MEDIO ORIENTE

Gaza, raid israeliano a Khan Younis: dieci morti. Hamas: pronti a lunga guerra se il nemico la vuole

Le ultime notizie in diretta sul conflitto in Medio Oriente

Giovedì 16 Novembre 2023

Gaza, raid israeliano a Khan Younis: 10 morti

In un attacco aereo condotto dalle forze israeliane questa sera a est di Khan Younis, nel sud della Striscia di Gaza, sono morte 10 persone, tra cui bambini.

Lo riferisce Al Jazeera citando testimoni, resoconti dei media palestinesi e un giornalista di Al Jazeera, secondo cui l'attacco ha colpito una casa di famiglia ad al-Qarara. Un video visualizzato da Al Jazeera mostra alcuni dei morti, tra cui una ragazzina e un neonato, nell'ospedale pediatrico di al-Nasr. L'attacco è avvenuto il giorno dopo che l'esercito israeliano ha lanciato volantini su al-Qarara e dintorni avvertendo i residenti di evacuare verso «rifugi conosciuti»

Raid israeliano a Jenin in Cisgiordania

Le forze israeliane stanno conducendo un «grande raid» nella città di Jenin e nel campo profughi di Jenin, in Cisgiordania. Lo riferisce Al Jazeera online citando il vicegovernatore di Jenin, Kamal Abu al-Roub, secondo cui le forze israeliane «hanno preso d'assalto il campo con dozzine di veicoli, inclusi enormi bulldozer». Ha detto che le interruzioni di corrente sono prevalenti nel campo e anche in altre parti della città, poiché sono in corso scontri tra soldati israeliani e palestinesi. Secondo testimoni, veicoli israeliani hanno circondato il campo dai lati orientale e occidentale. Si possono sentire anche sporadiche esplosioni.

Hamas, se il nemico vuole una lunga guerra siamo pronti

«Se il nemico vuole che la battaglia sia lunga, la nostra capacità è ancora più lunga», ha affermato Ismail Haniyeh, capo dell'Ufficio politico di Hamas, dicendosi inoltre fiducioso nella capacità dei palestinesi di sopravvivere all'offensiva israeliana su Gaza e di uscirne vittoriosi. Nonostante i «barbari» attacchi israeliani, il popolo palestinese ha sventato i piani di Israele, ha detto Haniyeh, secondo quanto riferisce Al Jazeera online. «Il nemico non è stato in grado di raggiungere nessuno dei suoi obiettivi o di ottenere la restituzione dei suoi prigionieri, se non al prezzo deciso dalla resistenza», ha detto ancora.

Operazioni Idf dentro ospedale Shifa collegate «agli ostaggi»

Le attività dei soldati in corso all'interno dell'ospedale al Shifa sono collegate «agli ostaggi». Lo ha detto il portavoce militare, citato da Haaretz.

Tutti i servizi di telecomunicazione interrotti a Gaza

Tutti i servizi di telecomunicazione nella Striscia di Gaza sono stati interrotti a causa dell'esaurimento di tutte le fonti di energia che sostenevano la rete: lo hanno dichiarato le principali società di telecomunicazioni di Gaza, Paltel e Jawwal, in un comunicato, come riportano i media internazionali.

Israele: razzi Hamas nascosti sotto letto bimba a Gaza

Hamas non ha esitato a nascondere razzi anche sotto il letto di una bambina palestinese di Beit Hanun, nel nord della striscia di Gaza. Lo afferma il portavoce militare israeliano secondo cui in un appartamento ispezionato oggi dai soldati, dietro ad una porta su cui era scritto 'Baby Girl', c'era un lettino sotto al quale erano celati gli armamenti di Hamas. Il portavoce ha riferito inoltre della registrazione di una telefonata fra due membri della Jihad islamica in cui essi affermano di aver spostato armi utilizzando il passeggino di un bambino.

Pronto piano Ue per l'Egitto da 9 miliardi

L'Unione Europea si offre di sostenere l'Egitto per un importo di 9 miliardi di euro (quasi 10 miliardi di dollari) nel contesto della crisi Israele-Hamas. Lo scrive Asharq business, agenzia in lingua araba partner di Bloomberg con base a Riad e una sede al Cairo. Il presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen è attesa per sabato 18 novembre in Egitto in una visita che la porterà anche in Giordania.

Agguato in Cisgiordania: morti e feriti

Tre palestinesi armati sono stati colpiti dopo che avevano ferito sei civili israeliani in un agguato armato condotto all'ingresso di un tunnel nella zona di Betlemme, in Cisgiordania. Lo ha riferito il portavoce della polizia Eli Levy. Secondo i media, i tre sono stati uccisi. Le condizioni di uno dei feriti israeliani sono gravi, ha aggiunto Levy. La polizia ha fatto confluire rinforzi nella zona dell'attentato, nel timore che l'attacco non sia ancora concluso.

Biden: "Fiducioso su ostaggi, grande collaborazione del Qatar"

Il presidente americano Joe Biden si è detto «leggermente fiducioso» sulla possibilità di raggiungere un accordo per la liberazione dei circa 240 ostaggi portati da Israele nella Striscia di Gaza, sottolineando che «abbiamo ottenuto una grande collaborazione da parte del Qatar», importante mediatore nella regione del Medioriente. «Non voglio correre troppo perché non so cosa sia successo nelle ultime quattro ore», ha detto Biden facendo riferimento alla durata del suo colloquio con il presidente cinese Xi Jinping.

