Danimarca, via le restrizioni da due settimane: ma ora risalgono i contagi e i morti

Il 2 novembre scorso Copenhagen aveva registrato zero decessi

Lunedì 14 Febbraio 2022 di Giampiero Valenza
Danimarca, via le restrizioni da due settimane:ma risalgono contagi e morti
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È stata la prima nazione dell’Unione europea che ha abolito, dal primo febbraio, le misure anti-Covid. Ma in questi giorni la Danimarca vive un nuovo rialzo dei contagi: la curva, dopo un calo di qualche giorno, sta continuando a salire. Solo ieri sono stati contati 38.628 contagi nelle ultime 24 ore (su 2.367.533 malati da inizio pandemia per un Paese di 5.830.000 abitanti). Trenta sono stati i morti (su 4.098 decessi in totale per Covid-19 da marzo 2020): un dato che è sempre cresciuto, giorno dopo giorno, da quel 2 novembre in cui Copenhagen aveva registrato lo zero e che riporta il Paese ai numeri del gennaio 2021.

Danimarca, salgono contagi e morti

 

Più del 60% dei danesi ha ricevuto la dose booster del vaccino anti Covid rispetto a una media Ue di poco inferiore al 45%. Incluse le persone che hanno contratto il virus di recente, le autorità danesi stimano che l'80% della popolazione sia protetta contro la malattia.

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In migliaia i danesi che, approfittando dello stop alle restrizioni, si stanno riversando nei locali della capitale Copenhagen. La Regina Margrethe II, la sovrana di 81 anni, giusto qualche giorno fa è risultata positiva. Ha una forma lieve, ma ha annullato la vacanza in Norvegia è si è confinata nel palazzo reale di Copenhagen.

Lo Statens Serum Institut di Copenhagen (il centro di ricerca specializzato nella lotta alle malattie infettive) il 3 febbraio, aveva sottolineato che negli ultimi mesi del 2021 la Danimarca aveva avuto un eccesso di mortalità tra gli over-75. Un picco che, secondo gli studiosi, sarebbe stato «presumibilmente causato dalla trasmissione» del virus Sars Cov-2 con la variante Delta. La trasmissione e la mortalità per Covid sarebbero mutate a fine anno a causa della variante Omicron (che ora copre il 100% dei casi), con un aumento del numero dei malati, «molti dei quali», però «meno gravi». Ma ci sarebbe stata, spiegano dallo Ssi, una quota di decessi che sarebbe stata «erroneamente registrata» come avvenuta a causa del Covid-19, piuttosto che per Covid.

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In Danimarca, sottolineano dallo Statens Serum Institut, tutti i decessi hanno un certificato di causa di morte che è basato su una specifica valutazione medica. «Anche così, le cifre portano una certa incertezza, poiché spesso è difficile stabilire la causa esatta della morte e spesso sono in gioco diverse cause contrastanti», sottolineano. 

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«Il numero di decessi Covid-19 – proseguono dall’Istituto danese - è sovrastimato dai numeri registrati. Il Centro PandemiX della Roskilde University di Copenaghen ha stimato che fino al 40% dei decessi correlati al Covid-19» nella quarta settimana dell’anno «potrebbe essere solo casualmente associato a un test Sars Cov-2 positivo».

Non si tratta, dunque, di un calcolo facile da fare. «La dichiarazione di mortalità è ulteriormente complicata dal fatto che la stragrande maggioranza dei decessi si verifica in persone che hanno malattie di base – dicono dallo Ssi - In questi casi, il Covid-19 avrà spesso svolto un ruolo importante nella morte, ma l'importanza relativa del Covid-19 e delle altre malattie sottostanti è difficile da valutare. Pertanto, il tasso di mortalità giornaliero a 30 giorni per Covid-19 è un compromesso non completamente accurato, ma disponibile quasi in tempo reale».

 

 

Ultimo aggiornamento: 15 Febbraio, 09:33 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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