Luan e Alban, il dramma dei due gemelli bruciati vivi insieme ai genitori nell'incidente in Bulgaria

Martedì 23 Novembre 2021
I gemelli Luan e Alban e la loro mamma Avni e il papà Jihan Ahmeti

Avevano 4 anni i gemelli Luan e Alban, morti carbonizzati insieme alla mamma Avni e al papà Jihan Ahmeti nell'autobus andato a fuoco dopo avere sradicato decine di metri di guard rail. C'è anche questa famiglia albanese fra le vittime dell'incidente stradale più grave nella storia della Bulgaria che osserverà un giorno di lutto nazionale, mentre la Macedonia del Nord, paese di provenienza della maggior parte delle vittime ne farà tre. La Bulgaria risulta essere il secondo paese del continente europeo con le strade più pericolose anche se un colpo di sonno dell'autista, che non aveva un collega a dargli in cambio in quel tragitto di 800 chilometri, resta per ora l'ipotesi più attendibile. L'uomo è morto sul colpo non potendo quindi attivare l'apertura delle porte del pullman trasformato così in una trappola in cui sono morti in 46: solo 7 si sono salvati spaccando i finestrini con la forza della disperazione, incalzati dalle fiamme che hanno subito avvolto i passeggeri nei pressi del villaggio di  Bosnek, in Bulgaria.

 

 

Il pulman con i turisti stava rientrando in Macedonia del Nord dopo una gita a Istanbul. Fra le vittime anche 12 bambini, fra i quali i due gemelli. Molte giovanissime vittime provenivano da una scuola elementare di Skopje. I soli superstiti del rogo, avvenuto a circa 40 chilometri dalla capitale Sofia, sono quattro uomini e tre donne, tra cui una sedicenne, che sono sfuggiti alla morte riuscendo a sfondare un finestrino del pullman. Sono tutti ricoverati e hanno ustioni alle mani e al volto, ma nessuno risulta in gravi condizioni.

La Macedonia del Nord ha dichiarato tre giorni di lutto nazionale e bandiere a mezz'asta in tutto il Paese per la strage, il più grave incidente avvenuto sulle strade europee negli ultimi dieci anni. La Bulgaria ha proclamato il lutto nazionale per la giornata di mercoledì. Sulla vicenda è stata aperta un'inchiesta, ma il premier ad interim bulgaro Stefan Yanev ha smentito che la tragedia sia stata provocata dalle cattive condizioni della strada, la Kapitan Andreevo.

Il viceprocuratore generale Borislav Sarafov ha spiegato che si sta indagando per capire «se l'incidente sia stato provocato da un guasto o da un errore umano», forse un colpo di sonno dell'autista. Secondo una giornalista dell'emittente bulgara TV21, a bordo non c'era un secondo guidatore, necessario per un viaggio lungo come quello Istanbul-Skopje (oltre 800 km), e che sul luogo dell'incidente non ci sarebbero segni di frenata. Il pullman era uno dei quattro che riportavano i turisti macedoni in patria dalla Turchia.

 

I mezzi appartenevano alla società Besa Trans, specializzata in viaggi a Istanbul: i familiari dei viaggiatori si sono radunati stamane davanti alla sede della società a Skopje per avere notizie, ma nessun responsabile si è presentato. Besa Trans si è limitata a diffondere un comunicato di condoglianze in cui si dice «scioccata» dalla tragedia, e un numero di telefono dove chiedere informazioni.

Parlando con l'agenzia Mia, il premier della Macedonia del Nord Zoran Zaev - che a causa della tragedia ha rinviato le sue dimissioni dalla guida del partito socialdemocratico - ha detto di aver parlato con uno dei superstiti: «Mi ha detto che i passeggeri stavano dormendo quando c'è stata un'esplosione. Lui ed altri sono riusciti a spaccare un finestrino, e così alcune persone si sono salvate. Sfortunatamente gli altri non ce l'hanno fatta».

Uno dei sopravvissuti, citato dal quotidiano macedone Slobodan Pecat, ha raccontato di aver perso «tutta la famiglia», ovvero 10 persone, nel disastro. Il ministro dell'Interno bulgaro Boyko Rashkov ha aggiunto che il conducente del pullman è morto all'istante, senza fare in tempo ad aprire le porte: il mezzo si è così trasformato in una trappola mortale. «La scena era spaventosa», ha osservato il ministro, accorso subito a Bosnek, così come il premier Yanev. Del pullman, come hanno mostrato le immagini televisive, è rimasto solo lo scheletro. Alle vittime, e all'intero popolo macedone, sono giunte le condoglianze e la solidarietà («l'Europa è con voi», ha dichiarato) della presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen e quelle del presidente russo Vladimir Putin.

Ultimo aggiornamento: 24 Novembre, 07:26 © RIPRODUZIONE RISERVATA