Israele, colpita la casa di Haniyeh (capo ufficio politico Hamas)

Aerei israeliani hanno colpito la scorsa notte la casa a Gaza di Ismail Haniyeh, capo dell'Ufficio politico di Hamas. Lo ha fatto sapere l'esercito, secondo cui la casa «era usata come infrastruttura del terrore e spesso ha ospitato riunioni dei leader di Hamas per dirigere atti terroristici contro civili e militari israeliani». L'esercito ha aggiunto che nella presa del campo profughi di Shati i soldati hanno localizzato e distrutto un deposito di armi della forza navale di Hamas «contenente attrezzatura subacquea, ordigni esplosivi e armi».

di Raffaele Genah

Qualcosa, forse più che qualcosa, si sta muovendo. Ma nella storia dolorosa e tragica dei 240 ostaggi rapiti il 7 ottobre scorso e ancora nelle mani di Hamas ci sono molti interrogativi e diverse pagine ancora da riempire. Di certo le parole del presidente americano Joe Biden sembrano aver aperto ad un improvviso ottimismo.

Ma, in un quadro in cui trovano spazio più le dichiarazioni propagandistiche che le conferme, conviene restare ai fatti e provare a mettere insieme i pezzi del difficile mosaico. Tutto gira intorno alle anticipazioni dell’agenzia Reuters che ha raccolto le rivelazioni di una fonte (un non meglio precisato «funzionario informato sui negoziati») secondo cui l’accordo sarebbe imminente, con il rilascio di 50 ostaggi in cambio di un cessate il fuoco di alcuni giorni sulla Striscia di Gaza - Hamas ne chiede cinque, mentre Israele ne concederebbe al massimo tre - e del rilascio di donne e minori palestinesi detenuti nelle carceri israeliani.

I NUMERI

Quanti possano essere nessuno può dirlo, ed è proprio sui numeri che si starebbe consumando un ulteriore, duro, braccio di ferro che avrebbe portato ad uno stallo. Il portavoce dell’ala militare di Hamas azzarda che il Qatar starebbe trattando per il rilascio di 200 tra donne e minori palestinesi. E non sembra un caso che, subito dopo, la stessa agenzia britannica abbia di nuovo consultato la sua fonte, la quale ha precisato che Hamas ha accettato le linee generali dell’accordo, mentre Israele non lo ha ancora sottoscritto e starebbe negoziando proprio su numeri e dettagli. E allora i responsabili dell’organizzazione terroristica islamica attaccano: Israele non è seriamente interessato ad una trattativa, «sta ritardando il rilascio di donne e bambini prigionieri in cambio di una tregua umanitaria, il rilascio di detenuti nelle carceri e l’ingresso degli aiuti», dice ad Al Jazeera Izzat al Rishek, membro dell’ufficio politico, secondo cui Israele «sta temporeggiando per continuare la sua aggressione e la sua guerra contro i civili».

IL COLLOQUIO

Netanyahu, dopo l’ennesimo colloquio telefonico con Biden, è andato in visita ai soldati nella base di Zikim e ha esposto il suo pensiero su quello che comunque accadrà anche dopo l’eventuale cessate il fuoco, se sarà approvato: «Non c’è luogo a Gaza che non raggiungeremo. Non c’è nascondiglio o rifugio per gli assassini di Hamas. Andremo là, prenderemo i terroristi e riporteremo a casa gli ostaggi: sono per noi due missioni sacre». Anche gli altri due componenti del “gabinetto di guerra”, il ministro della Difesa Gallant e il capo dell’opposizione Gantz, dicono a chiare note che la guerra comunque non si fermerà fino alla «completa distruzione di Hamas».

La possibile tregua e l’eventuale scambio servirebbero ad alleviare momentaneamente le sofferenze dei civili della Striscia e di alcune delle famiglie israeliane a cui sono stati ferocemente sottratti i propri cari. E mentre la pressione dei parenti continua a farsi sentire sul governo di Netanyahu, con una marcia che da Tel Aviv raggiungerà Gerusalemme, sul campo prosegue senza sosta la ricerca da parte dell’esercito dei nascondigli in cui vengono tenuti i rapiti.

LA RICERCA

Impresa con altissimo coefficiente di difficoltà per l’alto numero di persone coinvolte, per la difficile individuazione delle prigioni sotterranee e anche per la custodia affidata a diversi gruppi - trentacinque ostaggi sono nelle mani della Jihad islamica -, oltre che ad una quantità imprecisata di milizie più piccole, raggruppamenti anche di cani sciolti che aspirano così ad entrare nel Gotha del terrorismo islamico. 
Sul terreno di guerra, dunque, la caccia non ha finora portato risultati apprezzabili. C’è stata l’incursione nell’ospedale di Al Shifa, sotto al quale, secondo Israele, si nasconderebbe il cuore operativo di Hamas: i soldati dell’IDF fanno sapere «di aver trovato armi, ma non indizi sugli ostaggi».

LA DIPLOMAZIA

Le diplomazie internazionali continuano a far sentire la propria voce per una tregua e per la liberazione dei sequestrati. Il presidente Biden, parlando con l’emiro Al Thani, usa parole dure per il rapimento di così tanti bambini - tra i quali uno di tre anni americano - a cui sono stati uccisi i genitori. E il cancelliere Scholtz dichiara: «Ci prendiamo cura particolarmente degli ostaggi tedeschi, ma chiediamo che anche tutti gli altri tornino presto a casa». La premier Meloni al telefono con il presidente turco Erdogan: «Ribadiamo la nostra posizione, rilascio immediato dei sequestrati e pause umanitarie». E il ministro Tajani, al Question time: «Siamo impegnati perché li rilascino senza condizioni».

Ultimo aggiornamento: 17 Novembre, 09:48 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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