Coronavirus, diretta: negli Stati Uniti 4,7 milioni di contagiati e 155mila morti, altri 200mila in America Latina

Domenica 2 Agosto 2020
Coronavirus, diretta: 200.000 morti in America latina. Usa, altri 60 mila casi

Coronavirus, continuano a salire negli Stati Uniti i casi accertati di Coronavirus: sono almeno 4.690.404 mentre i decessi legati al Covid-19 155.124. Questi i dati divulgati dalla John Hopkins University. I nuovi casi registrati oggi alle 15 ora locale sono stati 22.449 e 264 i decessi.

Alto il numero dei morti anche nell'America latina, con il bilancio che ha superato quota 200.000 dopo che nelle ultime ore si sono aggiunti 191 decessi in Perù. Lo riportano vari media internazionali citando il conto dell'agenzia Reuters.

L'ASIA Non va meglio in Asia. L'Iran ha fatto registrare 208 in 24 ore, mentre i nuovi casi sono 2.685. In totale, il contatore segna 17.190 decessi e 309.437 positivi. Lo ha detto il ministro della Salute Sima Lari, nel suo briefing quotidiano, comunicando anche il numero dei pazienti in terapia intensiva: 4089. Due milioni e mezzo i test effettuati, 268.102 i guariti. In Israele, invece, il primo ministro Benyamin Netanyahu ha commentato come: «incubatrici di coronavirus», le manifestazioni che si sono susseguite contro l'operato del suo governo. In 10mila erano scesi in piazza. 

Altro fronte caldo sono le Filippine. Con 5032 positivi in più e 103.185 casi totali, il quadro non è edificante, al punto che il personale medico e sanitario del Paese ha scritto una lettera aperta al presidente Rodrigo Duterte, chiedendo la proroga delle misure restrittive per le prossime due settimane, in particolare a Manila. La risposta è stata nella convocazione urgente di una task force, per discutere dell'Sos dei sanitarti. A spaventare anche i 20 nuovi morti, in totale fanno 2.059. «Se non agiamo in fretta, Manila sarà la nuova New York», ha commentato un medico. 

MELBOURNE In Australia, tengono con il fiato sospeso Melbourne e lo stato di Victoria, dove i nuovi casi sono 671. Qui ci sono stati 11.557 positivi, sui 17mila dell'intera isola. Per questo il governo ha disposto il coprifuoco in città, misura che dovrebbe durare fino al prossimo 13 settembre. 

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EUROPA Altissima la percentuale anche in Kosovo, paese per i cui cittadini è vietato l'ingresso in Italia. Su 434 test effettuati, 224 persone sono risultate affette da Covid19. Nel piccolo Stato dei Balcani il totale è di 8.854 postivi, 236 il numero dei morti, 9 nella giornata di ieri. Nella penisola, la situazione migliore continua ad essere quella greca, dove, però, non c'è alcuna intenzione di abbassare la guardia. A tal proposito introdotto l'obbligo di mascherina nei luoghi chiusi e il divieto di visita ai parenti in ospedale. In Grecia i nuovi casi sono 78, sui 4477 totali. 

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Alta tensione anche in Russia, dove i nuovi casi sono 5.427, complessivamente 850.870. I decessi da ieri sono cresciuti di 70 unità, sui 14.128 registrati ad oggi. La situazione peggiore continua ad essere a Mosca.  

Nel frattempo gli Usa hanno registrato oltre 60 mila nuovi casi di positività al Covid19 per il quinto giorno consecutivo, come evidenzia il nuovo bilancio della Johns Hopkins University. Nelle ultime 24 ore, infatti, i contagiati sono saliti di 61.262, con 1.051 decessi. Gli Usa contano, al momento, 4,6 milioni di contagiati e 154.319 morti dall'inizio della pandemia e per la prima volta la convention repubblicana sarà chiusa alla stampa.

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Convention repubblicana chiusa alla stampa


Con una decisione senza precedenti nella storia moderna americana la convention repubblicana di fine agosto a Charlotte, in North Carolina, sarà chiusa alla stampa. Lo riporta la Cnn che cita un portavoce del partito. Per assicurare il rispetto del distanziamento sociale, ai giornalisti non sarà permesso di essere presenti dove i delegati voteranno per nominare formalmente il presidente Donald Trump candidato repubblicano alla presidenza per le elezioni del 3 novembre 2020. Sarà possibile però seguire le votazioni via streaming.

La convention repubblicana si svolgerà dal 21 al 24 agosto. Il portavoce ha spiegato che la decisione di chiudere l'evento alla stampa è legata alle restrizioni imposte dalle autorità locali per contenere la diffusione dei contagi da coronavirus. L'evento di Charlotte era già stato fortemente ridimensionato a causa della pandemia e dell'opposizione delle autorità locali allo svolgimento in piena regola dell'evento che avrebbe richiamato migliaia di persone tra delegati, ospiti e giornalisti. Il partito repubblicano aveva quindi lasciato a Charlotte una parte dei lavori, ridimensionando il numero dei delegati presenti, e il presidente Trump aveva spostato la serata dell'incoronazione a Jacksonville, in Florida. Ma è stato poi costretto a cancellare anche questo appuntamento visto che la Florida è divenuta uno dei nuovi Stati epicentro della pandemia in Usa.

 

Ultimo aggiornamento: 3 Agosto, 21:51 © RIPRODUZIONE RISERVATA