Gran Bretagna, aprono gli hotel per la quarantena dei viaggiatori: ecco come funziona

Lunedì 15 Febbraio 2021
Gran Bretagna, aprono gli hotel per la quarantena dei viaggiatori: ecco come funziona

Gli «hotel quarantena», destinati da questa settimana a prendere in consegna sotto stretta sorveglianza i viaggiatori provenienti da una lista rossa di 33 Paesi a più «alto rischio» Covid, hanno accolto questa mattina i primi ospiti. La Gran Bretagna serra così le maglie ai confini mentre sul fronte interno accelera ancora nella campagna dei vaccini, passando alla fase 2 e all'obiettivo di coprire tutti gli over 50 residenti entro fine aprile dopo aver completato in anticipo su chiunque altro in Europa - e sulle stesse promesse del governo di Boris Johnson - la somministrazione delle prime dosi ad oltre 15 milioni di persone fra le più anziane, le più vulnerabili e le più esposte.

 

Nonostante qualche multa salata per chi aveva dimenticato di prenotarsi sul portale dedicato, e la frustrazione di coloro che ritengono eccessiva la misura, la prima giornata della stretta - imposta per contenere il rischio d'importare dall'estero nuove varianti del virus - non ha fatto registrare particolari contrattempi: code tutto sommato contenute ai controlli doganali, contatti limitati con gli altri passeggeri (e i dipendenti dell'aeroporto), trasporti rapidi verso le strutture alberghiere dedicate a bordo di pullman riservati.

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Mentre anche l'Ue si appresta a valutare un giro di vite anti varianti alle frontiere, pur intimando ai 27 - Germania in primis, rea d'aver chiuso le porte all'Austria - di non procedere in ordine sparso. Non si conosce ancora l'esatto numero dei passeggeri coinvolti nel Regno, ma fonti governative stimano che non saranno meno di 1.300 a settimana contando soltanto gli Emirati Arabi (inserito in quanto Paese di scalo sfruttato da molti pure come meta per sfuggire al divieto di viaggiare per vacanze in pieno lockdown), il Sudafrica e alcune nazioni sudamericane (Brasile in testa): inserite nella lista assieme al Portogallo e a vari Stati africani poiché indicati come i più pericolosi lungo le rotte da cui potrebbero diffondersi le temute mutazioni sudafricana o brasiliana.

Come funziona

Secondo le nuove misure tutti i passeggeri provenienti da questi Paesi dovranno trascorrere 11 notti per precauzione negli alberghi sorvegliati, pagando di tasca propria 1.750 sterline. «È un prezzo folle - ha commentato Roger Goncalves, appena rientrato da Belo Horizonte -. Non so come potrò pagare, meno male che non dovrò farlo subito». Una lamentela condivisa da Wagner Araujo e da sua moglie Elaine, sbarcati a loro volta all'aeroporto di Heathrow da un volo proveniente dal Brasile con scalo a Madrid. «È un sistema ridicolo, senza senso - la protesta di Araujo -. Sul volo da Madrid eravamo in mezzo agli altri passeggeri, che ora non dovranno rinchiudersi in albergo come noi».

 

Il premier Boris Johnson, interpellato al riguardo durante il briefing di giornata a Downing Street, ha tuttavia difeso la misura come una scelta di buon senso, rimanendo prudente anche sulla durata del lockdown nazionale in vigore e indicando la necessità di tutelare il Regno più che mai in attesa che «i successi» della campagna vaccinale si completino e diano risultati certificati sull'impatto immunitario. Mentre ha escluso qualunque deroga, ricordando che viaggiare, nella situazione attuale, deve necessariamente rappresentare un'eccezione (e un costo). Durante il soggiorno obbligatorio in hotel, i passeggeri interessati dovranno trascorrere dunque l'intera giornata, salvo circostanze particolari, nelle camere, dove verranno loro consegnati i pasti. Non senza sottoposti a due test anti-Covid obbligatori in più (al secondo e all'ottavo giorno della quarantena) al pari di chi potrà invece continuare a isolarsi a domicilio provenendo da Paesi (Italia inclusa) non inseriti nella lista rossa.

 

Ultimo aggiornamento: 20:49 © RIPRODUZIONE RISERVATA