Indonesia, Widodo presidente: con lui vince l'islam moderato

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Joko
Il primo leader indonesiano venuto dal basso governerà per altri cinque anni: Joko Widodo si è proclamato vincitore delle elezioni presidenziali di ieri, dopo che già alcune proiezioni di organizzazioni fidate davano per certa una sua vittoria anche a conteggio non completato. In generale, un voto senza incidenti di rilievo conferma come il quarto Paese più popoloso al mondo, nonché quello con la più numerosa popolazione musulmana, possa contare ormai su una delle democrazie più solide di un Sud-est asiatico che negli ultimi anni ha visto un ritorno dell'autoritarismo.

Widodo sostiene di aver ricevuto il 54 per cento circa dei voti contro Prabowo Subianto, l'ex generale (con un passato di seri abusi dei diritti umani) che aveva già sconfitto nel 2014. Subianto, che si presentava come «l'uomo forte» e ha corteggiato per anni i conservatori islamici, ha anch'egli proclamato la vittoria, dicendo di aver preso il 62 per cento dei voti e di essere stato frenato da giganteschi brogli. Neanche in Indonesia però hanno preso le sue dichiarazioni troppo sul serio, anche perché ne fece di simili cinque anni fa.

LA BORSA FESTEGGIA
La Borsa di Giacarta ha celebrato la vittoria di Widodo salendo di oltre il due per cento in apertura, anche se poi i guadagni alla chiusura sono stati minimi. Il risultato era atteso, dato che il presidente aveva sempre guidato nei sondaggi e la campagna elettorale di Subianto sembrava priva del piglio mostrato nel 2014. Gli elettori hanno evidentemente premiato la figura di Widodo, considerato 'pulitò in un arcipelago di 17mila isole dove inefficienze e corruzione imperano. Sotto il suo governo sono state costruite massicce reti di infrastrutture, culminate con la prima linea della metropolitana di Giacarta inaugurata poche settimane fa, ed è stata migliorata la sanità pubblica.

L'economia continua a crescere tra il 5 e il 6 per cento, e diversi osservatori si attendono un proseguimento delle riforme nel secondo mandato di Widodo. La sconfitta di Subianto sembra arginare la crescita dei conservatori islamici, che negli ultimi anni sono risultati sempre più influenti nell'impostare l'agenda politica, denotando una sempre maggiore intolleranza verso le minoranze religiose. È probabile che nelle prossime settimane contesteranno anch'essi la vittoria di Widodo, magari con imponenti manifestazioni come già accaduto in passato. Per un Paese che fino a vent'anni fa era una dittatura, le elezioni segnano comunque un consolidamento delle istituzioni democratiche. Visto il percorso inverso intrapreso negli ultimi anni da vicini regionali come la Thailandia e le Filippine, è un risultato non da poco.
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Giovedì 18 Aprile 2019, 19:26






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