Il caso migranti/ È uno scippo di sovranità, l’Italia deve farsi rispettare

di Carlo Nordio

Il problema giuridico della nave “Sea Watch”, ormeggiata davanti alle nostre coste, è stato risolto dalla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo: l’Italia deve prestare assistenza ai migranti, ma non ha il dovere di accogliere né loro né la nave. Con questo viatico giurisprudenziale la questione potrebbe dirsi risolta, ma ovviamente non lo è. Anzi, per un insieme di attivismo e di inerzia dei protagonisti rischia di prendere un indirizzo fuorviante, e magari di finire con un compromesso che salvi la faccia un po’ a tutti e lasci tutto come prima. Vediamone le ragioni.
Primo. Il ministro dell’Interno ha dalla sua parte la legge del mare e quella nazionale: leggi che l’ardita capitana teutonica ha clamorosamente violato, forzando il blocco imposto dalle nostre autorità. Nondimeno Salvini è caduto nella trappola di scendere a polemiche vociferanti, quando avrebbe dovuto, secondo noi, vestire i severi panni istituzionali per denunciare alla riluttante Europa un’insostenibile situazione di provocazione programmata. 

Perché la “Sea Watch”, nave tedesca battente bandiera olandese, ha ostentatamente puntato sulle nostre coste quando la normativa internazionale le imponeva di accedere ad altri porti più vicini e altrettanto sicuri.

Non solo. L’autonomia di carburante e viveri le consentiva numerose opzioni diverse, non ultima quella di ritornare coronata di umanità nella madrepatria, che peraltro, unitamente allo Stato di bandiera, se ne disinteressa completamente. Infatti oggi l’Olanda con un intollerabile schiaffo ha detto di non avere nessun dovere di accogliere i migranti. Davanti a una sfida così plateale, che suona come uno scippo di sovranità, vorremmo una reazione del governo chiara e definitiva.

Secondo. Il governo, appunto. Questo pasticcio, ripetiamo, investe l’onore e la credibilità nazionale, visto che si tratta di una flagrante violazione della nostra sovranità. Ebbene, non si vede perché debba ancora esser gestito dal ministro dell’Interno, quando sarebbe più congrua, ed efficace, un’azione collegiale.

Azione collegiale che invece è stata attuata e rivendicata nel precedente caso della “Diciotti”, dove peraltro la nave era italiana, e quindi si trattava di vicenda, per così dire, in famiglia, e quindi assai meno grave di questa. Circostanza significativamente riconosciuta dallo stesso Tribunale dei ministri, che pochi giorni fa ha “prosciolto” Conte, Salvini, Di Maio e Toninelli dall’ennesima accusa di sequestro di persona a danni di migranti trasportati dalla “Sea Watch” lo scorso gennaio, argomentando che si trattava, appunto, di nave straniera entrata illegalmente nel mare italiano. Ora questa collegialità pare affievolita, anche se le recentissime parole di Conte, secondo cui si è trattato «di un fatto di inaudita gravità», sembrano rinforzarla. Vedremo. 

Terzo. L’indebolimento della coesione governativa è emerso nei giorni scorsi dai rimproveri di Di Maio a Salvini sulla lentezza dei rimpatri. È vero che il ministro dell’Interno aveva incautamente proclamato una rapida e progressiva espulsione degli irregolari, cosa che, dal punto di vista pratico, è quasi impossibile da fare. Ma è anche vero che questi rimpatri non solo sono centellinati, ma vengono quotidianamente compensati dallo stillicidio di sbarchi che continuano con mezzi più piccoli e meno identificabili. Certo, il flusso è grandemente diminuito: ma il fatto che i trafficanti abbiano rapidamente trovato altri sistemi per aggirare il divieto di entrata rende Salvini più vulnerabile anche verso i suoi alleati. 

