 21 luglio dalla base di Baikonur, in Kazakhstan, il modulo Nauka aveva fatto stare tutti con il fiato sospeso per la mancata accensione dei suoi propulsori principali ma i tecnici da terra erano comunque riusciti a far attivare i motori ausiliari per far arrivare il modulo alla giusta quota e procedere con le manovre di avvicinamento alla ISS che si erano concluse ieri alle 15.29 ora italiana. Dopo circa 3 ore però i motori della Nauka si sono improvvisamente riaccesi «alcune delle valvole per il controllo del propellente non si erano chiuse», ha precisato Patti. 

Crew Dragon, lancio riuscito: la navicella tallona la stazione spaziale - Oggi si vedranno a occhio nudo dall'Italia

Ovviamente le cause sono ancora da definire con certezza attraverso un'indagine accurata ma si ritiene probabile che a dare il via all'accensione sia stato anche un mancato aggiornamento del software della Nauka che riteneva erroneamente di essere in volo e non essere ancora attraccata alla Stazione. L'incidente è stato raccontato anche in diretta sui social da alcuni degli astronauti a bordo tra cui l'americano Drew Morgan che su Twitter aveva scritto «Siamo in un braccio di ferro tra i propulsori di Zvezda e Nauka». Sono stati i computer della Stazione Spaziale che hanno segnalato poco prima delle 19 un'improvvisa rotazione generata da una spinta graduale, tanto che nessun astronauta aveva inizialmente notato la cosa. Subito i computer di bordo avevano attivato una contromisura attivando una spinta contraria con i propulsori di un altro modulo russo, Zvezda. Ma la Stazione ha continuato lentamente a inclinarsi fino a 45 gradi e a quel punto si è deciso di attivare anche i motori della navetta cargo russa Progress.

«È normale che in 23 anni sia avvenuto di tanto in tanto qualche incidente - ha sottolineato Patti - ne abbiamo avuti anche di più gravi. Reputo che sia importante vedere il bicchiere mezzo pieno, tutti gli incidenti sono sempre stati gestiti al meglio anche se ovviamente ne faremmo volentieri a meno».

 

 

L'odissea di Nauka

La Stazione Spaziale Internazionale (Iss) si è insomma allargata con l'arrivo del nuovo modulo, il Multipurpose Laboratory Module (MLM) o più semplicemente Nauka, che ha portato in dote anche il braccio robotico Era (European Robotic Arm), dell'Agenzia Spaziale Europea (Esa) che favorirà anche le prossime passeggiate spaziali, comprese quelle di Samantha Cristoforetti. 

 

 

 

Ma i timori legati all'impiego del nuovo modulo Nauka, portato in orbita dal possente lanciatore Proton, sono stati insomma confermati. Si tratta del più grande laboratorio spaziale mai messo in orbita dalla Russia e un elemento fondamentale per il parziale 'rinnovo' della Stazione Spaziale, il cui primo tassello, il modulo Zarya, era stato messo in orbita nel 1998. La Iss si arricchisce ora di un nuovo importante modulo lungo 13 metri che garantisce una struttura per esperimenti scientifici, alloggio per sei astronauti, un nuovo bagno, un sistema di riciclo dell'urina in acqua potabile e generazione di ossigeno per almeno sei persone. Progettato a cavallo del passaggio del nuovo millennio e in fase di realizzazione dal 2004, Nauka ha però vissuto continui problemi e cambi di rotta con alcune sue parti che diventavano obsolete prima che il laboratorio venisse completato. Un forte mal di testa per i vertici di Roscomos che in questi lunghi anni si sono susseguiti: "A che punto è il Nauka?" la terribile domanda che non volevano più sentire riecheggiare nei lunghi e ovattati corridoi pannellati in giallo-oro che portano alla sala di controllo Tsup.

Nauka sostituisce il modulo Pirs, in orbita da oltre 20 anni, rimosso lo scorso 25 luglio e bruciato nell'impatto con l'atmosfera terrestre al termine di un rientro controllato. In questa 'ristrutturazione' si aggiunge anche Era, il braccio robotico europeo lungo 11 metri che sarà il primo a potersi muovere lungo il versante russo della Iss dove potrà muovere carichi fino 8.000 chili con una precisione di 5 millimetri oppure dare assistenza e trasportare gli astronauti impegnati nelle operazioni extraveicolari.

Per completare l'installazione del nuovo braccio robot saranno necessarie 5 passeggiate. Come sottolineato da Esa in occasione del lancio di Nauka ed Era da Baikonur, in Kazakhstan, il 21 luglio scorso, queste operazioni si inseriscono in un contesto di collaborazioni internazionali intenzionate a prolungare la vita della Stazione Spaziale negli anni a venire.

«Apportiamo miglioramenti costanti alla nostra casa nello spazio», aveva detto David Parker, Direttore di Esplorazione Umana e Robotica dell'ESA. A breve, aveva aggiunto Parker, «il laboratorio europeo Columbus riceverà nuovi rack per esperimenti scientifici, connessioni di dati ultraveloci e piattaforme esterne e interne». Ufficialmente gli accordi per il mantenimento in orbita della ISS sono validi fino al massimo al 2028 ma è evidente come le agenzie spaziali e da qualche tempo anche i privati stiano sviluppando varie strategie per dare una 'seconda vita' a questo avamposto. Tra gli ultimi in ordine di tempo è il progetto dell'azienda americana Axiom che prevede di lanciare tra pochi anni propri moduli, che realizzerà Thales Alenia Space - joint venture tra Thales (67%) e Leonardo (33%) - in Italia, da integrare alla ISS per realizzare il primo segmento privato che potrebbe poi dar vita - se la ISS dovesse davvero essere abbandonata - alla prima stazione spaziale privata che potrebbe comprendere anche sezione adibita ad hotel.

Ultimo aggiornamento: 5 Agosto, 19:06 © RIPRODUZIONE RISERVATA