Covid, in Cina esplodono le proteste a Wuhan: «Xi, dimettiti». Scontri con la polizia anche a Shanghai. Arrestato giornalista Bbc

Gli slogan contro il leader comunista sono considerati inediti e insoliti. Recitano: "Xi Jinping, dimettiti" e "Partito comunista, dimettiti", "È tutto iniziato a Wuhan, finirà a Wuhan"

Domenica 27 Novembre 2022 di Stefania Piras
Covid in Cina, esplodono le proteste e i manifestanti chiedono le dimissioni di Xi Jinping
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La Cina e la strategia di controllo Covid zero - Sono un caso inedito le proteste scoppiate in Cina contro le restrizioni per il Covid. Anche perché sono sempre più numerose. Nuove manifestazioni si sono tenute nella regione dello Xinjiang, ma anche a Pechino e a Shangai, dove gli studenti sono scesi in strada per protestare. L'agenzia di stampa Reuters riporta scontri tra centinaia di manifestanti e la polizia. Durante gli scontri a Shanghai è stato arrestato anche Edward Lawrence, giornalista della BBC.

Il caso del giornalista della Bbc

L'emittente britannica Bbc ha dichiarato che uno dei suoi giornalisti in Cina, che stava seguendo le proteste a Shanghai contro la politica draconiana del regime "zero Covid", è stato arrestato e «picchiato dalla polizia». «La Bbc è molto preoccupata per il trattamento del nostro giornalista Ed Lawrence, che è stato arrestato e ammanettato mentre copriva le proteste a Shanghai», ha detto un portavoce del gruppo in una dichiarazione. Il reporter ha affermato di essere «stato picchiato e colpito dalla polizia» mentre lavorava come giornalista accreditato nel Paese. Centinaia di persone hanno manifestato questo fine settimana in Cina in diverse grandi città, tra cui Shanghai e Pechino, per protestare contro i confinamenti e le restrizioni imposte dalle autorità per combattere l'epidemia di coronavirus. Il portavoce ha spiegato che la Bbc non ha avuto «nessuna spiegazione ufficiale o scuse da parte delle autorità cinesi, al di là di un'affermazione da parte di funzionari, che successivamente lo hanno rilasciato, che lo avevano arrestato per il suo bene nel caso avesse preso il Covid tra la folla».

Le proteste a Wuhan

Proteste anche a Wuhan, la città epicentro della pandemia di coronavirus nel 2020 dove è avvenuto il primo lockdown. Da lì infatti l'ormai famoso virus respiratorio con il quale facciamo ancora i conti si è poi propagato in tutto il mondo. Anche a Wuhan la gente manifesta per protestare contro la politica della tolleranza zero introdotta dal governo cinese per contenere il Covid. La gente abbatte le barriere, come è stato fatto anche a Shanghai, e scandisce lo slogan «È tutto iniziato a Wuhan, finirà a Wuhan».

 

Gli studenti hanno voluto ricordare le vittime di un incendio nella città di Urumqi e hanno allestito una veglia - e quindi un assembramento, vietato a causa delle restrizioni antipandemiche. Dieci persone che erano in lockdown sono morte a Urumqi. L'incendio era scoppiato in un edificio di 15 piani nella capitale dello Xinjiang. Ampie parti della provincia sono sotto lockdown da oltre 100 giorni e secondo molti residenti le restrizioni hanno ostacolato l'arrivo dei soccorsi e bloccato la fuga dei residenti, una parte dei quali si è mosso troppo tardi, o non ha proprio osato farlo, nel timore di subire conseguenze per la violazione del lockdown. Sebbene le autorità cinesi neghino che le restrizioni di Covid abbiano causato le morti, i funzionari di Urumqi hanno emesso delle scuse insolite nella tarda serata di venerdì e si sono impegnati a "ripristinare l'ordine" eliminando gradualmente le restrizioni. Lo riporta BBC.

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Il simbolo della protesta è un foglio bianco. I manifestanti lo tengono in mano e lo alzano come una bandiera per opporsi alle politiche "Zero Covid".  In base a quanto verificato dall'ANSA, sono state cantate canzoni, incluso l'Internazionale, in un'atmosfera calma. Più auto della polizia sono poi arrivate sul posto. 

Un elemento di assoluta novità è la richiesta di dimissioni diretta al presidente Xi Jinping che arriva dalla folla di manifestanti. Sono proteste pubbliche insolite e inedite perché è bene ricordare che in Cina o​gni critica diretta al governo e al presidente può portare a dure sanzioni. Durante la protesta di sabato sera a Shanghai si è sentito, invece, gridare apertamente slogan come "Xi Jinping, dimettiti" e "Partito comunista, dimettiti". Sembrava impossibile fino a poco tempo fa. 

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Ultimo aggiornamento: 29 Novembre, 09:15 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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