Brexit, May sconfitta di nuovo: respinto l'accordo con la Ue. «Oggi il voto per il "no deal"»

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Brexit, May sconfitta di nuovo: respinto l'accordo con la Ue. «Domani voto per il
Dopo settimane di attesa stasera sapremo il responso di Westminster sull'accordo Londra-Ue sulla Brexit. Dopo la svolta di ieri sera, con Bruxelles che ha concesso al Regno Unito una clausola di salvaguardia sul mantenimento di un confine senza barriere fra Irlanda e Irlanda del Nord, le previsioni sono tuttavia tornate fosche. Il risultato del voto del parlamento britannico arriverà intorno alle 20.15 italiane, ma l'esito atteso è una nuova bocciatura, seppur meno pesante di quella incassata dalla premier Theresa May a gennaio.

«Dopo l'accordo di ieri sera tra Juncker e May tutto dipende ora dal voto alla camera dei comuni, ma in caso di esito negativo una hard Brexit sarà più probabile che mai. Teniamo le mani sul volante e allacciamo le cintura di sicurezza», ha avvertito il vicepresidente della Commissione europea Jyrki Katainen oggi a Strasburgo.

«Oggi è il giorno» della decisione, «oggi è il tempo» di attuare ciò «che il popolo, non questa Camera ha stabilito» votando a favore del referendum sulla Brexit e «chiedendo un cambiamento», ha detto May nell'ultimo appello ai Comuni prima del voto di ratifica sul suo accordo. Un accordo che rappresenta il compromesso «migliore possibile», ha ripetuto May, invitando i deputati al «pragmatismo nel bilanciare rischi e benefici» e nell'evitare di far sì che «la ricerca della perfezione sia nemica del bene».

L'accordo sulla Brexit «è stato migliorato» e offre garanzie «legalmente vincolanti» sul backstop, ha spiegato May quasi senza voce in apertura del dibattito sul secondo voto di ratifica, invitando tutti i deputati a esprimersi a favore. L'alternativa, ha avvertito, è fra «questo accordo» e il rischio che «la Brexit vada perduta».

May ha ribadito il suo 'no' a un secondo referendum, rispondendo alla domanda della deputata verde Caroline Lucas che la sollecitava ad accettare un nuovo «voto popolare di conferma» del suo accordo in cambio di un via libera alla ratifica della Camera dei Comuni. May ha ripetuto che un referendum c'è stato, che era stato indicato all'elettorato come definitivo e che ripeterlo significherebbe aprire le porte magari a «un terzo referendum» e così via, mentre ha detto che «non vi sono evidenze» che il popolo britannico abbia cambiato idea rispetto al 2016. La premier Tory ha inoltre riaffermato il valore delle intese aggiuntive raggiunte ieri a Strasburgo sul backstop, sostenendo che il diritto riconosciuto al Regno Unito di «sospenderlo e anche di uscirne» unilateralmente in caso di «cattiva fede» negoziale dell'Ue nella ricerca di soluzioni alternative per assicurare il mantenimento del confine aperto fra Irlanda e Irlanda del Nord rappresenta una nuova «garanzia legale reale».​

Il Partito Laburista voterà di nuovo contro l'accordo sulla Brexit di Theresa May, dopo le intese di Strasburgo che non garantiscono «nessun cambiamento» sostanziale, ha detto il leader dell'opposizione britannica, Jeremy Corbyn, sostenendo che il governo «ha fallito» nel portare a casa «gli obiettivi» che esso stesso si era dati sul backstop irlandese. «Questo accordo non dà un livello sufficiente di certezze al Paese» ed è figlio del «caos» interno alla maggioranza, ha tagliato corto Corbyn.

L'accordo sulla Brexit proposto da Theresa May «era un cattivo accordo a dicembre quando il Labour decise di votare contro, era un cattivo accordo a gennaio quando è stato respinto con la più ampia sconfitta mai subita da un governo in questa Camera e resta un cattivo accordo oggi», ha affermato Corbyn, accusando la premier di non aver accettato un vero dialogo su opzioni diverse e di ripresentare ora lo stesso testo.

Il leader laburista ha poi provato a rilanciare quella che ha definito «l'alternativa credibile, seria e sensata» del proprio piano B: un piano che - ha detto - mira fra l'altro a garantire la permanenza del Regno nell'unione doganale, «un allineamento ravvicinato al mercato unico e un allineamento dinamico su diritti e tutele» di lavoratori e ambiente e che «può trovare una maggioranza» a Westminster. «Vogliamo un accordo diverso» - ha concluso Corbyn - in grado di proteggere «l'economia e i posti di lavoro» che «stanno già soffrendo» nel Paese a causa delle incertezze attuali.