Quarto e ultimo, la magistratura. Che le violazioni di legge debbano essere accertate e punite dai giudici è cosa tanto ovvia che non varrebbe nemmeno la pena di parlarne. Ma in un sistema sfasciato come il nostro, dove ogni Procura agisce in piena autonomia e dove - dopo gli ultimi scandali del Csm - si è insinuato il sospetto di anomale contiguità tra toghe e politica, è lecito concludere che una questione importante e complessa come la gestione dell’immigrazione non può essere lasciata all’iniziativa dei singoli procuratori. 

Ma anche qui il problema non sarà risolto finché governo e parlamento non si esprimeranno, in modo chiaro e definitivo, sulle competenze, sui limiti e soprattutto sulle responsabilità di chi si assume l’onere di gestire il fenomeno. Solo così potremo presentarci davanti alla riluttante e indifferente Europa, sostenendo vigorosamente le nostre ragioni.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Venerdì 28 Giugno 2019, 00:08






Condividi su Google+ Commenta
<< CHIUDI
CONDIVIDI LA NOTIZIA
Il caso migranti/ È uno scippo di sovranità, l’Italia deve farsi rispettare
CONDIVIDI LA NOTIZIA
DIVENTA FAN
SEGUICI SU TWITTER
COMMENTA LA NOTIZIA
5 di 5 commenti presenti
2019-06-28 22:48:46
Karola cara, voi non potete saperlo, ma siete invasati di ideologia da centro sociale. Giovanotti senza arte né parte che trovano soddisfazione nel disobbedire e dar contro a tutto quello che da eterni adolescenti 'vi sembra' sbagliato. Esattamente come bandite la carne quando scoprite che le fettine che avete sempre mangiato comportano l'uccisione del pollo o del vitello di turno - a parte i pretesti ambientali usati di rinforzo esattamente come i profughi che si salvano in quanto naufraghi col rinforzo che in Libia c'è la guerra - entrambe situazioni fasulle, in quanto pagano per andare in Libia e perché poi qualcuno li faccia diventare naufraghi
2019-06-28 21:52:48
Ottimo intervento del dott. Nordio e ottima scelta del Gazzettino quella di pubblicare i suoi interventi: la "pubblica opinione" - cioe' noi - maturiamo anche grazie a questi articoli "tecnici", non meno di quanto accada con gli opinionisti di grido.
2019-06-28 12:45:51
... ma se nulla funzione e comanda sempre chi ha perso perchè ci si ostina ancora ad andare a votare.. meglio sarebbe uno scontro chiarificatore tra le parti.. magari alla orazi e curiazi.. cosa davvero curiosa l'italia andrà alla guerra per decidere quali delle parti è " è più umana ".. io sono più umano di te e giu una raffica, no, il lo sono di più e via una granata.. mentre il terzo se la gode e aspetta la fine di entrambe.. fantascienza, macchè. solo umnaità catto rosso papalina..
2019-06-28 10:08:40
Cocordo perfettamente Col Magistrato. Solo in italia si definisce naufrago col diritto al soccorso chi paga 3000 dollari per una traversata in barca con tanto di telefonino e rolex al polso. Ringraziamo anche i parlamentari che sono andati a vedere la situazione e che se ne sono sempre fregati dei bisogni degli Italiani.
2019-06-28 07:32:01
Sarebbe anche interessante capire se gli esponenti politici che ADESSO sono saliti (piu' o meno) sulla carretta del vincitore non posano essere considerati "apologi di reato". Quando piu' o meno "per sbaglio" un politico (in genere di centro destra) viene fotografato accanto a un "delinquente" (vero o presunto) sorge automatico il sillogismo sul malaffare. Essere a fianco dei traghettatori che infrangono la legge italiana e' diverso da essere fotografati accanto al faccendiere o al corruttore di turno ? Il professionista dell'accoglienza forzata che NON e' un missionario che lavora gratis, ma appunto un professionista altamente qualificato e giustamente BEN pagato, se viola la legge merita maggior rispetto del "Casamonica" di turno ?