Urto tra F35 e aereo-cisterna: il caccia esplode, il Super Hercules atterra senza carrello e con due motori in avaria Video Audio Foto

Domenica 4 Ottobre 2020 di Paolo Ricci Bitti
Urto tra F35 e aereo-cisterna: il caccia esplode, il tanker atterra senza carrello e con due motori in avaria Video Foto Audio
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Collisione dagli effetti devastanti tra un caccia F35B e un aereo cisterna KC-130J della Marina militare americana nel cielo fra la California e l'Arizona: il jet è precipitato esplodendo al contatto con il suolo, mentre il tanker Super Hercules è riuscito ad atterrare in un campo di carote pur avendo due motori in avaria e senza usare il carrello. Il Destino ha voluto che nessuno ci lasciasse le penne: il pilota del caccia si è eiettato con il seggiolino Martin Baker toccando terra incolume mentre l'equipaggio del mastodontico quadrimotore ha pregato mentre strisciava sul terreno con la "pancia" del velivolo che aveva intanto scaricato in aria il carburante ancora nei serbatoi capaci di contenere 30 tonnellate di Jp4. A ogni modo, solo per la perdita del caccia di quinta generazione (Joint Strike Fighter jet) la Marina americana (Us Navy) lamenta adesso una perdita di 100 milioni di dollari, poi ci sono i danni ingenti riportati dall'aereo-cisterna. 
 

Collisione in cielo tra F35B e Super Hercules

 

L'incidente, che per fortuna ha pochi o punto precedenti, è avvenuto sotto gli occhi di parecchie persone, a cominciare dai passeggeri di aerei civili che stavano sorvolando zone della California limitrofe a quelle riservate all'addestramento dei velivoli della Marina: il Lockheed Martin F-35 Lightning II, versione a decollo corto o verticale del caccia in linea anche per l'Aeronautica militare italiana, doveva rifornirsi in volo agganciando al tubo-sonda, che esce dalla sua fusoliera, la sonda a canestro, in questo caso flessibile, che viene rilasciata dal KC-130J. Una manovra standard per tutti i piloti di questi velivoli durante la quale è determinante che entrambi i velivoli mantengano rotta e velocità costanti.
 

La dinamica


Da quel che si è appreso, invece, l'F35B ha urtato le eliche in fibra di carbonio dei due motori dell'ala destra del tanker riportando danni che l'hanno reso ingovernabile. Una situazione catastrofica, per di più assai poco prevedibile: il caccia ha iniziato a precipitare lasciando tuttavia il tempo al pilota di lanciare il mayday e di azionare con pieno successo il seggiolino eiettabile Mk-16. All'impatto con il suolo del deserto l'F35B è esploso innescando una spaventosa vampata ripresa con il cellulare da alcuni passanti a distanza di sicurezza: forse, ma è improbabile, lo stesso pilota ha cercato con la forza della disperazione di indirizzare la caduta del jet in una zona sicura, una manovra che tra l'altro non è detto riesca perché l'effetto dell'espulsione del seggiolino è assai poderoso e può cambiare la traiettoria dell'aereo ormai senza controllo. La portata delle fiamme, altissime, lascia intendere che il caccia avesse completato il riempimento dei serbatoi.

 

La cravatta

Per tradizione a chi si lancia, che sopravviva o no, l'azienda inglese Martin Baker (con fornitori anche a Latina) dal 1949 manda una cravatta e una spilla per sancire l'iscrizione del pilota all'Ejection Tie Club: un circolo assai esclusivo e ristretto del quale si tende tuttavia a non volere fare parte.

Nel frattempo  i piloti dell'aereo-cisterna, una volta lanciato ugualmente il mayday, hanno iniziato a svuotare in serbatoi per ridurre i rischi di esplosione all'atteraggio che è poi avvenuto in un campo nei pressi della pista di un aeroporto nella zona fra Salton Sea e la base di Yuma, nel sud estremo della California: la manovra è riuscita nonostante due dei quattro motori turboleica fossero appunto inutilizzabili, come detto degli stessi piloti ai controllori di volo e come riscontrabile anche dalle foto circolate nelle ore successive.  E' giusto ricordare che per sostentare quel gigante largo 40 metri e alto come una casa di tre piani basta uno dei quattro Rolls-Royce Allison da 4mila cavalli, ma bisogna dare atto ai piloti di avere avuto un grande "manico" nel portare giù in situazione di emergenza il Super Hercules limitando i danni a tal punto. Il carrello del tanker potrebbe non essere stato estratto perché inutile, se non dannoso, quando si tenta un atterraggio di emergenza su un terreno non preparato e non adatto a sostenere il peso dell'aereo che sfiora le 80 tonnellate.

Impressionante, per i non addetti ai lavori, la calma nella voce dei piloti del KC-130J mentre dialogano con le le autorità a terra: voci che si possono pure ascoltare grazie alla diffusione di un file audio della durata di oltre quattro minuti.   

E' infine vero che per queste missioni di addestramento vengono scelte zone disabitate, ma allo stesso va registrato che il bilancio di questa collisione avrebbe potuto essere assai più pesante in fatto di vite di militari e di civili e di danni.

 

Press Release: MARINE CORPS AIR STATION YUMA, Ariz. (Sep. 29, 2020) — At approximately 1600 it was reported that an...

Pubblicato da MCAS Yuma su Martedì 29 settembre 2020

 

Ultimo aggiornamento: 6 Ottobre, 09:50 © RIPRODUZIONE RISERVATA