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Mosca minaccia Vilnius: «Riaprite Kaliningrad». Pioggia di razzi su Odessa

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Lunedì 20 Giugno 2022 di Claudia Guasco
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Un nuovo capitolo delle tensioni tra Mosca e l’Occidente si è aperto intorno a Kaliningrad, enclave russa situata tra Polonia e Lituania, e quindi stretta tra territori della Nato. Le autorità di Vilnius hanno deciso di impedire l’accesso nel territorio ai treni russi che trasportano alcuni tipi di merci. E il Cremlino ha tuonato, definendo la decisione «ostile» e «provocatoria», annunciando che, se la misura non sarà revocata la Russia adotterà «azioni volte alla difesa dei propri interessi». L’avvertimento è stato lanciato dal ministero degli Esteri di Mosca, che ha convocato l’incaricata d’affari dell’ambasciata lituana. 
Ora, con qualche esagerazione dovuta alla propaganda, lo scenario sembra prestarsi a evocare i tragici assedi che hanno segnato la storia sovietica (da Leningrado a Stalingrado), alimentando il complesso dell’accerchiamento e lo spirito nazionalista dei russi. Il capo della diplomazia di Vilnius, Gabrielius Landsbergis, ha spiegato che il suo governo non fa altro che applicare le sanzioni decise dall’Unione europea per l’invasione dell’Ucraina. Una spiegazione confermata dall’Alto rappresentante Ue Josep Borrell. 

L’ACCIAIO

Le misure restrittive dovrebbero riguardare circa il 50% dei prodotti trasportati dalla Russia verso Kaliningrad, a partire dall’acciaio. Le precisazioni lituane non sono bastate, però, a placare la rabbia russa. La decisione di Vilnius, ha affermato il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov, è «senza precedenti», e soprattutto «illegale» perché violerebbe un accordo del 2022 tra la Russia e l’Ue. Pertanto la situazione «è molto seria» e Mosca studierà approfonditamente le contromisure. Per ora la flotta russa del Mar Baltico - che proprio a Kaliningrad ha il suo quartier generale - ha annunciato che terrà nuove manovre militari nella regione, con l’impiego di sistemi di lancio multiplo di razzi Grad e Uragan. 
Pieno sostegno all’iniziativa di Vilnius è stato espresso dall’Ucraina. «La Russia non ha alcun diritto di minacciare la Lituania, e Mosca ha solo se stessa da rimproverare per le conseguenze dell’invasione ingiustificata dell’Ucraina», ha detto il ministro degli Esteri Dmytro Kuleba. La regione, dopo lo scioglimento dell’Urss, nel 1991, è rimasta sotto il controllo della Russia. 
La Lituania, con il consenso della Ue, ha deciso «di prendere in ostaggio» la provincia di Kaliningrad, ha denunciato il presidente della commissione Affari internazionali della Duma, Leonid Slutsky. E sebbene Mosca non abbia ancora precisato la natura della rappresaglia, il governatore della regione, Anton Alikhanov, ha avvertito che potrebbe reagire ostacolando il trasporto delle merci lituane nel Baltico. «Se si guarda alla mappa - ha affermato - si vede che i Paesi baltici, i loro porti e il loro sistema di trasporti non possono fare a meno della Russia».

14 MISSILI 

Nel frattempo, continuano i bombardamenti. I russi sembrano aver riportato l’attenzione su Odessa che, ieri, è stata presa di mira con numerosi attacchi, che hanno distrutto un deposito alimentare. Le forze di Mosca hanno sparato 14 missili, molti dei quali sono stati respinti dagli ucraini. Secondo l’analisi del ministero della Difesa di Kiev, comunque, la Russia avrebbero in mente di conquistare il Lugansk entro domenica. I filorussi hanno rivendicato la conquista di Toshkivka, sulla sponda occidentale del fiume Siverskiy Donets. Da lì potrebbero cercare di spezzare le linee di difesa e lanciare l’assalto decisivo a Lysychansk, dove il presidente Volodymyr Zelensky ha compiuto ieri una visita in segreto per «vedere di persona come evolve la situazione» e incoraggiare le truppe al fronte. Severodonetsk, invece, è ormai di fatto nelle mani di Mosca, anche se resta lo stallo armato con i difensori della fabbrica chimica Azot, asserragliati nei bunker insieme a più di 500 civili, tra cui una quarantina di bambini. 

MERCENARI

Ieri, poi, il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha confermato quello che si temeva da giorni: gli americani catturati in Ucraina sono «mercenari» - ha gelato gli Usa -. Devono pagare il prezzo per i loro «crimini» e «non possono contare sulla protezione della Convenzione di Ginevra» che riguarda i prigionieri di guerra.

 

 

Ultimo aggiornamento: 21 Giugno, 09:36 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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