Cyberbullismo, la bimba prodigio degli spot si toglie la vita a 14 anni

Vittima di cyberbullismo, la bimba prodigio degli spot si toglie la vita a 14 anni
Da bimba prodigio di alcuni spot pubblicitari a adolescente vessata dai bulli online: un intero paese piange la tragica scomparsa della 14enne Ammy Everett, per tutti 'Dolly', che ha deciso di togliersi la vita dopo aver ricevuto, per lungo tempo, minacce e insulti da parte di alcuni 'haters' che l'avevano presa di mira. L'adolescente australiana, negli anni passati, era divenuta una star nel suo paese per aver prestato il volto alcuni anni fa a una campagna pubblicitaria della Akubra, azienda produttrice di cappelli tipici. A dare la notizia del suicidio sono media locali e internazionali.



A rivelare i motivi del gesto estremo, compiuto il 3 gennaio, è stato nei giorni successivi il padre di Dolly, Tick Everett, in un accorato post su Facebook.



L'uomo ha invitato chi ha stalkerizzato la figlia fino a spingerla ad uccidersi ad andare ai suoi funerali. «Così vi renderete conto - ha scritto - di quale disastro abbiate combinato. Non avete la metà della forza che aveva il mio prezioso angelo - ha scritto ancora - e che ha dimostrato anche nel mettere in atto il suo tragico piano per sfuggire alla cattiveria di questo mondo».



Alla fine del suo post, Everett ha chiesto a tutti di mobilitarsi contro il bullismo «perché solo così la vita di Dolly non sarà andata sprecata».

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Giovedì 11 Gennaio 2018, 09:49






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1 di 1 commenti presenti
2018-01-11 12:24:24
Spesso mi chiedo perché scrivere "cyberbullismo" che deriva dalla assurda congiunzione di un termine inglese e uno italiano, quando basta scrivere "ciberbullismo" che è dato da due termini italianissimi: cibernetica e bullismo? In alternativa "bullismo cibernetico" va benissimo.