Quirinale, buvette vietata ai No vax: potranno votare (con il tampone) ma non mangiare

Prima di riporre la scheda nell'insalatiera, cioè l'urna, si passerà per il "catafalco 2.0"

Mercoledì 19 Gennaio 2022 di Francesco Malfetano
Quirinale, buvette vietata ai No vax: potranno votare (con il tampone) ma non mangiare

Il voto sì, ci mancherebbe, ma solo con il tampone. E a digiuno, a meno che non si sia vaccinati o guariti. Cioè, a meno che non si abbia il Super Green pass. Manca poco meno di una settimana al via alle votazioni per l'elezione del nuovo Presidente della Repubblica, ma continuano a tenere banco le vicissitudini sulle modalità con cui sarà consentito esprimere la propria preferenza ai 1009 grandi elettori.

Quirinale, buvette vietata ai No vax

 

In attesa di risolvere una volta per tutte la questione dei positivi asintomatici (c'è chi vorrebbe farli votare lo stesso, a patto che abbiano ricevuto al terza dose e indossino per tutto il tempo necessario la mascherina Ffp2), molte delle regole sono ormai già definite. Dal 24 gennaio si terrà una sola votazione al giorno, con al massimo 50 grandi elettori per "turno" e una presenza massim in Aula di 200 parlamentari.

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Prima di riporre la scheda nell'insalatiera, cioè l'urna, si passerà per il "catafalco 2.0", cioè una sorta di cabina elettorale, solo più semplice da sanificare.
Tuttavia ben prima di arrivare a questo punto, tutti i votanti dovranno aver superato i controlli all'ingresso. Oltre alla misurazione della temperatura, bisognerà infatti che esibiscano il Green pass "base". Come per qualsiasi altro posto di lavoro infatti (almeno fino al 15 febbraio, perché da questa data servirà la versione "rafforzata" per tutti gli over50) anche per l'accesso a Montecitorio la certificazione verde è considerata obbligatoria. Non serve però necessariamente il vaccino, ma basta anche esibire il pass ottenuto attraverso l'esito negativo di un tampone antigenico effettuato nelle ultime 48 ore, o di un test molecolare a cui ci si è sottoposti nelle 72 ore precedenti . In realtà però, in questo modo, la schiera di parlamentari e delegati regionali No vax pronti a riversarsi in Aula, saranno autorizzati solamente a votare. Come per il resto del Paese, niente caffè al banco né panini, né tanto meno quattro chiacchiere sul voto seduti comodamente ai tavoli della buvette. Per accedervi infatti, al pari dei locali dell'intera Penisola, dovranno esibire il Super Green pass. Quello ottenuto dopo la vaccinazione anti-Covid o dopo la guarigione dalla malattia. 

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Ma a far discutere - almeno nelle intenzioni di 5 parlamentari sardi del gruppo Alternativa C'è - è anche l'applicazione del Super Green pass ai trasporti. Secondo gli eletti capeggiati da Pino Cabras, l'obbligo di green pass rafforzato sui trasporti pubblici «lede le prerogative del Parlamento in vista del voto sul Presidente della Repubblica». Tant'è che il gruppo ha presentato ricorso per conflitto di attribuzioni tra poteri dello Stato alla Corte costituzionale e chiesto la sospensione cautelare dell'obbligo. La vicenda dovrebbe arrivare a un punto di svolta oggi, quando la Consulta si pronuncerà sulla richiesta in una camera di consiglio convocata in via straordinaria.

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Ultimo aggiornamento: 12:56 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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