Becciu, giallo su un altro bonifico da 25mila euro alla stessa Caritas di Ozieri

Sabato 26 Settembre 2020
Becciu, giallo su un altro bonifico da 25mila euro alla stessa Caritas di Ozieri

È giallo su un'altra donazione alla Caritas di Ozieri partita dall'Obolo di San Pietro, i soldi per i poveri del Papa gestiti dalla Segreteria di Stato Vaticana. Replicando alle accuse mossegli da Francesco durante il drammatico confronto che ha portato alle sue dimissioni dalla Congregazione delle Cause di Santi e alla rinuncia al cardinalato, mons. Angelo Becciu, ieri, in una conferenza stampa, ha ammesso di aver prelevato 100mila euro dall'Obolo da destinare la Caritas di Ozieri, spiegando che si trattava di «un fine caritativo».
 

 

«Quei 100mila euro, è vero, li ho destinati alla Caritas. È nella discrezione del sostituto destinare delle somme che sono in un fondo particolare destinato alla Caritas, a sostenere varie opere. In 7-8 anni non avevo mai fatto un'opera di sostegno per la Sardegna. So che nella mia diocesi c'è un'emergenza soprattutto per la disoccupazione, ho voluto destinare quei 100mila euro alla Caritas», ha detto l'ex numero due della Segreteria di Stato, rispondendo al sospetto avanzato da Bergoglio che il contributo fosse in realtà finito alla cooperativa sociale Spes di cui il fratello di Becciu, Antonino, è presidente.

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Ora, però, è giallo su un altro contributo. A quanto apprende l'Adnkronos da fonti interne all'Apsa, l'Amministrazione del patrimonio della Sede Apostolica (ossia la cassaforte vaticana, organismo peraltro non sottoposto ai controlli internazionali a cui invece deve sottostare lo Ior), nel 2015, quando Becciu era Sostituto agli Affari generali della Segreteria di Stato e l'Obolo era nella sua diretta disponibilità, dal fondo per i poveri è partito un altro bonifico a favore della Caritas di Ozieri, questa volta da 25mila euro. Nel documento contabile, che l'Adnkronos ha potuto visionare e che prevede l'accredito dei 25mila euro in data 3 marzo 2015, come destinatario viene indicata la Caritas della Diocesi di Ozieri, mentre nella descrizione del conto viene indicata la dizione Fondo Obolo c/offerte a destinazione particolare.

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Becciu licenziato dal Papa con la rinuncia ai diritti legati al cardinalato, continuerà ad essere chiamato eminenza ma il titolo è probabilmente l'unica cosa che gli resterà come porporato, come spiega all'Adnkronos don Davide Cito, docente di Diritto canonico alla Pontificia Università della Santa Croce. «Il cardinale Becciu - dice il canonista - non dovrebbe più avere lo stipendio da cardinale (si aggira intorno ai 5 mila euro rispetto al vescovo che ne guadagna tremila, anche se con Bergoglio gli stipendi di prelati e dipendenti sono stati sottoposti a spending review) ma da vescovo e sulla macchina non dovrebbe più comparire la dicitura corpo diplomatico, prerogativa dei cardinali, ma CV».

L'appartamento, come ha spiegato ieri lo stesso cardinale Becciu, gli resterà: «Il Papa ha detto di rimanere per il tanto bene che ho fatto». Becciu naturalmente non potrà partecipare al Conclave per l'elezione del Papa, né a cerimonie ufficiali come i Concistori. E se un domani il cardinale dovesse essere riabilitato e le accuse rivelarsi infondate «il Papa - spiega il canonista don Cito - dovrebbe chiedere scusa e restituire a Becciu i diritti di cardinale».

Ultimo aggiornamento: 21:15 © RIPRODUZIONE RISERVATA