Statali, aumento da 80 euro: un miliardo per rinnovo dei contratti

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Statali, aumento da 80 euro: un miliardo per rinnovo dei contratti

di Andrea Bassi

Per il rinnovo del contratto dei dipendenti pubblici, il governo è pronto a inserire in manovra uno stanziamento di un miliardo di euro. La cifra verrebbe divisa in due tranche, una parte nel 2020 e un’altra nel 2021. Le risorse si aggiungerebbero agli 1,775 miliardi di euro già stanziati dal precedente governo. Dunque il rinnovo del contratto 2019-2021 degli statali, potrebbe contare complessivamente su 2,7 miliardi di euro circa. Una cifra che si tradurrebbe, secondo le prime simulazioni, in un aumento medio di 80 euro lordi mensili per ognuno dei circa 3 milioni di dipendenti delle amministrazioni pubbliche. Martedì 15 ottobre, nello stesso giorno in cui il consiglio dei ministri dovrebbe approvare la manovra di bilancio e il decreto fiscale che la accompagna, il ministro della Funzione pubblica Fabiana Dadone ha convocato i sindacati. Probabile che in quella sede venga dato l’annuncio degli stanziamenti aggiuntivi che il governo inserirà nella manovra. 

Le risorse saranno giudicate sufficienti dai rappresentanti degli statali? Molto probabile che i sindacati si aspettassero di più. Il precedente contratto, quello della tornata 2016-2018, concluso quando al governo c’era Matteo Renzi, aveva consentito un aumento leggermente superiore: 85 euro lordi mensili. Un incremento del 3,48% delle buste paga di tutti i dipendenti pubblici (i dirigenti sono stati gli ultimi a firmare la scorsa settimana). Qualcuno tra le fila sindacali, già fa notare che i rinnovi dei contratti dei lavoratori privati che si stanno chiudendo in questi mesi, hanno ottenuto somme decisamente più alte, circa 150 euro lordi mensili. Non solo. Il semplice riconoscimento di un adeguamento totale all’andamento del tasso di inflazione, anche considerando i dieci anni di blocco prima dell’ultimo rinnovo, comporterebbe un aumento di almeno 120 euro lordi mensili. Insomma, gli 80 euro lordi che saranno proposti come punto di arrivo del prossimo contratto da parte del governo, sarebbero ancora distanti dalle cifre desiderate. 

È anche vero, però, che il governo ha messo sul tavolo dei sindacati altre due misure delle quali beneficerebbero anche i lavoratori dipendenti. La prima è un sgravio sull’aumento contrattuale. Gli 80 euro lordi non verrebbero più tassati all’aliquota marginale del lavoratore, ma con un prelievo “flat” del 10%. Un meccanismo che aumenterebbe il netto in busta paga fermo restando il lordo. Poi c’è il taglio del cuneo fiscale. Se fosse confermata la decisione di destinare i 40 euro alla stessa platea che percepisce il bonus Renzi, molti statali si avvantaggerebbero anche di questo ulteriore beneficio. 
 
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Domenica 13 Ottobre 2019, 00:28






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5 di 6 commenti presenti
2019-10-13 20:16:03
si,aumenti a tutti ma la maggioranza non merita,troppi fannulloni....provassero a lavorare in privato!!
2019-10-13 20:01:56
Voti in arrivo...per un governo abusivo
2019-10-13 19:58:46
Alcuni numeri per far chiarezza sugli "statali" in Italia. La media dei dipendenti pubblici in Europa è del 16% sul totale dei lavoratori, in Italia si è al 14%. Ma quello che sembra interessante è sapere chi sono i Paesi testa-coda di questa "classifica", ossia chi ha, in percentuale, più dipendenti pubblici e chi meno. Al primo posto, ovvero con la percentuale più bassa di dipendenti pubblici è la Germania, con il 10%, seguita da Lussemburgo con il 12% e dall'Olanda con il 13%. In coda, cioè i Paesi con percentuali di dipendenti pubblici più alti, sono la Finlandia con il 25%, la Danimarca con il 28% e la Svezia con il 29%. A parte ciò, visto che Paesi i quali hanno apparati pubblici "funzionanti" sono in testa e in coda alla classifica, forse in Italia esistono altri problemi, a prescindere dagli stipendi. Uno è il sistema NON "meritocratico", ovvero guadagnano alla pari chi si impegna e produce e chi "sopravvive" (o si imbuca); un'altro è la ripartizione di detti statali con settori dove c'è carenza e settori dove c'è sovrabbondanza. Forse mettendo mano a queste due cose (oltre naturalmente al punire chi non fa il proprio dovere) il sistema pubblico italiano potrebbe funzionare meglio. Ma questa riforma sembra che non si voglia o possa fare, dato che nessuno mai ne parla!
2019-10-13 15:31:28
Roberto D, meriterebbe proprio di provare a vivere in una realtà senza statali.. cioè senza forze dell'ordine, senza sanità, senza regole, ecc.. così poi ci dirà com'è andata. Comunque i concorsi pubblici sono aperti a tutti.. anzi a chi è allaltezza
2019-10-13 13:39:26
Invece di ridurre l’esercito degli statali gli aumentano lo stipendio.....