Covid, niente più test per i vaccinati che viaggiano in Gb: anche da Italia

Sabato 18 Settembre 2021
Covid, niente più test per i vaccinati che viaggiano in Gb: anche da Italia

La Gran Bretagna allenta le restrizioni per i turisti. Si allarga anche ai viaggi dall'estero la ventata di alleggerimenti delle restrizioni anti Covid nel Regno Unito: Paese vaccinato ormai all'80-90% dell'intera popolazione over 16 e dove i contagi alimentati dalla variante Delta, pur tornati a viaggiare al ritmo di circa 30.000 al giorno su oltre un milione di tamponi eseguiti, restano per ora a livelli d'impatto sui ricoveri (e soprattutto sui morti) largamente inferiori rispetto alle ondate infettive pre- vaccini. L'ultima novità riguarda anche l'Italia: con l'annuncio della fine, dal 4 ottobre prossimo, dell'obbligo di test negativo anti Covid alla partenza per tutti coloro che arriveranno o rientreranno in Inghilterra con la certificazione provata di una doppia vaccinazione dai territori che - come la Penisola - sono inseriti nella cosiddetta lista ambra (o arancione) di allerta intermedia. La decisione è stata adottata oggi dal governo Tory di Boris Johnson - che dal 19 luglio aveva già revocato gran parte delle precauzioni interne sul fronte della pandemia, incluso l'obbligo d'indossare la mascherina ovunque - nella prima riunione della compagine rinnovata dopo il maxi rimpasto dei giorni scorsi.

 

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Ed è stata illustrata in serata dal ministro dei Trasporti, Grant Shapps, il quale ha spiegato come rimanga invece in vigore la necessità per i viaggiatori di prenotare un singolo test da fare due giorni dopo l'arrivo sull'isola: test che però, da metà ottobre circa, non dovrà essere più di tipo Pcr, bensì Ltf, vale a dire un "lateral flow" decisamente meno costoso. Shapps ha inoltre formalizzato un ulteriore allentamento del sistema a semaforo istituito nel Regno per regolare i viaggi in tempi di coronavirus, secondo quanto sollecitato da tempo dall'industria del turismo e dai vettori aerei in primis; con l'uscita dalla lista rossa delle mete a più alto rischio d'importazione di varianti del virus - lista che di fatto prevede il divieto di viaggio, salvo rimpatri per i quali si è comunque soggetti a una quarantena a proprie spese in hotel sorvegliati - di 8 delle 62 nazioni (asiatiche, africane e latinoamericane) che ne facevano parte finora: Turchia, Pakistan, Maldive, Egitto, Sri Lanka, Oman, Bangladesh e Kenya.

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Tutti Paesi destinati a passare a loro volta dal 4 ottobre al colore ambra (con l'Italia, gli Usa, il grosso dell'Ue e decine di altri), mentre la lista verde delle destinazioni non soggette ad alcun limite rimane confinata al momento a una dozzina di eccezioni ritenute vicine al rischio zero. I cambiamenti introdotti sono «proporzionati» alla realtà e «riflettono il nuovo panorama» dei Paesi a più elevato tasso di vaccinazione, ha affermato il ministro di Johnson. Si tratta di «cambiamenti - ha aggiunto - che rendono la normativa più semplice e trasparente per molti, abbassano i costi a carico di chi viaggia e mirano a dare una spinta all'industria del turismo» dopo un anno e mezzo di calvario. 

Ultimo aggiornamento: 19 Settembre, 10:58 © RIPRODUZIONE RISERVATA