Londra, gettò bimbo dal decimo piano della Tate Gallery: condannato a 15 anni

Venerdì 26 Giugno 2020
Un volo di oltre cinque piani, il tonfo e le urla disperate della madre «E' mio figlio! È mio figlio!». Una scena choc, agghiacciante, quella avvenuta la scorsa estate (era il 4 agosto del 2019) quando un bimbo di appena sei anni precipitò dal roof garden della Tate Modern Gallery di Londra, uno dei più famosi musei della Gran Bretagna. Il piccolo era stato spinto giù da un ragazzino (all'epoca dei fatti aveva 17 anni), Jonty Bravery. Per lui, fino ad ora detenuto in una struttura psichiatrica, è arrivata la condanna a 15 anni di reclusione da una giudice della corte londinese di Old Bailey. Il 18enne, con problemi di squilibrio mentale, aveva scaraventato giù dalla terrazza al 10/o piano della Tate Gallery, affollata di visitatori, un bimbo che si trovava a Londra con la famiglia (residente in Francia) in vacanza. 

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Nel dicembre scorso si era dichiarato colpevole di fronte alla corte motivando il raptus insensato con il desiderio di comparire in tv «nelle news della sera» per i suoi 15 minuti di celebrità. Giudice e procuratori hanno comunque sottolineato alla base della severità della pena la sua pericolosità sociale e la freddezza del gesto compiuto a sangue freddo. La vittima, spinto giù nella ressa mentre era in braccio ai genitori, s'è miracolosamente salvato precipitando su una tettoia all'altezza del quinto piano. Ha tuttavia riportato un trauma cranico con emorragia cerebrale e danni fisici gravi a lungo termine.
Ultimo aggiornamento: 27 Giugno, 08:50 © RIPRODUZIONE RISERVATA