Gaza, nuovi raid israeliani: cinque morti. Hamas giustizia sulla pubblica piazza altre 4 presunte spie

Sabato 23 Agosto 2014
Bombardamenti a Gaza ((AP Photo/Khalil Hamra)
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Cinque persone di una stessa famiglia palestinese, padre madre e tre figli, sono morte in seguito a un nuovo raid israeliano sulla Striscia di Gaza. Lo scrive l'agenzia Maan, citando i servizi d'emergenza locali. Secondo le fonti, la famiglia Dahrouj è stata investita dal bombardamento della sua casa a al-Zawayda, nel centro della Striscia.

Un altro raid è stato segnalato in mattinata sulla località di al-Qarara, dove secondo la Maan è stata pure centrata una palazzina. Un portavoce militare israeliano, citato dal sito Ynet, ha da parte sua parlato di una trentina di obiettivi, indicati come rifugi delle fazioni armate di Gaza, colpiti fin dalla notte dall'aviazione con la stella di Davide: inclusa una moschea che - secondo lo stesso portavoce - risulterebbe essere stata utilizzata a scopi bellici. Stando ai dati aggiornati diffusi a Gaza, il totale dei morti palestinesi dall'inizio dell'azione militare israeliana ha ormai raggiunto quota 2.100 e quello dei feriti oltre 10.500.

Hamas giustizia altri palestinesi accusati di essere spie. Proseguono i processi di piazza con corti improvvisate ed esecuzioni pubbliche per mano di Hamas. Secondo quanto riferito dall'agenzia palestinese Maan, l'organizzazione al potere sulla Striscia, «ha giustiziato altri quattro presunti collaboratori» di Israele nella Striscia di Gaza».

Anp: illegali le esecuzioni in piazza di Hamas. Le esecuzioni sommarie di una ventina di presunti collaborazionisti palestinesi di Israele da parte di Hamas a Gaza sono «illegali e al di fuori del sistema giuridico palestinese». Così il segretario dell'ufficio di presidenza dell'Anp, al-Tayyib Abd al-Rahim, citato dall'agenzia Maan. Al-Rahim, capo dello staff del presidente Abu Mazen, accusa inoltre Hamas «di aver represso la dissidenza. Sono state esecuzioni a sangue freddo e in base alla legge di Hamas, che è: chi non è con Hamas è contro di noi», ha rincarato la dose Abd al-Rahim, affermando che alcuni degli uccisi «erano incarcerati da oltre tre anni». Secondo il responsabile palestinese, «Hamas ha sparato sui piedi di molti che chiedevano al movimento di accettare il cessate il fuoco, altri sono stati messi agli arresti».

Abu Mazen pur una tregua duratura. «Tutte le parti devono assumersi le proprie responsabilità per fermare il bagno di sangue e arrivare a un cessate il fuoco duraturo»: così il presidente palestinese Abu Mazen sul conflitto di Gaza in conferenza stampa al Cairo con Abdel Fattah al Sisi. Un appello allo stop alle ostilità che sembra rivolto a Hamas e non solo a Israele. «Ho esaminato con Sisi le modalità per invitare il prima possibile israeliani e palestinesi a riprendere i negoziati per impedire il massacro», ha detto Abu Mazen, rivelando che «sono in corso contatti tra il segretario della Lega araba, la Giordania e il Qatar per definire una proposta anche agli americani». Hamas, ha proseguito il leader dell'Anp, «accetta l'iniziativa egiziana».

Ancora lanci di razzi dalla Striscia di Gaza. Verso Israele in mattinata, secondo quanto riferiscono i media online israeliani. Tre ordigni - scrive il sito Ynet - sono esplosi in particolare in aree disabitate della regione del Neghev, mentre un quarto è stato intercettato in volo dalle batteria anti-missile Iron Dome sull'abitato di Sdot Neghev. Le sirene d'allarme sono inoltre risuonate di nuovo nell'area di Asqhelon, lungo la costa mediterranea alcune decine di km a sud di Tel Aviv, dove la gente è tornata nei rifugi.

«Italia, basta armi a Israele»: è uno degli slogan apparsi sui cartelli di decine di dimostranti a Gaza, riferisce l'agenzia Maan. La campagna è stata lanciata «per chiedere all'Italia di non svolgere le previste manovre militari congiunte con Israele in Sardegna, a settembre», precisa l'agenzia Maan. «State con gli oppressi», «non addestrate i piloti che ci bombardano», recitano altri cartelli.

Corte penale internazionale. Hamas ha firmato la proposta del presidente Abu Mazen che apre la strada ad una richiesta di adesione palestinese alla Corte penale internazionale (Cpi): in questo modo le autorità palestinesi potranno perseguire legalmente lo Stato di Israele, è stato spiegato. Hamas «ha firmato il documento per il quale il presidente aveva chiesto la firma di tutti i movimenti palestinesi prima di firmare lo Statuto di Roma, che renderà possibile l'adesione della Palestina alla Corte penale internazionale», ha scritto Mousa Abu Marzuk, numero due dell'ufficio politico di Hamas, sulla sua pagina Facebook. Lo Statuto di Roma è il trattato istitutivo della Corte penale internazionale, che ha sede all'Aja.

Ultimo aggiornamento: 24 Agosto, 12:14 © RIPRODUZIONE RISERVATA