Artem Uss, 6 persone arrestate per aver aiutato il manager russo a evadere dai domiciliari. Gli Usa: «Taglia da 7 milioni sulla sua testa»

I reati contestati dai pm milanesi sono evasione e procurata evasione

Martedì 5 Dicembre 2023
Artem Uss, arrestate 6 persone: lo hanno aiutato ad evadere dai domiciliari. Gli Usa: «Taglia da 7 milioni sulla sua testa»

In queste ore, i carabinieri del comando provinciale di Milano, in Provincia di Brescia e in territorio estero (Slovenia e Croazia), coordinati dalla Procura di Milano, stanno dando esecuzione, in collaborazione con Eurojust e le autorità statunitensi, a un'ordinanza custodia cautelare in carcere emessa dal gip Milano nei confronti di 6 soggetti (1 italiano di origine bosniaca e 5 stranieri localizzati all'estero), gravemente indiziati dei reati di evasione e procurata evasione in concorso, con l'aggravante del reato transnazionale in relazione all'evasione dagli arresti domiciliari del cittadino russo Artem Uss.

L'ordinanza di custodia cautelare è stata firmata dal gip Anna Magelli su richiesta del pm Giovanni Tarzia che coordina le indagini con il procuratore di Milano Marcello Viola.

L'esecuzione dei provvedimenti, nel Bresciano, in Slovenia e in Croazia sta avvenendo in collaborazione con Eurojust e le autorità statunitensi. Le persone destinatarie sono Vladimir e Boris Jovancic padre e figlio di origini bosniache, Matej Janezic, sloveno, e Srdjan Lolic e Nebojsa Ilic, serbi. Artem Uss è stato bloccato il 17 ottobre dell'anno scorso a Malpensa su mandato Usa con l'accusa di presunti traffici illeciti di materiale civile e militare 'dual usè, di contrabbando di petrolio dal Venezuela verso Cina e Russia eludendo le sanzioni, riciclaggio e frode bancaria, nell'immediatezza dell'arresto si era visto convalidare dai giudici il carcere. L'imprenditore è rimasto in cella a Busto Arsizio fino al 2 dicembre quando, in seguito a un provvedimento depositato il 25 novembre, ma eseguito una settimana dopo, è stato posto ai domiciliari con il braccialetto elettronico in una casa presa in affitto a Basiglio, piccolo centro nel Milanese, in attesa che terminassero i lavori di ristrutturazione del mega appartamento acquistato dalla moglie nello stesso complesso residenziale. Il 21 marzo è stato dato il via libera all'estradizione oltreoceano, ma il giorno dopo l'imprenditore è sparito per riapparire circa due settimane dopo in Russia, con tanto di intervista e ringraziamenti a tutte quelle persone «forti e affidabili» che gli sono «state vicine» nella sua fuga. Le attività di indagine si sono sviluppate con metodologie investigative tradizionali, una «significativa» attività tecnica e con rogatorie e scambi di informazioni con le autorità Usa. In questo modo si è riusciti a ricostruire il commando che ha materialmente favorito l'evasione, passando dalla frontiera slovena a bordo di 4 diverse auto. Inoltre nei sei mesi precedenti l'evasione, è stato appurato, sarebbero stati effettuati una serie di sopralluoghi dei presunti fiancheggiatori di Uss finalizzati a mettere a punto il piano di fuga.

Gli Usa: taglia da 7 milioni di dollari

Il dipartimento di Stato Usa ha messo una taglia sino a 7 milioni di dollari per chi fornisca informazioni utili all'arresto e/o alla condanna di Artiom Uss, l'imprenditore russo figlio di un oligarca molto vicino a Vladimir Putin, evaso dai domiciliari a Milano dopo essere stato arrestato su mandato Usa con l'accusa di aver orchestrato varie attività criminali transnazionali. Tra queste figurano il riciclaggio, l'import in Russia di tecnologie militari americane - in violazione delle sanzioni Usa - e il contrabbando di milioni di barili di greggio dal Venezuela.

 

I 12 capi di imputazione

L'annuncio, dato dal portavoce del dipartimento di Stato Matthew Miller, fa seguito all'incriminazione nell'ottobre 2022 per 12 capi di imputazione decisa da un gran giurì federale nel distretto orientale di New York contro Uss e altri sei coimputati. Uss è accusato di quattro capi di imputazione: associazione per delinquere finalizzata a frodare un dipartimento o un'agenzia degli Stati Uniti; cospirazione per violare l'International Emergency Economic Powers Act (Ieepa); associazione per delinquere finalizzata alla frode bancaria; cospirazione per riciclaggio di denaro tramite il contrabbando di petrolio e il programma Ieepa. Uss, secondo l'accusa, avrebbe orchestrato un'operazione transnazionale di frode, contrabbando e riciclaggio di denaro in parte attraverso la Nord-Deutsche Industrieanlagenbau GmbH (Nda Gmbh), una società privata di commercio di attrezzature industriali e materie prime con sede ad Amburgo, in Germania. In qualità di proprietari di Nda GmbH, Uss e un altro co-cospiratore sarebbero coinvolti in una serie di attività in violazione delle leggi penali statunitensi, delle sanzioni Usa e di altre sanzioni tra cui l'esportazione illegale per milioni di dollari di tecnologie militari e sensibili a duplice uso dagli Stati Uniti alla Russia, nonché l'uso del sistema finanziario americano per facilitare il contrabbando di milioni di barili di petrolio dal Venezuela. Qualsiasi informazione va indirizzata all'Fbi. Uss, cui erano stati concessi i domiciliari nonostante i ripetuti moniti delle autorità statunitensi, riuscì a evadere la scorsa primavera, il giorno dopo che un tribunale di Milano aveva autorizzato l'estradizione negli Usa. Il caso sollevò non poche tensioni tra Washington e Roma, privando gli Usa di una potenziale pedina per uno scambio di prigionieri con americani «illegalmente detenuti» in Russia, tra cui il reporter del Wsj Evan Gershkovich. Il padre di Artiom, Aleksander Uss, è stato sino allo scorso aprile governatore della ricca regione petrolifera di Krasnoyarks ed è nel board della Rosneft guidata da Igor Sechin, uno degli oligarchi più vicini allo zar. Gli affari di famiglia spaziano dall'immobiliare a Londra ad una società aerospaziale in Malesia e ad un hotel in Sardegna.

Ultimo aggiornamento: 20:25 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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