Pollice verso contro l'accordo sulla Brexit di Theresa May da otto deputati di spicco in rappresentanza dei Tory brexiteer più oltranzisti e degli alleati unionisti nordirlandesi del Dup. Le intese raggiunte a Strasburgo dalla premier con i vertici Ue sul backstop «non soddisfano l'impegno preso dal governo alla Camera dei Comuni di ottenere cambiamenti legalmente vincolanti nell'accordo di recesso», scrivono gli 8, fra cui l'ex ministro conservatore per la Brexit, Dominic Raab, e il capogruppo del Dup, Nigel Dodds.
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Martedì 12 Marzo 2019, 18:38






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5 di 11 commenti presenti
2019-03-13 12:55:49
Non si meritano tanta attenzione, pensavano di essere più furbi e adesso dovranno calare un po’ la cresta. Riscuotevano molte simpatie tra quelli che ci stanno allegramente governando, che forse adesso si sono fatti un paio di conti e sembrano molto meno entusiasti della genialata inglese. A noi non ce ne può fregare di meno, ma devono pagare fino all’ultima sterlina
2019-03-13 12:33:25
Chi ci rimetterebbe di più in Europa nel caso di un hard brexit? Risposta prima la Germania, poi Belgio e Slovacchia, seguite via, via da altri stati europei, nord in testa Polonia Lituania ecc. ecc.. Ma tra i primi che ci rimetterebbero, ripeto non compare l’Italia, la quale perderebbe solo 1.4% un di esportazioni, con problemi sui lavoratori ora in GB, contro il 14/16/18% di altri stati. Ecco uno dei motivi anzi l’unico perché alla fine la hard brexit non ci sarà. Ci sarà da parte del governo di Londra una richiesta di avere più tempo di arrivare più in la del 29 cm. E l’Europa gli darà più tempo in primis la Germania poi gli stati del nord i duri e puri, compreso il commissario Dombrovskis, e tutti quelli che ci bacchettano continuamente. Perché, non si muove foglia che Germania non voglia, in compagnia dei nordisti e del patto di visengrad. Se fosse stata l’Italia ci avrebbero affossato. Daranno il tempo a queste nazioni di riposizionarsi di perdere il meno possibile di recuperare su esportazioni e uomini. Poi daranno l’ok all’uscita in quel momento non conterà più nulla che tipo si uscita si avrà. Ed i nostri governanti ? Beh loro sono impegnatissimi sulla TAV, sull’immigrazione che non c’è, e sul mettersi ora questa ora un'altra felpa, divisa, cappello e a rispondere in face book, twitter,…… e chi più ne ha più ne metta. G. B. vuole la bexit, il popolo ha votato?? Due anni dopo non sono riusciti in nessun accordo beh ciao ciao e fine. Ma non andrà così! De Gaulle 1963, fate entrare la Gran Bretagna nella comunità europea ed essa non si completerà mai. 29 marzo 2019 la storia continua......
2019-03-13 11:51:03
La Magna Carta, il sistema anglosassone, la patria delle moderne democrazie, dove tutto era semplice, due partiti , uno che governa e l'altro che si oppone, tutto bene fino a quando un bel giorno anche la potentissima Inghilterra ( non c'era porto al mondo dove non sventolasse Union jack ) ha appoggiato i piedi per terra e si è resa conto di essere solo (si fa per dire) un paese normale, senza più impero e con la necessità di racimolare tre pasti al giorno ai propri cittadini proprio come noi e allora con lo slogan prima gli Inglesi cerca di sbarazzarsi di qualche milionata di foresti, ma lo spettacolo a cui assistiamo non è altro che la conseguenza dell'illusione di poter ritornare ai vecchi tempi, dimenticando un piccolo particolare che oggi è la Cina che sta piantando la sua bandiera in tutto il mondo e non credo che l'Inghilterra da sola avrà un qualche ruolo in questa fase storica, sempre che riescano a mettersi d'accordo e decidere se andarsene o rimanere in Europa.
2019-03-13 11:20:58
Sono sempre stati una palla al piede della UE. Spero facciano da battistrada al gruppo di Viscigrad affinché ci lasci presto e smetta di ciucciare la mammella dei fondi rompendo, per sovrapprezzo, anche gli zebedei. Dopo staremo sicuramente meglio.
2019-03-13 11:58:39
Paparoto, tu ci togli le parole di bocca… Grazie