Medio Oriente, raid di Israele uccide una donna e la figlia. Razzo palestinese ricade a Gaza

Domenica 11 Ottobre 2015
Medio Oriente, raid di Israele uccide una donna e la figlia. Razzo palestinese ricade a Gaza

L'aviazione israeliana ha lanciato un raid nel nord della Striscia di Gaza distruggendo due siti di Hamas per la fabbricazione di armi, secondo quanto riporta il quotidiano israeliano Haaretz citando l'esercito. Stando a fonti ospedaliere citate dall'agenzia Reuters, nell'attacco è stata colpita una casa e sono morte una donna incinta e la figlia. Le Forze di difesa israeliane (Idf) specificano che il raid è stato fatto in risposta al precedente lancio di un razzo.

Un razzo lanciato da Gaza verso Israele ha invece fallito l'obiettivo ed è ricaduto nel territorio della Striscia, secondo quanto riportato dai media.

Una palestinese ha fatto detonare un ordigno a bordo della propria auto a un checkpoint ferendo leggermente un poliziotto israeliano. Lo dice la polizia. La donna fermata per un controllo era scesa dall'auto gridando «Allahu akbar», innescando l'ordigno e rimanendo seriamente ferita. È avvenuto a Malee Adumim, nei pressi di Gerusalemme.

Due israeliani sono stati accoltellati da un assalitore palestinese presso la città di Hadera, a nord di Tel Aviv. Lo riferisce la tv Canale 10, secondo cui

l'aggressore palestinese è stato poi bloccato. Uno dei feriti è definito in condizioni gravi.

Un ragazzo palestinese di circa 13 anni è stato ucciso da un proiettile rivestito di gomma sparato da militari israeliani durante incidenti verificatisi in prossimità di Ramallah, in Cisgiordania. Lo riferiscono le agenzie Maan e Quds.net.

Anche ieri in due attacchi terroristici a Gerusalemme sono state ferite 5 persone. A Gaza per la seconda volta manifestanti palestinesi si sono scagliati contro la barriera di protezione, lanciando sassi e bottiglie incendiarie ai soldati. Una parte dei manifestanti, secondo l'esercito, è riuscita ad entrare in territorio israeliano e nel corso degli scontri i soldati hanno reagito uccidendo due palestinesi di 13 e 15 anni, con decine di feriti. Gli altri tre morti palestinesi sono i due attentatori uccisi a Gerusalemme dalla reazione della polizia e un terzo colpito la notte scorsa dagli agenti in disordini nei pressi del campo profughi di Shuafat (Gerusalemme), dopo che aveva sparato alle forze dell'ordine.

La tensione sul campo non accenna dunque a scendere e anche ieri si sono avuti scontri a Gerusalemme est, a Ramle (nel centro di Israele), a Umm el Fahem (nord di Israele), a Hebron in Cisgiordania con decine di feriti, secondo fonti palestinesi, negli incidenti.

Il primo accoltellamento di stamattina è avvenuto nei pressi della Porta di Damasco, dove un palestinese ha aggredito due israeliani di circa 60 anni di età che hanno riportato ferite non gravi. Subito dopo è stato ucciso dalla polizia. Il secondo attentato è accaduto proprio davanti la Porta di Damasco, che immette nella Città Vecchia: un altro palestinese ha aggredito a coltellate tre agenti di polizia, ferendoli. Poi è stato colpito a morte dal fuoco di reazione di altri agenti che però, secondo la stessa polizia, ha colpito anche due degli stessi poliziotti già feriti.

Nel tentativo di allentare una situazione sempre più di allarme, il premier Benyamin Netanyahu in un colloquio telefonico con il segretario di Stato Usa John Kerry ha chiesto che l'Autorità nazionale

palestinese (Anp) fermi «l'istigazione selvaggia» che ha portato all'attuale ondata di violenza in Israele e nei Territori. E gli Usa - ha fatto sapere l'ufficio del premier - hanno detto di essere «consapevoli che Israele non intende cambiare lo status quo sulla Spianata delle Moschee».

Intenzione invece questa denunciata dai palestinesi, a partire dal presidente Abu Mazen, che ieri ha parlato anche lui con Kerry al quale ha chiesto, secondo la Maan, di «fermare le autorità israeliane» che «proteggono i coloni», ammonendo che la situazione potrebbe diventare «incontrollabile».

L'Anp in una nota, citata dai media, ha denunciato che da «inizio ottobre sono stati uccisi 17 palestinesi e 1.000 feriti». Il segretario generale dell'Olp Saeb Erekat ha ricordato che «i palestinesi sono sotto belligerante occupazione da decenni».

Netanyahu sembra però intenzionato, secondo Haaretz, a perseguire chi «istiga» alla violenza con le «bugie» - come ha detto nei giorni scorsi - che Israele vorrebbe cambiare lo statu quo sulla

Spianata delle Moschee. In quest'ottica, in una riunione prevista domani si studierà la possibilità di mettere fuori legge la sezione nord del Movimento islamico in Israele.

Ultimo aggiornamento: 12 Ottobre, 19:36