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Italiano di 43 anni arrestato in Colombia. «Si fingeva talent scout del cinema e molestava baby-attrici»

Si spacciava come direttore del casting di importanti produzioni del nostro Paese. Il 43enne è stato arrestato a Cartagena. Tra oggi e domani attesa la convalida

Domenica 7 Agosto 2022 di Valeria Di Corrado
Italiano di 43 anni arrestato in Colombia. «Si fingeva talent scout del cinema, molestava le baby-attrici»

Approfittando del suo ruolo di talent scout del mondo del cinema, in cerca di volti nuovi da trasformare in giovani attrici, avrebbe molestato sessualmente delle ragazzine colombiane. Per questo un italiano di 43 anni è stato arrestato il 5 agosto a Cartagena de Indias, città portuale sulla costa caraibica della Colombia, riconosciuta patrimonio dell’umanità dall’Unesco e nota meta balneare frequentata dai nostri connazionali. 

I FATTI

Il 43enne, che ha lavorato come direttore del casting per diverse grosse case di produzione cinematografiche e televisive, è stato portato nella stazione di polizia “Los Caracoles”. Presumibilmente tra oggi e domani, il suo arresto dovrà essere convalidato dall’autorità giudiziaria locale. È stato già allertato il consolato italiano a Cartagena per fornirgli l’assistenza legale. Non è ancora chiaro per conto di quale casa di produzione stesse facendo questa selezione di comparse e giovanissime attrici in erba. Potrebbe addirittura essere stata una montatura, la sua, per approfittare della situazione. Da quello che risulta agli investigatori, con la scusa di fare dei provini, avrebbe commesso degli abusi su alcune minorenni. Qualcuno se n’è accorto e lo ha subito denunciato alla polizia.

IL PERSONAGGIO

Da una ventina di anni lavora nel campo della produzione. Dopo essere transitato nel reparto regia, come assistente e aiuto per spot pubblicitari, si è specializzato nel casting per lungometraggi e serie tv. In particolare, si è dedicato alla ricerca di ruoli da affidare ai bambini protagonisti e co-protagonisti, facendo anche il coaching con i mini-attori durante le riprese. Stando al suo curriculum, pubblicato online, avrebbe lavorato con alcune tra le principali società di produzione cinematografiche italiane, tra cui Grøenlandia, RaiPlay, Cattleya, Palomar. I responsabili di alcuni di questi marchi, però, hanno detto di non conoscerlo nemmeno. Anche se sul suo profilo social, di recente, aveva pubblicizzato proprio un “casting call” in Italia con una di queste produzioni, rivolto a bambini e ragazze.

IL MOVIMENTO ME TOO

Ormai nell’ambiente dello spettacolo il movimento “Me Too”, contro le molestie sessuali e la violenza sulle donne, è diventato popolare in tutto il mondo, raccogliendo il consenso di celebrità di Hollywood, ma anche nostrane. Tutto ebbe inizio dopo le accuse contro il produttore cinematografico Harvey Weinstein. L’hashtag “Me Too” (che in italiano significa “anche io”) è stato reso popolare dall’attrice statunitense Alyssa Milano, che nell’ottobre 2017 ha incoraggiato le donne a usarlo su Twitter per “dare alle persone un’idea della grandezza del problema”, soprattutto sul posto di lavoro, a cominciare appunto dai set e dai provini. L’Unione Italiana Casting Directors ( di cui il 43enne arrestato non fa parte) ha approvato delle “linee guida” proprio per evitare casi analoghi. 

Ultimo aggiornamento: 9 Agosto, 09:31 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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